“Europa” Via al salario minimo in Germania

14/04/2005
    giovedì 14 aprile 2005

    sezione EUROPA – pagina 6

      Via al salario minimo in Germania

        BEDA ROMANO
        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

          FRANCOFORTE • A cinque settimane da cruciali elezioni regionali il Nord Reno Vestfalia è sempre più al centro delle preoccupazioni della classe politica tedesca. In ritardo nei sondaggi, il partito socialdemocratico del cancelliere Gerhard Schröder cerca di recuperare popolarità, guardando soprattutto a sinistra, anche con l’introduzione di un salario minimo.
          Parlando ieri a Berlino, il presidente dell’Spd Franz Müntefering ha criticato « il potere crescente del capitale » . E ha aggiunto: « Il mondo dell’economia considera l’essere umano uno strumento nella produzione, una merce sul mercato del lavoro e un consumatore».

          L’esponente politico ha colto l’occasione per attaccare le grandi imprese finanziarie che sono, secondo lui, un pericolo per la democrazia.
          La presa di posizione di Müntefering è giunta un po’ a sorpresa, ma non senza motivazioni. L’Spd ha dieci punti di ritardo sui democristiani della Cdu nell’ultimo sondaggio relativo alle intenzioni di voto nel Nord Reno Vestafalia. Il Land— in mano ai socialdemocratici da 39 anni — andrà alle urne il 22 maggio in una consultazione elettorale considerata un test molto importante in vista del voto federale del settembre 2006.

          Dopo deludenti risultati in alcune recenti elezioni regionali, il voto nel più popolato e industriale Land tedesco è ritenuto un’utile cartina di tornasole per capire il futuro dell’Spd. Sempre ieri a Berlino, Schröder ha giocato la carta sociale, spiegando davanti a una platea di imprenditori che la Germania deve fare di più per aiutare le famiglie con bambini e aumentare il tasso di natalità ( nel 2003 all’ 1,34 rispetto all’ 1,29 dell’Italia e all’ 1,89 della Francia). L’aumento delle nascite, ha detto il Cancelliere, « è un dovere strategico di primo piano. Ogni volta che il desiderio di avere un figlio non viene esaudito, quale ne sia la ragione, la generazione successiva perde un contribuente al sistema sociale».

          In questi anni al Governo l’Spd ha oscillato tra la sinistra e il centro, cercando di trovare un equilibrio in un elettorato dagli umori spesso difficili da decifrare, preoccupato dal declino economico e dalle difficoltà sociali. Con i loro discorsi sia Müntefering che Schröder hanno chiaramente strizzato l’occhio alla sinistra tedesca e rispolverato la tradizionale retorica socialdemocratica. In questa strategia, l’introduzione del salario minimo è una questione chiave.

          L’obiettivo è di inserire dei paletti per proteggere i lavoratori tedeschi dall’arrivo di immigrati dell’Est Europa pronti spesso a lavorare per stipendi bassi rispetto a quelli oggi in vigore in Germania. In questo momento il salario minimo esiste solo nel settore edile. Il vice ministro dell’Economia Gerd Andres ha spiegato ieri che si sta riflettendo sull’idea di allargarne l’utilizzo in tutti i settori dell’economia; un progetto di legge dovrebbe essere presentato in maggio.

            Dopo aver bloccato la direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi, il Governo Spd Verdi continua quindi a giocare la carta del protezionismo. L’ipotesi del salario minimo è stata accolta positivamente dai sindacati e in parte anche dall’opposizione. Ieri il quotidiano « Frankfurter Allgemeine Zeitung » faceva notare che questa misura nell’edilizia ha contribuito al lavoro nero. Sempre ieri, a questo proposito, il Governo ha creato una commissione per lottare contro l’economia sommersa ( del valore di 356 miliardi di euro).