“Europa” Il sindacato tedesco non ci sta

03/04/2003



            Giovedí 03 Aprile 2003
            EUROPA


            Il sindacato tedesco non ci sta

            Riforme – Ig-Metall minaccia proteste contro i tagli al Welfare ma Schröder vuole andare avanti


            DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
            FRANCOFORTE – La Germania e i Paesi del G-8 devono prepararsi allo scenario economico peggiore a causa della guerra in Irak. Il ministro dell’Economia e del Lavoro tedesco, Wolfgang Clement, ritiene che questa sia l’ipotesi più realistica al momento. In un’intervista al settimanale Capital ha definito «imprevedibili» le conseguenze del conflitto sulla congiuntura invitando i partner dell’Unione europea e gli altri membri del G-8 a definire politiche d’emergenza. La Germania, che poco deve aspettarsi dalla ripresa internazionale secondo il ministro, dovrà quindi dare la priorità alle riforme interne. Le parole di Clement suonano anche come un appello all’ala sinistra dell’Spd e ai sindacati a non indugiare ulteriormente sul pacchetto di riforme strutturali presentato il 14 marzo scorso dal cancelliere Gerhard Schröder: è qui che si possono recuperare margini di manovra altrimenti negati dalla congiuntura internazionale sfavorevole e dalle incertezze sulla soluzione della guerra in Irak. Prepararsi al peggio significa anche, per la Germania, andare verso un altro sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil dopo quello registrato l’anno scorso. Una prossima revisione al ribasso delle stime di crescita (attualmente dell’1,0%) è scontata. Secondo Clement il Patto di stabilità è abbastanza flessibile grazie alle clausole che concedono margini di manovra sulla spesa in casi eccezionali, come appunto la guerra. L’urgenza delle riforme interne – in particolare la liberalizzazione del mercato del lavoro e la riduzione dell’ampiezza e della durata dei sussidi di disoccupazione – non sembra però essere percepita in egual misura dalla sinistra della Spd e dai sindacati. Martedì sera Schröder e il presidente della centrale sindacale Dgb, Michael Sommer, hanno dichiarato al termine di un incontro che le rispettive posizioni sulle modifiche al Welfare e alle leggi che regolano i licenziamenti nelle piccole imprese restano «molto distanti». Si preparano quindi manifestazioni di protesta dei lavoratori contro le riforme del cancelliere, che pur non essendo rivoluzionarie presentano alcuni elementi innovativi, almeno per gli standard tedeschi. Il leader del sindacato meltalmeccanico Ig-Metall, Klaus Zwickel, ha proposto una «giornata d’azione» in maggio contro il presunto smantellamento dello stato sociale. Visti i presupposti, difficilmente il programma di Schröder – ribattezzato Agenda 2010 – sarà approvato nella sua integrità, con la sinistra che chiede un ammorbidimento e l’opposizione (Cdu e i liberali dell’Fdp) favorevole invece a misure più coraggiose. Il cancelliere sembra però determinato a mandare avanti con una certa rapidità il suo pacchetto, con l’obiettivo di far entrare in vigore i provvedimenti più importanti il 1° gennaio 2004. Accusato più volte di aver ceduto alle pressioni del sindacato (l’ultimo esempio è il piano Hartz sulle riforma del mercato del lavoro) stavolta si è esposto in prima persona sottolineando la necessità di riformare, sia pure dall’interno, uno dei Welfare State più generosi al mondo e che la crisi economica ha contribuito a rendere insostenibile. Gli ultimi sondaggi danno la Spd in leggero recupero grazie alla netta opposizione mostrata dal Governo contro la guerra all’Irak, ancora poco perché Schröder possa trattare da una posizione di forza con sindacati, sinistra Spd e opposizione. ATTILIO GERONI