“Europa” La Germania taglia la sanità

29/09/2003




27 Settembre 2003
La Germania taglia la sanità
Niente più taxi gratis per malati urgenti cancellati anche i «sussidi della morte»
Francesca Sforza
corrispondente da BERLINO

Niente più taxi per chi deve andare dal medico, anche se è urgente; niente più «sussidi della morte» (contributo in denaro donato dallo Stato tedesco per partecipare alle spese di sepoltura dei cittadini); niente più occhiali pagati dalla mutua (a meno che non si tratti di minori o di casi gravi); niente più protesi dentarie gratuite; fine delle sterilizzazioni pagate dallo stato per motivi «non medici» e limitazione dell’accesso ai trattamenti di fecondazione artificiale a costo zero per le coppie regolarmente sposate (gli altri pagano).
Gerhard Schroeder ce l’ha fatta. La tanto attesa riforma della sanità è stata approvata ieri dal Parlamento tedesco a larga maggioranza, con la coalizione di governo che malgrado i forti dissidi interni è riuscita a mantenersi compatta, e a votare per l’approvazione mettendo insieme una propria maggioranza (anche se di soli nove voti). La stagione dello stato sociale a trecentosessanta gradi si è chiusa, e la Germania degli assistiti – tanti, troppi – guarda con timore ai tempi che si stanno preparando. Sempre nella giornata di ieri, il Parlamento ha approvato la riforma del mercato del lavoro messa a punto dal governo rossoverde nell’ambito dell’«Agenda 2010», il pacchetto di misure diretto a riformare lo stato sociale. I punti principali riguardano l’ammorbidimento della normativa a difesa dei lavoratori dal licenziamento (il corrispettivo dell’articolo 18 italiano) e i tagli ai sussidi di disoccupazione. Per fine ottobre è in calendario la riforma delle pensioni. Che altro succederà?
Con il voto di ieri, il cammino delle riforme sembra avviato e destinato al successo.

Come ha detto il ministro degli Esteri Joschka Fischer – tornato apposta dagli States per partecipare al voto – «questo significa che nei momenti cruciali la coalizione di governo è salda». Il successo del voto, comunque, era stato largamente preparato dall’intesa tra il ministro socialdemocratico Ulla Schmidt e l’esperto di sanità della Csu Horst Seehofer (vera anima del provvedimento), che erano giunti a un accordo molto prima che si arrivasse al Bundestag.
Tra le misure della nuova riforma sanitaria, una maggiore responsabilizzazione dei pazienti, tagli nel catalogo delle prestazioni, ma anche una riduzione dei contributi dal 14,4% al 13%. Il governo tedesco si aspetta risparmi di oltre 20 miliardi di euro. La riforma prevede inoltre un contributo trimestrale di 10 euro per le visite mediche e in generale un pagamento supplementare del 10% per ogni prestazione sanitaria. Il governo però ha stabilito, che gli oneri non devono superare il 2% del reddito lordo del paziente e per famiglie e malati gravi sono comunque previste eccezioni. Aumenterà poi l’imposta sul tabacco: dal 2004 il prezzo delle sigarette salirà progressivamente di un euro.
Insieme alla riforma, Gerhard Schroeder intasca un successo personale e esce rafforzato dal confronto con l’ala sinistra del suo partito. «Se non volete votare a favore di questa riforma allora trovatevi anche un altro cancelliere» aveva detto ai suoi poco prima del voto. E nel timore dei franchi tiratori, aveva chiesto il voto palese e la menzione per nome dei deputati. Due parlamentari dell’Spd che erano malati sono stati richiamati d’urgenza; un terzo, sofferente di cuore, ha votato in un’aula separata, e alla fine mancava solo il sottosegretario all’economia Gerd Andres, con una febbre troppo alta per poter lasciare il suo letto. «Sulla riforma della sanità – ha potuto dire alla fine Schroeder con evidente soddisfazione – la coalizione ha messo sulla bilancia più voti dell’opposizione». E sulle leggi del mercato del lavoro è stata raggiunta addirittura la cosiddetta «maggioranza del cancelliere» (la metà più uno). «Pertanto – ha dichiarato il cancelliere a fine giornata – sono molto contento».