“EuroLavoro (5)” A.Lipietz: «Davvero l’orario s’allunga?»

12/05/2005
    mercoledì 11 maggio 2005

    pagina 1o

    Intervista

      «Davvero l’orario s’allunga?»
      Parla Alain Lipietz, economista e deputato verde a Bruxelles

        ANNA MARIA MERLO

          PARIGI
          La discussione sull’orario di lavoro in Europa si intreccia in Francia con il dibattito del referendum del 29 maggio sulla Costituzione europea e potrebbe dare argomenti al fronte del «no», perché molti considerano il testo proposto dalla commissione Ue meno favorevole ai lavoratori di quello attuale. Non è di questo parere l’economista Alain Lipietz, eurodeputato verde, raggiunto per telefono a Strasburgo.

            La discussione dei deputati mostra che l’europarlamento ha voce in capitolo per difendere un modello sociale europeo?

              Sì, il semplice fatto che la discussione avvenga all’europarlamento mostra che l’Europa sociale esiste già. E’ possibile legiferare con il sistema della codecisione sul tempo massimo di lavoro in Europa. Questo principio è conservato nella Costituzione. Bisogna aver ben chiaro che non è possibile armonizzare le legislazioni nazionali e questo è un bene, perché alcuni stati sono più avanti di altri, mentre viene fissata una regola per avanzare.

                Cosa cambia con la nuova direttiva?

                  Oggi la direttiva dice: 48 ore di lavoro a settimana come massimo, 11 ore di riposo ogni giorno, 24 ore ogni settimana, e se si oltrepassano questi limiti il recupero deve avvenire entro 72 ore. Ma come sempre la Gran Bretagna ha ottenuto un opting out. Il dibattito di oggi è: sopprimiamo questo opting out oppure lo inquadriamo? Persino la Commisisone, che pure è liberista, trova scandaloso che un lavoratore possa essere sottoposto al ricatto dell’orario di lavoro, perché è evidente che con la disoccupazione che c’è, pur di avere un lavoro è pronto a tutto. Così, anche se il lavoratore accetta di lavorare più di 48 ore, potrà farlo per un massimo di 65 ore. E’ già un piccolo progresso. La Confederazione europea dei sindacati è per la soppressione degli opting out. La settimana scorsa, la commissione sociale dell’europarlamento, sinistra e popolari assieme, ha accettato di sopprimerli, ma in cambio ha concesso l’annualizzazione del calcolo del tempo di lavoro. Così, mentre oggi le 48 ore massime settimanali sono calcolate su 4 mesi in media, con la nuova direttiva passerebbero a 48 su tutto l’anno. La sinistra si separa qui dai popolari sull’annualizzazione, accettata solo se frutto di una trattativa collettiva e non di accordo individuale.

                    Cosa succederà in aula?

                      La maggioranza può sopprimere gli opting out. Ma probabilmente verrà accettata l’annualizzazaione. Solo con una trattativa collettiva? Dipenderà dai rapporti di forza. Non è sicuro.

                        Perché lei sostiene che non c’è un peggioramento?

                          Oggi, con le deroghe è possibile lavorare fino a 168 ore alla settimana. Come si fa a dire di no alle 65 ore? L’europarlamento chiederà che le deroghe scompaiano nei prossimi mesi. Comunque, né la Cosituzione né i Trattati escludono che la legge europea si sostituisca alle leggi sociali nazionali. Mai i sindacati accetterebbero una cosa del genere, che significherebbe arrivare a una media tra l’Estonia e la Svezia. La Ue impone solo dei minimi sociali, mai dei massimi, per fortuna.

                            Nella Francia delle 35 ore, o per quello che ne resta dopo le riforme dell’attuale governo, cambierà qualcosa?

                              In Francia la direttiva non ci riguarda. Salvo per i quadri dirigenti: con la legge Aubry, le 35 ore sono state molto difficili da introdurre per questa categoria. La legge prevede, se la situazione lo richiede, il lavoro a forfait. I quadri hanno guadagnato una riduzione dei giorni di lavoro, 20 giorni di riposo in più, mentre non contano le ore di lavoro nella giornata. Il lavoro a forfait trova così il solo limite nella legge europea, 48 ore di lavoro massimo, con 11 ore di riposo. E’ importante per loro.