“Europa” La Ue vuole 48 ore di lavoro

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 8 – capitale & lavoro

    La Ue vuole 48 ore di lavoro
    Ma in Francia si torna alle 35

    Anna Maria Merlo

    Parigi
    Il 7 novembre torna sul tavolo del consiglio dell’Unione europea la controversa questione della direttiva sull’orario di lavoro. In Italia, Cgil Cisl Uil hanno espresso �preoccupazione� e chiedono un urgente incontro con il ministero del lavoro. Le pressioni sono forti soprattutto da parte britannica, per rendere pi� pesante la direttiva sull’orario, che gi� stabilisce, in un quadro che rende possibile molte deroghe, la durata massima settimanale a 48 ore.

    La discussione al Consiglio Ue arriva mentre in Francia la questione dell’orario di lavoro � di nuovo in primo piano e promette di diventare un argomento di campagna elettorale (in primavera ci sono presidenziali e legislative). Le 35 ore, nei fatti gi� molto alleggerite da quando la destra � tornata al potere, sono criticate da due quasi-candidati in testa nei sondaggi: a destra, Nicolas Sarkozy insiste sul fatto che �chi vuole lavorare di pi� per guadagnare di pi� deve avere il diritto di farlo, a sinistra S�gol�ne Royal ha ancora riaffermato, al primo dibattito delle primarie del Ps in diretta tv (marted� sera), che anche se le 35 ore sono state una conquista per molti, �per una minoranza di dipendenti� sono state �una regressione, con l’accelerazione delle cadenze e pi� flessibilit� e che questo �va corretto�. Quanto agli sfidanti a sinistra, per Laurent Fabius le 35 ore vanno �estese� a tutti, cio� anche alle imprese con meno di 20 dipendenti, mentre secondo Dominique Strauss-Kahn, �il problema � un po’ dietro le spalle�, visto che la destra ha ormai ampliato la possibilit� di ricorrere agli straordinari.

    Questa discussione si � rianimata con l’annullamento, da parte del Consiglio di stato, dell’accordo firmato nel 2004 nel settore degli hotel-caff�-ristoranti: si trattava di una deroga al diritto comune, che aveva permesso di far salire l’orario minimo a 39 ore, in cambio di una sesta settimane di ferie l’anno. E’ da settant’anni che, in Francia, questo settore, che impiega pi� di 800 mila persone, si � permesso di vivere in un sistema di deroga alle leggi vigenti. Per la Cfdt, che aveva portato il caso di fronte al Consiglio di stato si tratta di una �vittoria�. Anche la Cgt ha reagito negli stessi termini. Invece, i sindacati che avevano firmato l’accordo del 2004, come Force ouvri�re, sono molto pi� scettici e parlano di �decisione catastrofica per tutti�. Secondo Denis Raguet di Fo, �abbiamo difficolt� a capire come dei sindacati possano rallegrarsi della perdita secca della sesta settimana di ferie per tutti e di due giorni di riposo, in cambio delle 35 ore, sinonimo di una maggiore produttivit� e di condizioni di lavoro degradate�. Il padronato avverte che �i salari caleranno�, soprattutto nelle imprese – che sono il 90% del settore – con meno di 20 dipendenti.

    Anche il trasporto su strada � interessato da una decisione del Consiglio di stato, che ha annullato i due principali articoli di un decreto che integrava in Francia la liberalizzazione europea nel trasporto su gomma. �La direttiva Ue – spiega Force ouvri�re – consacra la flessibilizzazione allungando l’orario di lavoro (46 ore settimanali)�. Il decreto annullato rendeva possibile conteggiare l’orario di lavoro per trimestre. �Potevano farti lavorare come una bestia per due mesi e poi ti fermavano un mese senza pagare gli straordinari�, riassumono alla Cfdt. I camionisti francesi, a pi� riprese protagonisti di lunghi scioperi e per la maggioranza padroncini, lavorano in media 48 ore la settimana, ma molti arrivano addirittura a 60.