“Europa” Scioperi? Oui

03/10/2002

          3 ottobre 2002




          Scioperi? Oui

          PARIGI Tutti contro le privatizzazioni

          ANNA MARIA MERLO
          PARIGI

          Lo spettro del «grande sciopero» di novembre-dicembre `95, che aveva portato alla caduta di Juppé, pesa sul governo Raffarin: oggi scendono in piazza a Parigi, per uno sciopero nazionale, i dipendenti del gas e dell’elettricità pubblica (Gdf e Edf). Al corteo parigino parteciperannop anche delegazioni di altri servizi pubblici, alcuni minacciati dalla privatizzazione altri dalla riduzione degli addetti, da Air France alla Ratp (il metro parigino), passando per la Posta, gli agenti del ministero delle finanze (qualche centinaia di posti di lavoro persi con la nuova finanziaria), i ferrovieri. Anche France Telecom sarà nel corteo: i dipendenti temono il peggio in questa impresa semi-privatizzata (lo stato ha conservato una quota del 53%), su cui pesa un debito-record di 70 milioni di euro, mentre il governo ha nominato ieri il nuovo presidente, Thierry Breton. Sul servizio pubblico, il governo non ha le idee chiare. In campagna elettorale erano state annunciate nuove privatizzazioni (si parla anche di France 2, la principale rete tv in mano pubblica). Ma l’andamento disastroso della Borsa incita ora alla prudenza. Che senso ha privatizzare Air France, compagnia pubblica che va bene ed è riuscita a stringere alleanze internazionali senza che il controllo statale sia stato un intralcio?

          Molti servizi pubblici attraversano un momento difficile. Era stato il governo Jospin, al consiglio europeo di Barcellona, ad accettare in extremis l’idea di un’apertura di capitale, cioè di una privatizzazione parziale, dell’elettricità e del gas francesi, spinto dalla Commissione di Bruxelles, in nome del principio di concorrenza. Ma adesso i dipendenti temono la riforma del sistema pensionistico, che dovrà precedere la semi-privatizzazione. Su Edf-Gdf grava un futuro incerto sia dal punto di vista sociale che di progetto industriale. La Sncf (ferrovie) ha raddoppiato le perdite quest’anno e sta discutendo con i sindacati l’obbligo di un «servizio minimo» in caso di sciopero. Alla Posta il governo ha già nominato un nuovo presidente, Jean-Paul Bally, che dovrà preparare il servizio postale all’apertura alla concorrenza, prevista da Bruxelles tra il 2006 e il 2009.
          Lo sciopero di oggi sarà il primo di una serie: il 17 ottobre protesta la scuola, il 26 i ferrovieri.