“Europa” Rivoluzione proletaria ai McDonald’s parigini

05/11/2003


    venerdì 1 novembre 2003 – pag 14

    Rivoluzione proletaria
    ai McDonald’s parigini

    Cesare Martinetti

    I lavoratori della catena americana si rivoltano contro
    massacranti ritmi di lavoro. Il grido di battaglia: precari di tutto il mondo, unitevi!

    Al MacDò Saint-Denis di Parigi, nei dintorni della Gare du Nord, è in corso una rivoluzione che nemmeno José Bové avrebbe immaginato quando il 12 agosto 1999 in nome del roquefort e dei paysans pur-porc diede l’assalto al McDonald’s di Millau edificando il suo mito noglobal e ultraconservatore. Succede che un immigrato dalle Antille di 36 anni, Tino Fortunat (il Sud mescola nomi, etimi, suoni, radici…) sta conducendo una battaglia meno sconclusionata di quella di Bové contro l’hamburgerificio che ha cambiato il gusto: un conflitto sindacale per la difesa dei diritti dei lavoratori che potrebbe a sua volta cambiare McDonald’S, emblema di fastfood ma anche, per chi ci lavora, di fastwork. Secondo il mansionario in voga: tre minuti per servire il cliente, tre secondi per spalmare la salsa sul burger.

    Magliette con scritto MacMerde

    Dall’11 marzo il MacDò è occupato per sciopero. Tino e i suoi ventotto compagni distribuiscono volantini, vendono (a 10 euro) tishirt con le scritte hambuergrève (sciopero degli hamburger) e – meno elegante- Mcmerde con la benedizione del tribunale che, a luglio, ha concesso ai lavoratori il diritto di occupare il loro ex posto di lavoro.
    Giudici rossi? Nemmeno per sogno. Lo consente lo status giuridico dei MacDò, quasi tutti in franchising. Formula flessibile che è stata la forza della conquista McDonald’s e che ora sta diventando la sua debolezza. Infatti la bottega di Saint-Denis s’è trasformata nel santuario e nella vetrina delle lotte impossibili: precari di tutti i McDonald’s, unitevi! Non solo. Studenti,banlieusards,lavoranti a ore, a settimane, a mesi di fastfood e grandi magazzini degli Champs Elysées (la più grande avenue dei precari del mondo) scrutano con interesse il Saint-Denis. Fin dove arriverà la sfida di Tino Fortunat?