“Europa” Pensioni, Raffarin tiene duro

19/05/2003



Sabato 17 Maggio 2003
Francia


Pensioni, Raffarin tiene duro

Pausa a Parigi dopo tre giorni di scioperi in piazza ma la tensione sociale resta alta


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – La partita sulla riforma delle pensioni in Francia è tutt’altro che conclusa. Se, infatti, Cfdt e Cgc hanno approvato giovedì il compromesso presentato dal Governo e la Cfct deciderà lunedì, i due principali sindacati di sinistra Cgt e Fo continuano nella loro battaglia perché il premier Jean­Pierre Raffarin ritiri il testo del progetto di legge e si possa ripartire con nuove negoziazioni. Da parte sua il primo ministro rimane fermo sulle proprie posizioni, tanto da avere dichiarato ieri che la riforma ha fatto un grande passo in avanti, mentre il ministro del Lavoro François Fillon ha ribadito che il dialogo coi sindacati prosegue, ma che il negoziato è chiuso. Come a dire che non c’è più spazio per ulteriori trattative.
È comunque nei prossimi giorni, prima che il testo definitivo del progetto venga presentato in Parlamento il 28 maggio, che la partita finale si giocherà. Lunedì, infatti, ci sarà la mobilitazione generale dei dipendenti della funzione pubblica (ieri molti insegnanti erano in sciopero), mentre per domenica 25 maggio è tutta la Francia ad essere stata chiamata dalla Cgt e da Fo a mobilitarsi per protestare contro la riforma delle pensioni. Ed è chiaro che se il risultato sarà eclatante come quello del 13 maggio scorso, quando circa 2 milioni di francesi hanno sfilato per le strade delle principali città dell’Esagono, allora il Governo potrebbe essere costretto a ritornare sui propri passi. La prossima settimana sarà dunque cruciale, tanto più che se Cgt e Fo sono sostenute dalle loro rispettive basi, nei due sindacati firmatari sono già affiorate molte contestazioni da parte di alcune federazioni come ad esempio quella dei trasporti.
Questo per dire che qualche importante defezione potrebbe mettere seriamente in difficoltà Cfdt e Cgc e che gli appuntamenti del 19 e del 25 maggio rischiano quindi di essere seguiti in modo massiccio. Al di là di ogni altra considerazione bisogna comunque sottolineare che il movimento sindacale francese è uscito ancora una volta spaccato da questa tornata di negoziati, indebolendo così il fronte delle trattative e facendo il gioco del Governo. Un Governo che negli ultimi tempi sembra piuttosto indebolito da una situazione sociale e congiunturale a dir poco delicata. L’economia del Paese, infatti, sta attraversando una fase di pericolosa debolezza, al limite della recessione (è stata solo dello 0,3% la crescita del Pil nel primo trimestre), mentre per la prima volta dal 1996 gli occupati nel settore privato sono diminuiti nei primi tre mesi dell’anno dello 0,3%, così come nello stesso periodo il potere d’acquisto dei salari è progredito meno velocemente dell’inflazione. Tutto ciò senza dimenticare che anche la situazione dei conti pubblici francesi lascia molto a desiderare e potrebbe addirittura aggravarsi in futuro a causa del sempre più importante deficit (8 miliardi di euro per fine anno) previsto per la previdenza sociale, che potrebbe fare schizzare il deficit 2003 al 4%, rispetto a una previsione della Commissione del 3,7 per cento. Una situazione che ha spinto il premier Raffarin a imporre ai suoi ministri un immediato gelo nell’aumento delle spese nel 2004 e a prevedere una forte riduzione del numero degli occupati nella funzione pubblica.
MICHELE CALCATERRA