Europarlamento: parità di stipendio tra uomo e donna

14/03/2007
    mercoledì 14 marzo 2007

    Pagina 33 – Economia

    "Parità di stipendio tra uomo e donna"

      Europarlamento, storico voto.
      In Italia bollino rosa a chi non discrimina

        Approvata la
        relazione contro
        le discriminazioni
        sul lavoro

          ALBERTO D´ARGENIO

            DAL NOSTRO INVIATO
            STRASBURGO – Il Parlamento europeo dichiara guerra alla discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Ieri l´Assemblea di Strasburgo ha approvato la relazione preparata da Amalia Sartori, eurodeputata di Forza Italia, sulla parità tra uomo e donna in cui, tra gli altri aspetti, si sottolinea la gravità della disuguaglianza di trattamento sul lavoro: ancora oggi in Europa esiste un divario retributivo tra i due sessi in media del 15% a vantaggio degli uomini, un gap che in Italia si traduce in una differenza tra i 3.800 ai 10.000 euro all´anno. Intanto il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi, ha lanciato il «bollino rosa» per le aziende che rispettano i diritti della donna.

            La relazione dell´Europarlamento «deplora» l´attuale situazione sui salari e chiede agli Stati membri di integrare o rinforzare i propri piani per l´occupazione e l´integrazione sociale inserendo misure per arrivare ad una «situazione di pari dignità e pari retribuzione». Strasburgo ha anche sollecitato la Commissione europea a rimettere mano alla direttiva del 1975 che regola i controlli degli ispettorati del lavoro e i mezzi cui ricorrere in caso di discriminazioni. Non solo: Bruxelles dovrebbe anche intervenire per mettere fine «alle discriminazioni cui sono soggette le donne che si sono dedicate ai figli e hanno quindi una scarsa esperienza lavorativa», mentre le singole capitali dovrebbero attivarsi per promuovere l´imprenditoria femminile, anche grazie a strategie per aiutare l´accesso delle imprenditrici al credito e ai servizi bancari.

            Tutti provvedimenti da attuare più che in fretta, se si considera che in alcuni stati europei le discriminazioni sono ancora molto evidenti: se a Malta al differenza di retribuzione tra i due sessi è del 4%, a Cipro arriva fino al 25%, passando da 20% tedesco.

            Dati che aiutano a capire il perché alle donne capita più spesso di vivere ai margini della società: l´85% delle famiglie monoparentali che vivono al di sotto della soglia di povertà, per esempio, hanno come capofamiglia una donna. Ma secondo Strasburgo ad essere combattuti devono essere anche alcuni «fatti storici», legati alla mentalità delle nostre società, che giustificano le discriminazioni, come il fatto di considerare le donne un lavoratore di serie B a causa dei figli. Ecco perché l´Europarlamento ha chiesto che le capitali europee valutino la possibilità che la maternità sia totalmente a carico della comunità e non gravi sul datore di lavoro. Ed ha insistito che in tutti i paesi venga favorita la creazione di strutture con orari molto flessibili in grado di ospitare bambini, anche anziani e portatori di handicap visto che quando in una famiglia ci sono esigenze di cura è sempre la donna che se ne occupa, sacrificando la propria carriera.

            In Italia ad avere le idee chiare su come combattere il fenomeno è il sottosegretario Rosa Rinaldi che ha rivelato un piano contro le discriminazioni: creare dopo l´estate un «bollino rosa» per certificare le aziende che non discriminano tra uomo e donna. I datori di lavoro verranno sottoposti su base volontaria ad una sorta di «diagnosi» sui salari e sui percorsi professionali. Al termine del percorso, una volta «guarita» da ogni pratica discriminatoria, l´azienda potrà godere del bollino rosa che certifica il rispetto del gentil sesso.