“Europa” Germania, sì ai tagli al welfare

20/10/2003

 

sabato 18 ottobre 2003 
Pagina 29 – Economia
 
 
LE MISURE
Germania, sì ai tagli al welfare
Via libera a 16 miliardi di sgravi fiscali. Cambia la sanità

Schroeder incassa il voto del Bundestag all´Agenda 2010, ma l´opposizione promette battaglia alla Camera alta
          Domenica la decisione sull´innalzamento o meno dell´età pensionabile a 67 anni
          Il ministro delle finanze Eichel: "La situazione dei conti pubblici è drammatica"

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          ANDREA TARQUINI

          BERLINO – Quando l´ultima delle votazioni a raffica al Bundestag ieri è finita, il cancelliere Gerhard Schroeder ha tirato un sospiro di sollievo prima di partire per Hannover per il meritato weekend in famiglia. Il suo grande disegno di riforma del welfare alla tedesca ha compiuto infatti un passo decisivo con l´approvazione di un pacchetto di profonde riforme del mercato del lavoro, della Sanità, del fisco e della tassazione per le imprese. La "Agenda 2010", questo il nome del pacchetto Schroeder, è ora più vicina a diventare realtà. Alcune delle riforme – specialmente quelle del lavoro – andranno poi negoziate e riviste con l´opposizione cristianoconservatrice, che ha la maggioranza al Bundesrat (Camera delle regioni) e vuole bloccarle. La via di grandi accordi nazionali sui singoli temi del welfare da ripensare è dunque obbligata. Anche perché i sindacati dichiarano guerra alle riforme e la situazione dei conti pubblici, per ammissione del governo, è «drammatica».
          «Abbiamo comunque compiuto passi importanti, il voto di oggi dimostra che con la Agenda 2010 la Germania può diventare riformabile e il welfare può essere salvato, con duri sacrifici», ha notato il cancelliere. In una serie di votazioni, il Bundestag ha approvato infatti due capitoli della «riforma Hartz», dal nome del capo del personale della Volkswagen divenuto l´architetto della deregulation del mercato del lavoro in Germania. La prima misura riguarda la fusione dei sussidi di disoccupazione e degli altri assegni sociali per disoccupati e poveri, in modo da amministrarli meglio.
          La seconda riorganizza gli uffici di collocamento pubblici e li trasforma in agenzie col compito di rilanciare i disoccupati sul mercato del lavoro. E, cosa che spiace all´ala dura della sinistra e ai sindacati, impone ai senza lavoro di accettare qualsiasi impiego, anche lavori poco qualificati o mal pagati, pena brutali riduzioni dei sussidi. I due provvedimenti sono passati rispettivamente con 306 voti contro 291 e con 304 contro 294, quindi oltre la maggioranza minima richiesta di 302 sì.
          Il no dell´opposizione Cdu-Csu, che controlla la Camera delle Regioni e vuole riforme più drasticamente liberal-thatcheriane, imporrà negoziati tra la maggioranza di sinistra ed il centrodestra, seguiti da correzioni. Sull´esempio della riforma sanitaria, anch´essa approvata ieri ma in via definitiva dalla Camera delle regioni, perché (introducendo importanti tagli a spesa sanitaria e prestazioni delle casse-malattia e imponendo ai cittadini più partecipazione alle spese per le cure) è stata negoziata tra potere rossoverde e oppositori democristiani.
          Altri importanti provvedimenti passati ieri al voto del Bundestag sono l´anticipo dal 2005 al 2004 di sgravi sull´Irpef per 16 miliardi di euro ed altre tassazioni previste dall riforma fiscale voluta da Schroeder, agevolazioni fiscali al settore assicurativo duramente colpito dai costi del dopo-11 settembre e tasse sul tabacco.
          Il cancelliere Schroeder, a conclusione delle votazioni, ha lanciato un appello all´opposizione Cdu-Csu a non boicottare le riforme ed a mostrare senso di responsabilità. Anche perché, ha incalzato il ministro delle Finanze Eichel, «l´emergenza dei conti pubblici è drammatica». Domenica un vertice della maggioranza deciderà come lanciare la riforma delle pensioni, se alzando o no a 67 anni l´età pensionabile. Sarà un´altra prova decisiva per il govetno.