“Europa” Cinque sindacalisti sulla strada di Blair

09/06/2003



  Esteri




09.06.2003
Cinque sindacalisti sulla strada di Blair

Sono della sinistra laburista e preparano la rivolta contro il governo: nel Regno Unito troppo facile licenziare
di 
Alfio Bernabei


 L’allarme per la perdita dei diritti sul lavoro ha portato gli iscritti ad alcuni dei maggiori sindacati ad eleggere rappresentanti della sinistra laburista nel tentativo di sconfiggere il New Labour di Tony Blair che ha privilegiato le imprese e confinato i dipendenti «in uno stato di apartheid».

I sindacati sono preoccupati dall’aumento dei licenziamenti in tronco, magari annunciati con messaggini sul telefonino o lettere lasciate accanto ai computer, come pure dalla mancata abrogazione di alcune leggi antisindacali che furono promosse sotto il thatcherismo. Adesso i sindacati cercano anche di combattere la tendenza di lasciare i lavoratori inglesi a casa e spostare i servizi verso i paesi dove la manodopera costa di meno, come l’India.

L’ultima elezione di un rappresentante sindacale dell’Old Labour è avvenuta l’altro ieri nel sindacato Transport and General Workers Union che ha circa 900.000 iscritti tra lavoratori nei trasporti e impiegati pubblici.

Si tratta di Tony Woodley che ha ottenuto più voti del suo rivale Jack Dromey, identificato col New Labour. La vittoria di Woodley è motivo di preoccupazione per Blair che adesso si trova confrontato da una vera e propria squadra di sindacalisti di sinistra determinati a cambiare il corso della politica del governo che a loro parere ha virato troppo a destra. Di questa squadra fanno parte Mick Rix del sindacato Aslef che ha già chiesto le dimissioni di Blair sulla questione della guerra all’Iraq, Bob Crow del sindacato dei ferrovieri, Derek Simpson, ex comunista, del sindacato Amicus e Andy Gilchrist del sindacato dei vigili del fuoco, tuttora ai ferri corti col governo su una vertenza che ha già causato una serie di scioperi.
Woodley ha detto: «La nostra lealtà al Labour non significa l’abbandono dei nostri ideali socialisti e la nostra disponibilità ad accettare una politica che danneggia gli interessi dei lavoratori». Ed ha aggiunto: «Questo è un governo che nonostante sia al potere da sei anni rimane sposato ai ricchi e ai potenti. Gli iscritti ai sindacati hanno eletto me ed altri colleghi dell’Old Labour per ricordare a Blair quei valori che molti politici hanno dimenticato. Dobbiamo respingere la partnership (tra imprenditori e impiegati ndr) voluta dal governo che condanna i lavoratori ad una sorta di apartheid, con delle concessioni al posto dei diritti».

Riferendosi ai tentativi del governo di diluire le leggi europee sul lavoro, prendendo le distanze anche dalla carta dei diritti abbozzata nella nuova costituzione, Woodley ha detto: «Non ci sono dubbi che oggi è più facile e meno costoso licenziare lavoratori nel Regno Unito che in altri paesi d’Europa. Abbiamo esempi di impiegati licenziati coi messaggini al telefono».
Woodley ha già annunciato una riunione con altri sindacalisti che si oppongono alla politica di Blair di introdurre finanziamenti privati nei servizi pubblici, specie sanità ed educazione. Tra le altre cose chiedono un aumento della paga oraria minima garantita e vogliono l’abrogazione di alcune leggi antisindacali che furono introdotte sotto il thatcherismo. Già alcuni sindacati in rotta col governo hanno deciso di sospendere i finanziamenti al partito o di disaffiliarsi dal Labour. È una decisione drammatica: furono i sindacati che crearono il partito all’inizio dello scorso secolo, proprio per permettere ai lavoratori di avere una voce in parlamento.

Intanto si è saputo che i dipendenti della British Telecom, la società dei telefoni, minacciano uno sciopero per protestare contro la decisione di spostare alcuni servizi in India. Tra poco gli inglesi che telefoneranno alla Bt per avere informazioni sugli abbonati non parleranno più con Londra, ma con Bangalore.

Agli impiegati indiani, che costano otto volte di meno, sarà consigliato di cambiarsi i nomi, di presentarsi come «John» o «Molly» e di guardare alle previsioni del tempo in Inghilterra in modo da poter chiacchierare con gli utenti come se fossero un po’ più vicini.

Secondo il sindacato degli impiegati delle poste e telecomunicazioni 200.000 posti di lavoro in vari settori potrebbero essere trasferiti dall’Inghilterra verso l’India.