“Europa” Grande distribuzione ok in Borsa

19/01/2005

    mercoledì 19 gennaio 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 37

    Nel 2004 i titoli del settore sono andati meglio dei mercati
    Grande distribuzione ok in Borsa
    MARILENA PIRRELLI

    MILANO • Natale gramo per i consumi europei, ma per i titoli della grande distribuzione la musica è stata diversa. Il settore retail, infatti, dall’inizio del 2004 a oggi ha guadagnato il 14,2% battendo il Dj Stoxx (+11,4%): Amsterdam (+73,3%) è stata la piazza migliore, seguita da Francoforte (+17,4%), Londra (+15,2%) e Parigi (+10%). Da inizio dicembre a oggi il settore ha ancora sovraperformato l’indice: +3,24% contro +2%, nonostante la riduzione della spesa dei consumatori in abbigliamento, giocattoli, elettronica e le promozioni nell’alimentare. I risultati di questi giorni dei grandi magazzini hanno registrato vendite al di sotto delle attese con conseguenti scivoloni dei titoli, ma con qualche importante eccezione.

    Nel Regno Unito, nonostante vendite piatte a Natale — il British Retail Consortium ha registrato un calo dello 0,4% —, Tesco ha segnato un +13% (+ 3% in Borsa): la gente ha preferito comprare food e abbigliamento senza guardare alla marca. Mentre quattro profit warning hanno pesato su Marks & Spencer, Woolworths group, Dixon e Next. Di fatto M&S ha denunciato un calo delle vedite del 5,6% (-8,8% nell’abbigliamento e -2,7% nel food) con una riduzione delle stime sugli utili 2004 dell’11% e Next del 5 per cento. I supermercati W. Morrison hanno dichiarato vendite piatte, Woolworths group ha ridotto le stime sugli utili del 13% a fronte di vendite in calo dell’8% nei giocattoli e del 4,7% nel comparto musicavideo (-10% in Borsa).

    Nell’elettronica Dixons, sebbene abbia aumentato le vendite (+5%), ha tagliato i prezzi facendo crollare i margini dello 0,7 per cento. Gus nell’elettronica ha registrato un +1% (Argos) e un +7% con il marchio Burberry guadagnando in Borsa il 6,6 per cento. Discorso diverso per telefoni e gioielli: le vendite di Carphone Warehouse sono salite del 4,3% (+4% in Borsa) e quelle di Signet del 3,9% (+3,6% sul listino). «Il retail inglese negli ultimi sei mesi ha sottoperformato, perché il mercato ha anticipato le preoccupazioni sulle vendite di Natale» spiega da Londra Chiara Terzaghi, analista di settore di JP Morgan. «I saldi qui non sono regolamentati e si possono fare tutto l’anno. Così sotto Natale si è venduto a sconto aumentando i volumi ma non i profitti» conclude.

    A spiegare la corsa allo sconto ci sono i cinque aumenti dei tassi d’interesse della Banca centrale inglese nel 2004, che hanno costretto gli inglesi a indebitarsi cinque volte in più riducendo i consumi. Inoltre, la contrazione dei prezzi delle case ha limato i guadagni immobiliari. I consumatori così hanno tirato i remi in barca e le vendite natalizie sono state deboli. Discorso diverso in Francia dove il settore è andato meglio. «Grazie — prosegue Terzaghi — al miglioramento dell’andamento dei tassi di disoccupazione e alla riforma fiscale che a dicembre ha consentito agli impiegati di prelevare senza pagare le tasse la tredicesima dai conti di risparmio pari a 4 miliardi di euro e al 2% dei consumi del quarto trimestre». Tuttavia le nuove regole sui prezzi a sconto desta qualche preoccupazione per il futuro. Difatti Carrefour ha registrato un fatturato 2004 di 81,39 miliardi (+3,2%), positivo ma tuttavia inferiore alle attese degli analisti. Il mercato teme un ulteriore pressione sui margini a causa delle prossime vendite sottocosto. Il titolo comunque ha guadagnato sui risultati (+5%).


    In Olanda Ahold, pur registrando risultati negativi in Usa (food -1,2%) e leggermente positivi nei servizi finanziari (+0,6%), ha sorpreso il mercato che si attendeva dati peggiori: il titolo in pochi giorni ha guadagnato il 11 per cento. In Belgio Delhaize ha migliorato i margini ma le quotazioni sono scese. In Germania Metro è sceso in Borsa sulle vendite deludenti del 2004 (+5,5%), ma poi ha saputo recuperare (+5%).