“Europa” Compromesso alla Volkswagen

04/11/2004

              giovedì 4 novembre 2004

              SVOLTA A SORPRESA NELLA TRATTATIVA AZIENDA-SINDACATI: STIPENDI CONGELATI PER DUE ANNI
              Compromesso alla Volkswagen
              Niente aumenti in cambio di garanzie sugli occupati

              Francesca Sforza
              corrispondente da BERLINO

              Dopo sei settimane di agitazioni, interruzioni del lavoro a fini dimostrativi e la minaccia di scioperi, a Wolfsburg è tornata la pace sociale: i rappresentanti del sindacato IG Metall e i vertici del gruppo Volkswagen hanno trovato un accordo. I negoziati sono stati segnati da momenti di tensione e martedì sembrava che lo stallo sarebbe durato più a lungo. E invece, dopo ventiquattro ore di discussione, le parti si sono accordate per un congelamento dei salari in cambio della tutela dei posti di lavoro.

              Saranno garantiti fino al 2011 i 103 mila posti di lavoro nei sei stabilimenti Volkswagen della Germania occidentale, ma i dipendenti dovranno rinunciare ad aumenti salariali per i prossimi 28 mesi. Facendo riferimento alla richiesta iniziale di un aumento del 4 per cento, sacrificato alla tenuta occupazionale, il commento del sindacalista che ha condotto le trattative per IG Metall, Hartmut Meine, è stato: «Abbiamo dovuto ingoiare il rospo». Ma i rappresentanti dei lavoratori non nascondono che l’accordo sia un buon compromesso. La rinuncia ad aumenti salariali sarà infatti compensata da un bonus una tantum di mille euro che sarà erogato a marzo dell’anno prossimo, mentre a partire dal 2006 verrà introdotto un sistema di premi vincolato ai risultati ottenuti dall’azienda.


              Con l’accordo sono diventati più chiari anche i dettagli del programma di risparmio presentato dal capo del personale Peter Hartz il 23 agosto scorso: il numero di straordinari non retribuiti aumenterà dalle attuali 200 fino a 400 ore annuali. «Il compromesso raggiunto oggi ad Hannover (ieri per chi legge, ndr) – ha dichiarato Josef-Fidelis Senn l’uomo che ha negoziato per Volkswagen – consente al gruppo di tagliare il costo del lavoro di 1 miliardo di euro e rappresenta un passo decisivo verso l’obiettivo di ridurre i salari reali del 30 per cento entro il 2011».


              Il mondo della politica non ha mancato di commentare positivamente il raggiungimento dell’accordo: «E’ una di quelle cose che non può non trovare il mio pieno sostegno», ha detto il cancelliere Gerhard Schroeder. «Un segnale positivo per l’azienda Germania – ha aggiunto il ministro dell’Economia e del Lavoro Wolfgang Clement –. Significa che il paese è in grado di risolvere i suoi problemi senza prendere la strada dello scontro e del conflitto a oltranza». Soddisfazione anche dall’associazione delle industrie automobilistiche: «C’è sttao levato un peso dal cuore», ha detto il presidente Bernd Gottschalk.


              Meno entusiasta la risposta dei mercati (il titolo ha perso in giornata più del 3 per cento) e degli analisti economici, che continuano a considerare Volkswagen come il simbolo della Germania che fatica ad adattarsi alle mutate condizioni del lavoro in Europa. «La vera novità dell’accordo di Hannover – commenta questa mattina il quotidiano economico «Handelsblatt» – è che i sindacati hanno deciso di battersi per la sicurezza dei posti di lavoro piuttosto che per gli aumenti salariali, ma nel caso di un gruppo come Volkswagen, che ha accordi aziendali le cui condizioni sono migliori dei contratti a livello nazionale, non può considerarsi un risultato rivoluzionario».
              Secondo altri analisti, il problema dei costi di lavoro troppo elevati di Volkswagen non si risolve fino a quando sarà così forte il peso politico del primo azionista del gruppo, ovvero il Land della Bassa Sassonia, che detiene il 18,6 per cento delle azioni.


              A fronte della crescente tendenza, da parte delle grandi industrie, a spostare verso Est i loro stabilimenti, il compromesso di Wolfsburg rappresenta una vittoria per il mantenimento delle strutture nella zona occidentale del paese. Ma sono in molti a dubitare che il pericolo di licenziamenti tra i lavoratori Volkswagen sia davvero scongiurato prima del 2011.