“Europa” Germania, asta per il lavoro

01/04/2005
    venerdì 1 aprile 2005

    Pagina 12 – Economia

      IL CASO

        Su un sito Internet gara al ribasso tra disoccupati. È polemica
        Germania, asta per il lavoro
        "Costo meno, assumetemi"

          GIORGIO LONARDI

          MILANO – È un «mercato» delle braccia allo stato puro, quasi un suk darwiniano, quello proposto con successo in Germania da Fabian Loew, un disinvolto trentenne che a novembre ha lanciato il sito Jobdumping.de. Mentre nel Paese aumenta la disoccupazione (a marzo il numero dei senza lavoro è cresciuto di 92mila unità a quota 4,967 milioni passando dall´11,7% al 12%) su Jobdumping.de i datori di lavoro possono offrire un´occasione d´impiego al ribasso. Un metodo, spiega, Loew, che finora ha permesso a circa 13 mila persone di trovare un impiego, magari anche solo un lavoretto. Comunque meglio di niente.

          Il sistema è semplice. Cerchi un guardiano in luglio per la tua casa di campagna nella zona di Berlino offrendo uno stipendio massimo di 500 euro? Bene, il posto andrà a chi è disposto a lavorare per il salario più basso. Come sul celebre sito d´aste Ebay, dunque, i navigatori sul web devono fare l´offerta migliore per «comprare» un lavoro. La differenza è che su Jobdumping.de l´offerta migliore corrisponde al salario più basso. Certo, la stragrande maggioranza delle proposte riguarda compiti a tempo determinato. C´è chi cerca un giardiniere, chi un elettricista, chi una badante per superare un´emergenza e chi un domestica ad ore. Tuttavia molti in Germania iniziano a preoccuparsi.

          Loew fa notare che il sito non accetta offerte inferiori ai 3 euro l´ora. E ricorda che anche i lavoratori possono «mettersi sul mercato» al rialzo. Come l´idraulico offertosi per installare impianti del gas o del riscaldamento dai 10 euro l´ora in su. Stessa musica per le domestiche, o per quel tipo disposto a «vendersi all´asta» a partire da 7 euro l´ora per tenere in ordine tavoli e scrivanie. «In Germania», osserva Loew sul Die Zeit «il costo del lavoro è incredibilmente alto rispetto agli altri paesi d´Europa. Ci vuole una revisione completa del sistema».

          Ovviamente i sindacati sono allarmati e protestano con decisione. C´è il timore, infatti, che un lavoretto dopo l´altro siano di fatto «riscritti» al ribasso i salari minimi stabiliti per contratto. Una mossa che minerebbe il potere e l´influenza delle organizzazioni dei lavoratori. Lo conferma la reazione rapida e dura presa dalla Fondazione Hans Boeckler (Istituto di ricerche della Confederazione sindacale Dgb). Ebbene, la stessa Hans Boeckler ha lanciato a sua volta un sito Internet per ricordare i salari minimi stabiliti per contratto nei vari settori di attività.

          Insomma, l´iniziativa del giovane Loew ha creato un vero e proprio sconquasso. Anche il partito liberale tedesco la Fdp, una formazione tradizionalmente favorevole ad una forte deregolamentazione del mercato del lavoro, ha condannato l´operato di Jobdumping.de. E ha denunciato, attraverso Dirk Niebel, il proprio portavoce per le questioni sociali quella che viene giudicata «una idea immorale». Come ha detto lo stesso Niebel al quotidiano Berliner Zeitung saremmo addirittura di fronte «ad una sorta di mercato degli schiavi».

            Tornando alla crescita del tasso di disoccupazione in Germania dall´11,7% di febbraio al 12% di marzo vale la pena di sottolineare come il dato sia peggiore delle attese degli analisti. Questi ultimi, infatti, prevedevano un aumento dei disoccupati di sole 50 mila unità e non di 92mila e un tasso all´11,8%.