“Europa 1″ McJob, il lavoro è un affare di famiglia

27/01/2006
    venerdì 27 gennaio 2006

      Pagina 37 – Cronaca

      In Inghilterra McDonald´s lancia il primo tentativo di impiego condiviso. "I dipendenti ci chiedevano flessibilità"

      McJob, il lavoro è un affare di famiglia

        Un solo contratto-hamburger a padre, madre, figli. Interscambiabili

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          Enrico Franceschini

            LONDRA – C´era una volta il BigMac, la fettina di carne più avidamente trangugiata della terra, il formidabile piedistallo su cui si posava la McDonald´s, impero multinazionale del fast food.

            Poi sono arrivati la McSalad, la McPasta, la McPizza e così via, finché un bel (o brutto) giorno ci siamo accorti di vivere nel McWorld, un McMondo in cui è «veloce» non più soltanto il cibo, ma quasi tutto quanto facciamo, godiamo, consumiamo. Adesso è la volta del McJob: il McLavoro, si potrebbe dire, a immagine e somiglianza del cheese-burger con ketchup, patatine fritte e bibita gassata. Cioè un lavoro che, come l´Happy Meal, l´economico "Felice Pranzetto" offerto per quattro soldi dalla McDonald´s ai bambini di tutto il pianeta, è la somma armoniosa di tre o quattro elementi infilati nel medesimo cestino. Il «cestino», in questo caso, è la famiglia: mariti, mogli, figli (dai sedici anni in su) e nonni, che possono condividere lo stesso posto di lavoro, alternandosi senza neanche bisogno di comunicarlo al management. Un posto di lavoro «collettivo», in cui i membri di una singola famiglia si spartiscono liberamente fra di loro i turni e si dividono, ovviamente, anche lo stipendio.

            È la formula che la McDonald´s ha lanciato per la prima volta nei suoi 1250 ristoranti del Regno Unito, dove lavorano attualmente 67 mila persone – che in teoria potranno presto moltiplicarsi se ogni mansione (cassiere, cuoco, aiuto cuoco, addetto alle pulizie, eccetera) verrà in realtà svolta da due, quattro, mezza dozzina o anche più membri di una medesima famiglia. In base al ««Family Contract» (Contratto Familiare), che è il primo di questo genere in Gran Bretagna, ogni lavoratore del «collettivo familiare» conta separatamente le ore che fa e viene pagato su un conto separato. Per il momento l´iniziativa, che ha già ricevuto il sostegno del ministero del Commercio e dell´Industria, viene sperimentata in sei città; in seguito dovrebbe essere ampliata a tutti i ristoranti della McDonald´s. Se avrà successo, la formula sarà allargata a parenti meno stretti, come zii e cugini, e perfino alla categoria degli «amici»; già ora possono usufruire del «Family Contract» anche le coppie che convivono senza essere sposate, incluse quelle dello stesso sesso.

              «Lo staff ci domandava più flessibilità di orario», spiega David Fairhurst, capo del dipartimento «risorse umane» della McDonald´s. «Molti dei nostri dipendenti sono ragazzi che studiano all´università, le cui vacanze o orari di lezione talvolta si scontrano con l´orario di lavoro dei nostri ristoranti, oppure adulti che devono badare ai propri bambini, o anziani con ogni genere di problemi. Perciò abbiamo pensato di offrire loro maggiore flessibilità nel contesto di un´unità familiare». I primi a firmare il «Family Contract», riportava ieri in prima pagina il Daily Telegraph, sono stati Rita Cross, 42 anni, e le sue due figlie di 18 e 16 anni. «Il vantaggio è evidente», dice Rita. «La mattina ci alziamo e decidiamo tra noi chi farà il primo turno al ristorante. Poi ci diamo il cambio. La nostra vita è diventata più equilibrata. Chiederò anche a mio marito di entrare nella squadra».