“Europa” E oggi la Francia rischia la paralisi

03/04/2003



            Giovedí 03 Aprile 2003
            EUROPA
            E oggi la Francia rischia la paralisi


            DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
            PARIGI – È una giornata a rischio­paralisi quella odierna in Francia. Le principali organizzazioni sindacali (tranne la più moderata Cfdt) hanno infatti indetto una giornata di manifestazioni e di scioperi per protestare contro il progetto di riforma delle pensioni avviato dal Governo che prevede, tra le altre cose, anche una equiparazione degli anni di contribuzione tra settore pubblico e settore privato a 40 anni. È chiaro, anche, che questa mobilitazione generalizzata servirà per sensibilizzare l’opinione pubblica su altre importanti problematiche sociali e in particolare sui tanti piani di ristrutturazione aziendale che hanno portato negli ultimi sei mesi al taglio di decine di migliaia di addetti nel Paese. Tanto che il tasso di disoccupazione è aumentato al 9,2% e potrebbe sfiorare il 10% a fine anno. Secondo quanto filtrato in ambito sindacale, oggi ci saranno forti perturbazioni nei trasporti pubblici parigini (metropolitana e autobus) e delle altre principali città, ma anche nelle ferrovie (i Tgv saranno comunque risparmiati) e negli aeroporti a causa dello sciopero dei controllori di volo. Agitazioni di una certa importanza sono poi prevedibili nel servizio postale e in alcune delle principali amministrazioni pubbliche. Nel frattempo il ministro del Lavoro François Fillon, incurante di queste periodiche manifestazioni, prosegue nella consultazione dei partner sociali in modo da poter presentare entro metà mese una prima bozza di riforma del sistema pensionistico. Fillon sta inoltre impegnandosi per tentare di arginare le difficoltà del mercato del lavoro, con misure di agevolazione a favore di imprese, giovani e anziani. Misure­tampone queste, che comunque avranno un impatto limitato, tenuto conto che la situazione congiunturale della Francia non è certo delle migliori. Il ministro dell’Economia Francis Mer ha ammesso che l’attuale ritmo di crescita annualizzato gira attorno a un modesto 1%.
            MICHELE CALCATERRA