“Europa” Ahold, allarme sugli utili 2003

20/10/2003



      Sabato 18 Ottobre 2003
      FINANZA E MERCATI


      Ahold, allarme sugli utili 2003

      Definitivi i conti 2002: rosso a 4,5 miliardi


      AMSTERDAM – Ahold , il numero tre mondiale della distribuzione – dietro alla statunitense Wal-Mart e alla francese Carrefour – e al centro di uno scandalo finanziario, ha annunciato che la perdita per il 2002 ammonta a 4,33 miliardi di euro sulla base delle norme contabili Usa (Gaap). Secondo i principi contabili olandesi il rosso, annunciato all’inizio del mese, ammonta invece a 1,2 miliardi di euro, a fronte di un fatturato di 62,68 miliardi. La differenza è dovuta principalmente a svalutazioni sul goodwill per 3,48 miliardi, 2,6 dei quali per la filiale Us Foodservice, l’epicentro del "problema". Il 24 febbraio scorso infatti Ahold aveva annunciato la scoperta di pesanti irregolarità nella contabilità della controllata statunitense, compevole di aver gonfiato i conti del 2000 e del 2001; queste irregolarita ammontano a 970 milioni di euro, un livello considerato "da primato" per un gruppo europeo. Ieri la notiza dell’entità del passivo, anche se non inattesa (si veda «Il Sole-24 Ore» del 3 ottobre scorso) è stata accolta negativamente in Borsa e il titolo Ahold ha lasciato sul terreno il 4,29% per chiudere a 8,25 euro. Il gruppo olandese inoltre ha sottolineato il fatto che le irregolarità rinvenute nei conti della Us Foodservice e il conseguente scandalo si rifletteranno anche sui risultati del 2003. «I compensi per i revisori, i contabili e gli avvocati, come pure i costi di rifinanziamento avranno un effetto consistente sull’utile del 2003», ha affermato la direzione del gruppo in un comunicato. Il fatturato dal canto suo risentirà della debolezza dell’economia e della forte concorrenza nel settore, oltre che della vendita di alcune attività, in particolare in Asia e in America Latina. È anche previsto un aumento dei costi operativi. Ora che è stata fatta chiarezza sui bilanci, il gruppo può accelerare il processo di rilancio. Il 7 novembre il nuovo direttore finanziario del gruppo, Hannu Rypponen, illustrerà i piani finanziari di Ahold, che attualmente continua a lavorare grazie a linee di credito e che sta preparando le nuove strategie. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo – la cui posizione debitoria risulta assai pesante (11,59 miliardi di euro a fine 2002 e l’obiettivo è di farla scendere a 10,8 per fine anno) – starebbe prendendo in considerazione un piano di rifinanziamento da 6 miliardi di euro, che comprende emissioni di diritti, un bond convertibile, cessioni di asset e misure per rafforzare i flussi di cassa. Negli Usa gli olandesi hanno già consegnato alla Sec un faldone di 450 pagine per illustrare la guidance per il 2003 e gli sforzi in atto per rimettere in piedi la propria attività e recuperare la fiducia degli investitori. Al riguardo è da ricordare infine che ne giorni scorsi è stato nominato il nuovo chief executive (Lawrence Benjamin) di Us Foodservices.

      B.CE.