“Europa” Welfare: Berlino, è già scontro sulla sanità

25/07/2003

        Venerdí 25 Luglio 2003

        Il Welfare in Europa

        Berlino, è già scontro sulla sanità
        ATTILIO GERONI


        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
        FRANCOFORTE – È bastato qualche giorno, un po’ di riflessioni tra politici ed economisti, l’affievolirsi dell’entusiasmo per lo storico accordo raggiunto tra maggioranza e opposizione, ed ecco che la riforma sanitaria in Germania appare già inadeguata, tra le lamentele dei cittadini sui quali peseranno maggiormente i tagli alla spesa.
        Il compromesso di lunedì scorso raggiunto dal gruppo misto parlamentare Spd-Verdi-Cdu riduce innanzitutto i costi per il sistema delle casse pubbliche di malattia (Gesetzliche Krankenversicherung, Gkv) che non copriranno più alcune prestazioni come le cure dentali, dal 2005, e l’indennità di malattia dal 2007. L’obiettivo, una volta che la riforma sarà a regime, è di risparmiare oltre 20 miliardi di euro all’anno, riducendo i contributi dal 14,4% del salario lordo al 13%, sempre a partire dal 2007. Il progetto, secondo gli esperti, ha lo stesso limite della riforma delle pensioni avviata nel 2002: non prende nella dovuta considerazione il rapido invecchiamento della popolazione. E come la riforma previdenziale, che in autunno sarà aggiornata sulla base delle raccomandazioni della Commissione governativa presieduta dall’economista Bert Rürup, sarà destinata a modifiche sostanziali.
        La riforma elaborata dal ministro della Sanità e degli Affari Sociali Ulla Schmidt, in parte modificata nel corso dei negoziati con l’opposizione, non cambia la struttura esistente e fa poco o nulla per incentivare la competizione tra le diverse casse pubbliche di malattia, tra ospedali e studi medici. Nel sistema attuale, il medico convenzionato non riscuote mai direttamente dal paziente, anche per le visite specialistiche, e fattura direttamente alle assicurazioni pubbliche. Anche a causa di questo meccanismo è diventato sempre più difficile tenere sotto controllo la spesa mentre si sono moltiplicati negli anni i casi di truffe e corruzione. A questo proposito saranno istituite unità ad hoc presso le casse pubbliche e un centro di controllo della qualità avrà il compito di verificare i prezzi e l’efficacia di nuovi farmaci e nuovi trattamenti.
        Dei 10 miliardi di euro di risparmi previsti l’anno prossimo, quasi sei arriveranno dall’aumento dei premi assicurativi a carico dei lavoratori dipendenti e dal pagamento delle visite generiche (10 euro ogni trimestre) mentre i costi a carico delle società farmaceutiche ammonterebbero a 1 miliardo di euro. Dal documento di compromesso sembra inoltre scomparsa la "positive list", che avrebbe dovuto ridurre sensibilmente la lista dei medicinali rimborsabili dalle casse pubbliche.
        Perfino Horst Seehofer, rappresentante della Cdu ai negoziati sulla riforma sanitaria, ha ammesso i limiti del progetto: «Una volta approvato, dovremo dare una risposta al problema dell’invecchiamento della popolazione e questo non potrà essere fatto nell’ambito del sistema attuale». Secondo Seehofer le misure proposte potranno bastare non più di quattro-cinque anni e propone di istituire una "assicurazione del cittadino" che dovrebbe obbligare tutti, inclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori autonomi finora esenti, a versare contributi alle casse pubbliche di malattia.
        Ciò aumenterebbe le entrate, ma molti analisti fanno notare che su questo aspetto c’è un’altra variabile importante oltre a quella demografica di cui tenere conto: «L’anno prossimo i risparmi previsti per le casse pubbliche sono di 10 miliardi – sostiene Diether Bräuninger, economista di Deutsche Bank -. Ciò significa che difficilmente il tasso di contribuzione scenderà sotto il 14% poiché ultimamente la forbice tra le minori entrate dovute alla stagnazione economica e le maggiori spese delle Gkv si è allargata. Scendere a un tasso contributivo del 13% nel 2007 sarà possibile soltanto se l’economia tornerà ad una crescita sostenuta».