“Europa” Ue a 25, dai servizi l’apporto maggiore all’economia

09/03/2006
    mercoled� 8 marzo 2006

    Pagina 9 – Economia e Politica

    Ue a 25, dai servizi non finanziari l’apporto maggiore all’economia

      Secondo l’ultimo quadro tratteggiato da Eurostat, il settore ha generato il 55% del valore aggiunto.

        Sono i servizi non finanziari, ossia commercio, trasporti, comunicazioni, immobiliare e hotel e ristoranti, a rappresentare la fetta pi� grande dell’economia dell’Europa allargata. Il settore ha generato, infatti, nel 2002, il 55% del valore aggiunto degli affari economici non finanziari dell’Unione europea a 25. Immobiliare, noleggio e servizi tecnici e professionali hanno contribuito per il 21%, vendita di veicoli, commercio al dettaglio e all’ingrosso per il 19%, trasporti e comunicazioni per il 12%, hotel e ristoranti per il 3%, circa. Dall’industria, nel 2002, � arrivato invece, il 37% del valore aggiunto, mentre le costruzioni hanno generato l’8%. I principali comparti industriali, sempre in relazione al valore aggiunto, sono stati metalli e prodotti in metallo (4,1%), alimentari, bevande e tabacco (3,9%), macchinari elettrici e apparecchi ottici (3,7%), chimica (3,6%), mezzi di trasporto, elettricit�, gas e rifornimento d’acqua (3,5% per ciascuna voce).

          Sono questi alcuni degli elementi con cui Eurostat ha tratteggiato, ieri, il pi� recente quadro sulle attivit� industriali e i servizi nell’Ue a 25, nel 2002, nell’ultima edizione dell’European business. Facts and figures. Si tratta di una panoramica sulla struttura, lo sviluppo e le caratteristiche dei diversi comparti produttivi: dall’energia e l’industria estrattiva alle comunicazioni, informazioni e media.

            L’indagine ha rilevato che dei 69 milioni circa di addetti nel settore dei servizi non finanziari, 28 milioni sono gli impiegati nei comparti di commercio di veicoli (3.690, pari al 3,2%), commercio all’ingrosso (8.692, 7,4%) e al dettaglio (15.488, 13,3%), 22 milioni in immobiliare, noleggio e servizi professionali, 11 milioni in trasporti e comunicazione e 8 milioni in hotel e ristoranti. Per quanto riguarda le spese medie per il personale, nel 2002, le pi� basse sono state nel settore abbigliamento, hotel e ristoranti (entrambe quasi 15 mila euro per impiegato). Mentre le pi� alte in raffinerie (60 mila euro), chimica (46 mila euro). Energetici, raffinerie (165 mila euro circa), elettricit�, gas e acqua (109 mila euro) e attivit� estrattiva (102 mila euro) sono stati i settori col pi� alto valore aggiunto per addetto, confrontato a una media di 41 mila euro per le attivit� non finanziare.

              Pi� nel dettaglio, la fabbricazione di prodotti chimici, della gomma e della plastica, hanno rappresentato il 14% del valore aggiunto dell’industria, nel 2002, e il 10% della mano d’opera industriale, nel 2001. Il valore aggiunto dell’Ue a 25, nel 2002, � stato di 244 miliardi di euro, col settore chimico che ha rappresentato circa il 70%, mentre plastica e gomma il restante 30%. Le costruzioni, invece, hanno generato un valore aggiunto di 384 miliardi e impiegato 12 milioni di persone. I servizi professionali e tecnici, infine, hanno generato 555 miliardi di euro e impiegato pi� di 16 milioni di addetti.