“EuropaGdo” In Italia alimentari sfrattati da «outlet»

13/03/2006
    sabato 11 marzo 2006

    Pagina 31 – Cronaca

      IL CASO

        In 20 anni ha chiuso il 75% delle botteghe al dettaglio, la grande distribuzione ormai copre il 70% dei consumi

          E in Italia macellai e alimentari sfrattati da �outlet� e telefonini

            LUISA GRION

              ROMA – L�Italia chiude bottega. Spariscono i piccoli negozi alimentari, chiudono le macellerie e i banchi dei fruttivendoli. Al loro posto aprono negozi di telefonia, filiali bancarie e assicurative oppure supermarket legati alle grande distribuzione. A guardar le cifre assolute il fenomeno non � subito evidente, a passeggiare nei centri cittadini, s�: la globalizzazione avanza, le vecchie insegne lasciano spazio all�ultimo avamposto delle �solite� marche. I numeri assoluti, a prima vista ingannano: i dati forniti dal ministero delle Attivit� Produttive dicono che gli �esercizi commerciali�, in questi ultimi anni, continuano a crescere nella maggioranza delle regioni italiani. Anche se, si ammette, la crescita ha un ritmo molto pi� lento rispetto al passato (nel 2005 il saldo fra nuove aperture e chiusure ha toccato quota 4500, il pi� basso dal 2000).

              Ma � guardando dentro quelle cifre che si scopre come sia davvero cambiata la mappa distributiva del consumo italiano. �Le attivit� di vendita tradizionali hanno segnato il passo – dice Mauro Bussoni, vicedirettore della Confesercenti – Rispetto a venti anni fa il panorama dei piccoli negozi alimentari al dettaglio � completamente cambiato: � sparito il 75 per cento delle botteghe, ora la grande distribuzione copre il 70 per cento dei consumi. Il fenomeno, anche se in modo meno drastico, sta intaccando anche il comparto abbigliamento: noi prevediamo che nel breve termine, scompaia il 30 per cento dei piccoli negozi di vestiario e che i grandi centri commerciali, gli outlet, i franchising prendano sempre pi� piede�.

                La tendenza, sottolinea Confesercenti, ha importanti risvolti sociali: �La popolazione invecchia, le famiglie riducono il numero dei componenti – dice Bussoni – eppure i negozi sotto casa, ideali per gli anziani e i single che non hanno bisogno di riempire la station-wagon, scompaiono�. Fra il 2002 e il primo trimestre 2005, per esempio, hanno chiuso i battenti 674 negozi di ortofrutta: il 4,5 per cento sul totale. Negli ultimi tre anni hanno chiuso anche l�1,8 per cento delle macellerie, ma il settore – fra il 1971 e il 2001 aveva gi� perso oltre il 46 per cento dei punti vendita e gli addetti, di conseguenza, sono stati dimezzati. Letteralmente spariti dalla vista i negozi di oli e vini: rispetto a venti anni fa ce ne sono quasi il 75 per cento in meno, oggi scovarli nei centri cittadini � praticamente impossibile. Fino ad oggi all�ombra scesa sui piccoli negozi non vi erano state grandi reazione. Ora per� l�esempio che arriva dalla Gran Bretagna sta producendo effetti: gioved� prossimo, al grido di �chiudere oggi per non chiudere sempre�, i commercianti di Brescia abbasseranno le serrande per tutto il pomeriggio per protestare contro la chiusura di tante piccole botteghe.