“Europa” Francia: spunta l’ipotesi di abolire le 35 ore

15/04/2004


    sezione: EUROPA
    data: 2004-04-15 – pag: 6
    autore: V.D.R.
    Un rapporto parlamentare chiede di non fissare più l’orario
    di lavoro francese per legge
    Spunta l’ipotesi di abolire le 35 ore
    PARIGI • Scoppia la polemica sulle 35 ore. La maggioranza di centro destra vuole approvare un rapporto parlamentare (che ieri sera era in discussione all’Assemblea nazionale e il cui esito sarà reso noto solo oggi) secondo cui l’orario di lavoro non dovrebbe essere più fissato per legge. Secondo indiscrezioni il relatore e il presidente della commissione parlamentare Hervé Novelli e Patrick Ollier dell’Ump auspicano un nuovo ammorbidimento nell’applicazione delle 35 ore per le piccole e medie imprese e per alcuni settori ma anche che l’orario di lavoro non sia più stabilito per legge.
    Le nuove deroghe alle 35 ore previste dal testo hanno suscitato le reazioni della sinistra e dei sindacati che hanno accusato la maggioranza di voler eliminare dal panorama la principale riforma varata dal precedente governo del socialista Lionel Jospin. La tensione è così alta che ancora prima che il testo venisse presentato come da regolamento all’Assemblea nazionale i deputati dell’opposizione come il comunista Maxime Gremetz ha denunciato il rapporto come «ideologico e orientato a smantellare sistematicamente» la legge che ha introdotto le 35 ore in Francia. Ollier ha accusato a sua volta l’opposizione di lanciare accuse ancora prima che il testo venisse letto e discusso in Parlamento.
    Il centro-destra aveva aumentato il limite massimo di straordinari (da 130 a 180 ore all’anno) e aveva rivisto le maggiorazioni previste. Ma finora non aveva avuto il coraggio di chiedere l’abolizione della riduzione delle 35 ore. Ora, forse, è giunto il momento della verità. Intanto potrebbe salvarsi il lunedì di Pentecoste, che il Governo — dopo le migliaia di morti per l’afa della scorsa estate — aveva individuato come giornata festiva ideale da sacrificare in favore delle persone anziane e handicappate: è stato deciso che ogni impresa potrà decidere liberamente un giorno festivo da sacrificare. Il Parlamento ha votato un emendamento in base al quale, nel disegno di legge sugli anziani, il giorno da sacrificare sarà il lunedì di Pentecoste (a partire dal 2005) soltanto se datori di lavoro e dipendenti non avranno trovato un accordo diverso.
    Il progetto prevede che i lavoratori rinuncino ad un giorno festivo per finanziare con il loro lavoro misure in favore delle categorie più deboli: prevista l’assunzione di infermieri nelle case di riposo, la creazione di posti letto negli istituti di cura e la possibilità di assistere a domicilio malati, anziani e handicappati.
    L’emendamento è stato presentato da un deputato dell’Ump, per il quale «piuttosto che dare la possibilità di derogare al principio del lunedì di Pentecoste, sembra più legittimo che l’accordo fra le parti diventi la regola e che si lavori a Pentecoste solo in mancanza di accordo». La giornata di solidarietà potrà essere scelta fra le altre festività, ad eccezione del 1 maggio. Ma potrà essere sacrificata anche una delle giornate risultanti in esubero dall’applicazione della legge sulle 35 ore.