“Europa” La Germania rivoluziona la sanità, partono i tagli

22/07/2003




martedì 22 luglio 2003

Intesa fra maggioranza e opposizione per ridurre di 10 miliardi le uscite, arrivano i ticket. La Bundesbank: nessun segnale di ripresa

La Germania rivoluziona la sanità, partono i tagli
Svolta nel sindacato metalmeccanici: dopo la sconfitta sulle 35 ore all’Est si dimette il leader storico Zwickel

      DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
      BERLINO – Sarà difficile, dopo una giornata come quella di ieri, continuare a sostenere la leggenda del gigante bloccato, il luogo comune di una Germania forte, ma paralizzata da lacci e lacciuoli, incapace di muoversi e modernizzarsi al ritmo richiesto dai tempi della globalizzazione. Nell’arco di poche ore, due pilastri del sistema renano sono stati scossi dalle fondamenta, in quello che potrebbe rivelarsi il colpo d’avvio di un’attesa stagione di cambiamenti strutturali.
      L’accordo per la riforma e la riduzione della spesa sanitaria, e le dimissioni di Klaus Zwickel dalla guida di IG Metall, il più grande sindacato di categoria del mondo, non hanno in verità alcun collegamento fra di loro. Ma, per una di quelle simbologie di cui la Storia è maestra, entrambi si muovono nella direzione del rinnovamento, gettando le premesse il primo di uno Stato sociale meno oneroso e sprecone, il secondo di un sistema di relazioni industriali più flessibile e meno condizionato dall’onnipotenza dei sindacati.
      L’intesa tra il governo rosso-verde e l’opposizione cristiano-liberale sulla sanità è giunta nella notte. L’accordo istituisce fra l’altro ticket su medicine e prestazioni, riduce e in qualche caso elimina numerose coperture assicurative fin qui considerate ovvie, mette un tetto alle spese delle casse malattia per i medicinali, introducendo anche prezzi controllati su alcuni di questi.
      Il nuovo ordinamento dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio prossimo e andare a pieno regime nel 2007. Nel solo 2004, comporterà per le mutue pubbliche un risparmio di quasi 10 miliardi di euro, che dovrebbero poi salire fino a oltre 23 miliardi di euro annui.
      Fra le misure più drastiche, il ticket del 10 per cento, con un minimo di 5 e un massimo di 10 euro, su tutte le singole prestazioni; 10 euro al giorno saranno a carico del paziente anche nel caso di ricoveri ospedalieri, fino a un massimo di 28 giorni l’anno. Di più, le protesi dentarie verranno cancellate dal catalogo delle coperture assicurative pubbliche e in futuro, a questo proposito, sarà obbligatorio sottoscrivere polizze private. Giunge al termine anche un’istituzione tutta tedesca: il rimborso delle spese dei taxi usati per recarsi dal medico.
      Per il cancelliere federale Gerhard Schröder, l’intesa è un risultato politico di importanza capitale, di buon auspicio per i futuri negoziati con l’opposizione sulla riduzione anticipata delle tasse, la riforma pensionistica e quella del mercato del lavoro. Senza l’appoggio della Cdu-Csu, infatti, il cancelliere non potrebbe superare lo scoglio del Bundesrat, la Camera delle Regioni, controllata dai conservatori, il cui avallo è indispensabile su queste materie.
      «E’ un equilibrio molto accurato fra il maggior carico per i pazienti e coloro che prestano i servizi», ha detto Schröder. Mentre Angela Merkel, presidente della Cdu, ha definito «enorme» già il fatto di aver «individuato un terreno comune». La stampa progressista, però, critica il compromesso, come troppo sbilanciato a favore delle lobbies ed esclusivamente a carico dei pazienti: «Speriamo almeno che questi soldi risparmiati siano ben usati, visto che il sistema in sostanza non è cambiato», scrive la «Sueddeutsche Zeitung». Con una disoccupazione al 10% e una crescita economica quest’anno prossima allo zero (giusta la conferma, data ieri dalla Bundesbank, secondo cui non c’è da aspettarsi nessuna svolta positiva nei rimanenti mesi del 2003), l’intesa sulla Sanità dovrebbe contribuire a ridurre gli oneri sociali delle imprese e far sperare meglio per il 2004.
      Secondo Horst Seehofer, l’esperto cristiano-democratico che ha negoziato l’accordo con il ministro della Sanità Ulla Schmidt, il peso dei contributi, fin qui divisi equamente tra aziende e dipendenti, scenderà dall’attuale 14,4 al 13 per cento del salario lordo nel 2007. Ma già il prossimo anno si otterrà una diminuzione al 13,6%. «E’ un segnale che le cose comincino a muoversi, in Germania, e questo dovrebbe in generale essere apprezzato dagli investitori stranieri», ha commentato Philipp Nimmermann, capo economista della Ing Bhf Bank. Meno entusiaste sono state le reazioni delle case farmaceutiche, delle mutue pubbliche e di alcune private, dei farmacisti e di alcune categorie di medici. Soprattutto i giganti farmaceutici, Bayer e Schering in testa, temono che l’introduzione dei prezzi controllati su alcuni prodotti riduca l’incentivo alla ricerca.
      Secondo Peter Duellmann, della Sal Oppenheim, «se si diffonde la convinzione che l’innovazione in questo campo non sia incoraggiata, la Germania diventerà meno interessante come luogo d’investimento e ciò potrebbe portare a perdite di occupazione nel settore farmaceutico».
Paolo Valentino