“Europa” Una pasionaria tra i milionari: Montecarlo scende in piazza

26/06/2004







26 giugno 2004

Madame Tambuscio guida il corteo per 35 ore e pensioni. Manifestazione di croupier e body guard con i redditi più alti del mondo

Una pasionaria tra i milionari.
E Montecarlo scende in piazza

      DAL NOSTRO INVIATO

      MONTECARLO – Nella città delle Bentley e delle Rolls Royce dire «sciopero» è un po’ come dire «tasse»: sta male. I più la prendono come un insulto e ci tengono a precisare che «io, no. Figuriamoci se ho fatto sciopero…
      C’est mal vu ». Eppure, giovedì non erano in pochi a sfilare lungo le vie di Montecarlo: in 4.500 secondo l’Unione dei sindacati di Monaco, più o meno 1.300 secondo gli agenti della pubblica sicurezza. Tutti in corteo lungo le vie del fazzoletto di terra che vanta la più alta concentrazione di ricchi del mondo. Tutti a chiedere, con un fervore che mai si era visto da queste parti, il ritocco dei minimi salariali, le 35 ore di lavoro settimanale, il cambiamento della politica pensionistica del governo. E, infine, tutti a guardare il palco improvvisato dal quale parlava lei, la pasionaria del sindacalismo monegasco che di nome fa Betty Tambuscio ed è la leader dell’Unione.
      La signora Tambuscio, a Monaco, è a suo modo una celebrità. Certo, niente a che fare con l’altisonanza dei nomi che popolano i
      grand hôtel o i superyacht del Principato. La fama di madame Tambuscio si misura con il numero delle persone che riesce a coinvolgere nelle sue appassionate «arringhe» sindacali. E la manifestazione di giovedì per lei è stata più che un successo: «Checché ne dicano quelli della controparte», precisa stizzita. A Montecarlo non esistono edifici modesti e non lo è nemmeno la sede dell’Unione dei sindacati nella quale madame Tambuscio, minuta e continuamente indaffarata, passa tutte le giornate a studiare e a scrivere relazioni e numeri sui lavoratori monegaschi. Vista mare, ambiente ovattato e lei che promette guerra: «Non è più tempo di far passare gli anni stando a guardare quel che succede. E’ arrivato anche a Montecarlo il momento di scioperare e protestare. Ci sono leggi non applicate e lavoratori che ci rimettono e così non va bene. Nemmeno in un posto come questo».
      Fra
      atelier e club privati, banche e gioiellerie, casinò e piscine, il popolo variopinto dei manifestanti – Betty Tambuscio in testa – ha dato scandalo con uomini -sandwich, striscioni e slogan. Anche perché in un luogo dove è d’obbligo avere il portafoglio pieno, una protesta sindacale è una nota stonata. Il corteo contava rappresentanti di ogni categoria: dai croupiers agli infermieri, dai pensionati ai bagnini, dai bancari agli addetti alla sicurezza. Tutti consapevoli di avere il reddito pro capite più alto del pianeta. E tutti calati per due ore in un ruolo tanto trasgressivo, agli occhi dei monegaschi, da assomigliare ai facinorosi dei no global.
      «Ma come si fa a non capire che qui siamo in una monarchia e che gli scioperi non servono?», si chiede una delle guardie private del palazzo che ospita l’Hôtel Mirabeau. «A Montecarlo – spiega – le sole cose che servono e che contano sono i soldi e la
      privacy . E tutte e due sono quanto di più lontano si possa immaginare dai cortei sindacali». Anche il tavolo verde del casinò è lontano anni luce dai problemi salariali dei lavoratori. Eppure si è visto qualche croupier nelle file dei manifestanti. Stéphane, che non vuole saperne di rivelare il cognome, dice che è vero che lui come croupier maneggia ogni sera tanti soldi che quasi basterebbero a risanare i conti dei lavoratori del principato, ma «è anche vero – aggiunge – la vita qui è carissima, l’arrivo dell’euro ci ha danneggiati, manifestare deve diventare un diritto normale anche a Monaco». «Ma di che si lamentano i croupier ? – s’interroga un portiere del Casinò Monte Carlo -. Guadagnano dieci volte il nostro stipendio…». Riflette e aggiunge: «Non è che siamo proprio poveri, nemmeno noi portieri. E’ che fino a un paio d’anni fa stavamo meglio».
Giusi Fasano


Interni