“EuropaGdo” La guerra del supermarket

13/03/2006
    sabato 11 marzo 2006

    Pagina 31 – Cronaca

      La guerra del supermarket

        In un�isoletta inglese un prete guida la rivolta contro le grandi catene

        "Non comprate i prodotti della Tesco" ha tuonato nel sermone
        A difesa dei piccoli negozi anche la Commissione governativa

          dal nostro corrispondente
          Enrico Franceschini

            LONDRA – Per tre decenni nessuno era riuscito a fermare l�invasione, accettandola come un destino ineluttabile. Poi, in un�isoletta di 7 mila abitanti sulla costa orientale dell�Inghilterra, il parroco � sceso sul piede di guerra: �Un demonio si aggira intorno alle nostre case�, ha tuonato il reverendo Sam Norton nel sermone della domenica. �Un demonio nascosto sotto benigne spoglie, ma dall�intento ugualmente malvagio. Il suo nome � Tesco. Non varcate la sua soglia. Non acquistate i suoi prodotti. E non accettate un�intrusione che sconvolger� la nostra comunit�. Due mesi pi� tardi, sull�isola di West Mersea, contea di Essex, il primo supermarket Tesco Express non ha ancora aperto a causa delle dimostrazioni di protesta guidate dal determinato pastore anglicano. E ieri la ribellione contro lo strapotere delle grandi catene di alimentari � rimbalzata sulle prime pagine dei giornali nazionali, ricevendo il sostegno della Competitive Commission, l�organismo governativo che garantisce la competitivit� e i diritti del consumatore: dopo un�indagine di cinque mesi, la commissione ha accusato Tesco e le altre tre maggiori catene di supermercati di distorcere le regole del mercato, riducendo la libera concorrenza.

              Le "Big Four", come vengono soprannominate, saranno probabilmente costrette ad abbandonare alcuni piani di espansione o a chiudere un certo numero di supermercati. � una battaglia che si svolge non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo globalizzato, e il suo esito appare segnato: supermercati e ipermercati offrono ampia scelta, prezzi pi� bassi (meno 7% negli ultimi 5 anni, riconosce la commissione d�inchiesta), comodi parcheggi, stritolando inevitabilmente i negozietti indipendenti situati nelle viuzze della citt�. A partire dagli anni Settanta, qui come in altri paesi, la loro avanzata � stata inesorabile: oggi in Gran Bretagna le "Big Four" controllano il 73% del mercato, mentre i tradizionali "corner shops", i negozietti all�angolo di ogni strada, come i tipici edicolanti che vendono un po� di tutto, sono diminuiti di un terzo negli ultimi 5 anni e qualcuno prevede che entro 10 scompariranno. �All�inizio, quando apre il supermercato di una grande catena, c�� eccitazione, la gente pensa che potr� scegliere fra un maggior numero di prodotti e a prezzi convenienti� dice il parroco ribelle di West Mersea. �Ma nel lungo termine la vita della comunit� viene stravolta, i piccoli esercenti falliscono e il tessuto sociale non � pi� lo stesso�. Il fenomeno � noto come "clonazione urbana": identici supermercati e negozi (appartenenti a catene anche quelli, come i caff� Starbucks) nelle strade di tutto il paese. Ora per� la commissione governativa ha voluto frenare la dittatura delle "Big Four": sia perch� ha scoperto pratiche protezionistiche e illegali (accordi sotto banco sui prezzi, rifiuto di limitare il cibo spazzatura), sia per impedire l�estinzione dei "negozietti all�angolo".