“Europa” Lecito il flirt in ufficio: Wal-Mart condannata

20/06/2005
    domenica 19 giugno 2005

    Lecito il flirt in ufficio:
    Wal-Mart condannata

      Germania, i sindacati vincono la causa contro i supermercati «Sbagliato imporre ai dipendenti un codice di comportamento»

        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

          BERLINO – Il sesso fra colleghi d’ufficio non può essere causa di licenziamento. E nessun datore di lavoro può impedire ai suoi dipendenti di avere delle relazioni sentimentali, di baciarsi o anche semplicemente di farsi la corte fra di loro.

            Lo ha deciso un tribunale di Wuppertal, in Germania, accogliendo il ricorso degli impiegati di Wal-Mart, contro la catena di distribuzione americana, che nel febbraio scorso aveva tentato di imporre all’intero personale delle sue filiali tedesche un codice di comportamento, con la pretesa di regolarne perfino la vita amorosa. I giudici hanno anche ordinato a Wal-Mart di chiudere immediatamente la «hotline» telefonica, che era stata creata per consentire le denunce anonime dei dipendenti contro i colleghi, che non rispettavano la regola dell’astinenza ormonale. Secondo il diritto del lavoro tedesco, è stata la motivazione della Corte, ogni misura che riguarda la sfera privata dei dipendenti dev’essere decisa consensualmente fra questi e gli imprenditori. Il ricorso contro Wal-Mart è stato appoggiato dal sindacato dei servizi, Ver.di, che ieri ha parlato di «un primo successo». La catena di supermarket può infatti ancora far appello contro la sentenza, che è tuttavia destinata a costituire un importante precedente. «Il flirt rimane legale», è stato l’ironico e trionfale commento della Taz , il quotidiano della Berlino alternativa.

              Tutto era cominciato poco più di tre mesi fa, quando, insieme alla busta paga di febbraio, le maestranze di Wal-Mart si erano viste recapitare un malloppo di trentatré pagine, titolato «Etica dell’azienda». Accanto a ragionevoli, quanto ovvie prescrizioni, come quella di «rispettare sempre la legge», il documento conteneva passaggi del tipo: «Non potete darvi un appuntamento o avere una relazione sentimentale con qualcuno, se ciò rischia di influenzare le condizioni di lavoro della persona coinvolta o viceversa». Inoltre vietava espressamente «gli sguardi libidinosi, qualsiasi tipo di conversazione sessualmente allusiva e le barzellette a doppio senso». Non ultimo, sollecitava i dipendenti alla delazione, invitandoli «a riferire di ogni violazione concreta o presunta del codice».

                Abbastanza, insomma, per mandare in bestia i lavoratori dell’azienda, pur sempre cittadini di un Paese dove, giusta l’indagine del periodico Cosmopolitan , un terzo di tutti coloro che hanno un’occupazione ammettono di aver fatto almeno una volta sesso sul posto di lavoro e un’identica percentuale di tutti i matrimoni viene conclusa fra colleghi della stessa impresa. L’«Etica dell’azienda» è apparsa tanto più stupefacente al personale di Wal-Mart, in quanto sembra anche andare contro la strategia di marketing della compagnia, che promuove le «notti dello shopping» per single in cerca d’anima gemella e pubblicizza orgogliosamente i casi di clienti, che si sono innamorati e accasati, dopo casuali e galeotti incontri tra gli scaffali di uno dei suoi supermarket.

                  Ma la sentenza di Wuppertal, la prima del suo genere in Germania, segna soprattutto un «clash of civilizations», uno scontro fra due diverse culture imprenditoriali. Tutte le sussidiarie dei gruppi americani in Germania, da McDonald’s a Ibm, a Ford, hanno infatti codici etici interni e difendono il principio, in base al quale i loro dipendenti sono tenuti a osservare certi standard di comportamento. Per contro, le aziende tedesche sono dell’opinione che la sfera personale può essere tutt’al più oggetto di negoziato con sindacati e dipendenti. Anche chi, da decenni, impone un codice etico professionale alle sue maestranze, come l’editore Springer, si guarda bene dall’immischiarsi nelle vicende sentimentali di ognuno.

                    Prima ancora della sentenza contro Wal-Mart, però, la tolleranza tedesca sembra spuntarla sul moralismo americano. Succede quando, complice la globalizzazione, le due culture si ritrovano fianco a fianco nella stessa compagnia. E’ il caso del gigante automobilistico DaimlerChrysler, per esempio, il cui presidente e amministratore delegato, Jürgen Schrempp, si è rifiutato di dimettersi, dopo che aveva rivelato di aver messo incinta la sua segretaria, di 20 anni più giovane di lui. Nel frattempo la coppia si è sposata, mentre Schrempp è più solido che mai al timone del gruppo.

                    Paolo Valentino
                        I NUMERI DELL’IMPERO AMERICANO

                        1.400.000
                        i dipendenti

                        Wal-Mart – una rete di cinquemila ipermercati sparsi in tutto il mondo –
                        è la più grande azienda americana: 1.400.000 dipendenti, quasi 300 miliardi di dollari di fatturato, il 2,3 del reddito Usa

                        80 MILIARDI
                        il patrimonio privato

                        È la famiglia più ricca d’America e il più grande datore di lavoro privato al mondo. I Walton – Helen, vedova del fondatore, e i 4 figli – guidano l’impresa fondata 43 anni fa partendo da un negozio nell’Arkansas.