“Europa” Berlino, salari minimi anti immigrati

11/04/2005
    domenica 10 aprile 2005

      sezione: EUROPA – pagina 6

        Il cancelliere Schröder, secondo indiscrezioni, vorrebbe alzare un argine contro l’arrivo di lavoratori dai Paesi dell’Est

        Berlino, salari minimi anti immigrati

        Continua l’offensiva contro la direttiva Bolkestein

        BEDA ROMANO
        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

        FRANCOFORTE • In una Germania sempre preoccupata dalla situazione economica e dall’elevata disoccupazione, il timore di una concorrenza della manodopera proveniente dall’Europa centro orientale sta costringendo il Governo socialdemocratico verde a riflettere su nuove misure per proteggere il mercato interno.

        Dopo aver bloccato nei fatti una direttiva europea che prevede una liberalizzazione dei servizi, l’Esecutivo starebbe ora riflettendo alla possibilità di introdurre salari minimi in alcuni settori dell’economia per frenare l’arrivo in Germania di operai e impiegati stranieri pronti a lavorare per stipendi più bassi di quelli a cui sono abituati i tedeschi.

        Secondo il quotidiano « Bild » e il settimanale « Welt am Sonntag » , il ministero dell’Economia e del Lavoro starebbe lavorando su un progetto di legge che estenderebbe dal settore delle costruzioni ad altri settori dei servizi il divieto degli imprenditori di assumere con salari più bassi di quelli fissati dal contratto. Il Governo ha preferito ieri non commentare.
        Un portavoce a Berlino si è limitato a ricordare che in passato il ministro dell’Economia e del Lavoro, Wolfgang Clement, si era detto contrario al salario minimo imposto per legge a livello centrale e che invece aveva considerato con favore l’ipotesi di costringere per legge norme salariali nei singoli settori dell’economia.

        Citata da «Bild», il vice presidente del sindacato Ver. di, Margret Mönig Raane ha spiegato: « Abbiamo bisogno di misure vere per combattere il dumping salariale ». L’appello giunge mentre la Germania è alle prese con oltre cinque milioni di disoccupati. Si calcola che il salario medio in alcuni Paesi dell’allargamento è pari al 20% di quello tedesco ( si veda il grafico pubblicato a fianco). Dal canto loro, gli imprenditori sono contrari a qualsiasi misura di questo tipo.

        A favore delle imprese, però, la politica economica del Governo prevede una riduzione delle imposte sugli utili societari. Secondo un progetto presentato dal cancelliere Gerhard Schröder in marzo, l’aliquota federale passerebbe dal 25 al 19%.

        Parlando venerdì a Berlino, il ministro delle Finanze Hans Eichel ha detto che un accordo maggioranzaopposizione è possibile prima dell’estate in modo da introdurre la misura il 1 ? gennaio 2006.
        Le ipotesi del Governo sul fronte salariale sono probabilmente legate al difficile voto nel Nord Reno Vestafalia fissato per il 22 maggio. Il Land più popolato e industriale della Germania è un banco di prova importante per Schröder e la sua politica. In Renania, l’Spd ha la maggioranza dal 1980, ma gli ultimi sondaggi danno i democristiani della Cdu al 46% e l’Spd al 36%.

          Una sconfitta dei socialdemocratici nel Nord Reno Vestfalia metterebbe in serie difficoltà il Governo a poco più di un anno dalle prossime elezioni federali.