“Europa” «Ora basta con le privatizzazioni»

13/09/2002


              13 settembre 2002

              «Ora basta con le privatizzazioni»
              Le Unions inglesi ritrovano la carica contro il liberismo e la guerra. Blair: «E’ gente sorpassata»
              Riprendiamo il treno Il congresso di Blackpool si è chiuso ieri con una mozione unitaria al governo per la rinazionalizzazione delle ferrovie. Il 28 in piazza a Londra contro la guerra

              ORSOLA CASAGRANDE


              LONDRA
              Rinazionalizzare le ferrovie. Il congresso dei sindacati (Tuc) a Blackpool si è concluso ieri con una pressante richiesta al governo, che si è tradotta in una mozione approvata all’unanimità: riportiamo in mani pubbliche le ferrovie, prima che sia troppo tardi. I trasporti hanno dominato l’ultima giornata del congresso: Mick Rix, segretario generale dei ferrovieri (Aslef) ha anche chiesto al governo di abbandonare i piani di privatizzazione parziale della metropolitana di Londra. E anche se Tony Blair ha definito i segretari dei sindacati, come Rix (e i neo eletti alla segretaria dei ferrovieri, del pubblico impiego, dei metalmeccanici, dei giornalisti, dei lettori dell’università), «qualcosa che appartiene ai libri di storia», ieri al Tuc il passato è sembrato non solo molto popolare ma anche estremamente presente. L’assemblea dei delegati infatti ha ancora una volta (come è avvenuto molto spesso in questo congresso) riservato gli applausi più convinti proprio ai segretari di sinistra: decisamente più moderni, certamente più dinamici. Tanto dinamici che ieri, dopo i saluti a Blackpool, il sindacato dei vigili del fuoco (Fire Brigades Union) ha tenuto a Manchester un’assemblea straordinaria alla quale ha deciso di procedere con la consultazione dei pompieri (circa cinquantacinquemila persone) sull’ipotesi di sciopero nazionale. L’astensione dal lavoro dovrebbe avvenire verso fine ottobre e sarebbe la prima dal `77.

              Il segretario nazionale della Fire Brigades Union, Andy Gilchrist (un altro di quelli che il premier vorrebbe relegato in un libro di storia), ha dichiarato che «il governo e le local authority che sono i nostri datori di lavoro hanno ancora il tempo necessario per evitare lo sciopero: noi abbiamo le idee chiare su quello che vogliamo. La palla passa nella loro metà campo».

              Quello che vogliono i sindacati è un aumento salariale del 40%. Una richiesta che gli enti locali (e anche il governo) ritengono esagerata. Una domanda giusta invece per il sindacato che ritiene l’aumento doveroso «considerati i rischi e il lavoro difficile che svolgiamo quotidianamente».

              Il congresso del Trade Union Congress si è dunque chiuso all’insegna della lotta: in odore di sciopero infatti, oltre ai vigili del fuoco, ci sono anche gli insegnanti e poi i ferrovieri e i macchinisti. La sessione dedicata ai trasporti ha messo in evidenza, oltre alla richiesta di rinazionalizzare le ferrovie, anche il nesso strettissimo con la sicurezza e con il trattamento (e non solo economico) riservato dalle decine di compagnie private che gestiscono i treni inglesi ai ferrovieri.

              I sindacati non hanno dubbi: gli ultimi drammatici incidenti ferroviari sono stati il risultato della decadenza e del degrado del sistema ferroviario da quando è stato privatizzato. «Non dimentichiamo – ha detto Mick Rix – che se Railtrack (che gestiva la rete e la segnaletica) avesse speso 60mila sterline per spostare il segnale 109, ritenuto responsabile dell’incidente di Paddington, trentatrè vite umane non sarebbero state perse».

              Sotto accusa da parte dei sindacati anche il piano del sindaco di Londra, Ken Livingstone, di introdurre un pedaggio per chi vuole entrare con la macchina nel centro di Londra. Il pedaggio sarà di cinque sterline e secondo il sindaco aiuterà a ridurre sensibilmente il traffico. Livingstone ha assicurato i sindacati che se la tassa non funzionerà, verrà eliminata.

              A margine del congresso, ieri, è stato rinnovato l’impegno di molte Unions a partecipare alla manifestazione nazionale contro la guerra in Iraq prevista per il 28 settembre a Londra.