“Europa” La Germania dà l’addio alla pax contrattuale

14/12/2005
    mercoledì 14 dicembre 2005

      Pagina 20 – Economia e Finanza

      VERTENZE IG METALL CHIEDE AUMENTI DEL 5 PER CENTO E NUOVI CORSI DI FORMAZIONE

        La Germania dà l’addio alla pax contrattuale

          Deutsche Bank proporrà stipendi più bassi per i neoassunti

            Marina Verna
            corrispondente da BERLINO

              «È finita l’era della moderazione». L’Ig Metall – il potentissimo sindacato tedesco dei metalmeccanici – ha preparato le sue richieste per il prossimo rinnovo del contratto, che verrà discusso a partire da gennaio: un aumento del 5 per cento e l’affermazione del diritto dei dipendenti a partecipare ai corsi di formazione e innovazione.

                «Vogliamo recuperare il potere d’acquisto eroso da anni di tariffe limitate e inflazione e ripristinare voci dello stipendio che sono state cancellate unilateralmente. E chiediamo che si tenga conto dell’aumento di produttività e del boom delle esportazioni», spiega il leader del sindacato, Juergen Peters.

                  Il contratto riguarda 3,4 milioni di dipendenti dell’industria metalmeccanica ed elettrica e ha una durata variabile. Negli anni prosperi veniva rinnovato ogni anno, ora ha scadenze più lunghe. L’ultimo – firmato nel 2004 per una durata di 26 mesi – scadrà a fine febbraio. E finché non scade, la legge proibisce lo sciopero.

                    Gli industriali, in difficoltà con il mercato interno immobile e la competitivtà esterna aggressiva, sono sconcertati dall’entità delle richieste. La loro offerta non va oltre l’1,2 per cento. «Il mercato del lavoro è in una condizione troppo difficile perché possiamo accettare ulteriori aumenti dei costi – ha commentato il presidente degli industriali metallurgici, Martin Kannegiesser -. Le pretese dei sindacati sono una notizia pessima per l’occupazione in Germania». Molte industrie stanno prendendo importanti decisioni su investimenti a lungo termine e «un contratto collettivo troppo esigente rispetto ai tempi aumenterebbe la pressione per trasferire all’estero gli stabilimenti».

                      La tornata contrattuale del 2004, iniziata con una richiesta di aumento del 4 per cento, si era chiusa con un aumento più basso e diviso in due tempi: + 2,2 dal marzo 2004, +2,7 dal marzo 2005. Il contratto includeva una clausola di elasticità: in casi estremi, per salvare posti di lavoro o crearne di nuovi, sarebbe stato possibile aumentare l’orario a parità di salario. E così è stato fatto.

                        Critiche a Ig Metall sono arrivate anche dal primo consigliere economico di Deutsche Bank, Norbert Walter, che ha proposto alla sua banca retribuzioni differenziate: «Dovremmo chiedere ai più anziani e ai nuovi assunti di accettare una riduzione degli stipendi. Quelli attuali non sono più in linea con i tempi». Gli alti salari sono frutto di due meccanismi diversi: gli scatti di anzianità per gli uni, gli incentivi alla formazione per gli altri, quando i posti da apprendista erano più numerosi dei giovani disposti a occuparli. Oggi c’è la fila. E, spiega Walter, non c’è più ragione di pagare tanto chi ancora deve imparare.