Euro record: benzina giù, turismo in allarme

27/05/2003

              martedì 27 maggio 2003

              Ieri la moneta unica si è avvicinata a quota 1,19 sul dollaro. L’Enit: «Rischiamo un brusco calo delle presenze americane nel nostro Paese»
              Euro record: benzina giù, turismo in allarme

              MILANO L’euro si ferma a un passo dai massimi storici sul dollaro raggiunti nel primo giorno ufficiale di contrattazioni il 4 gennaio del 1999 a quota 1,1885. La moneta unica europea si è spinta ieri
              fino a 1,1874 oscillando attorno a questo livello in una giornata segnata peraltro da scambi ridotti per via della chiusura dei mercati Usa in occasione della festa del “Memorial Day”.
              Ma la maggior parte degli analisti indica chiaramente che non è finita qui. La moneta unica europea continua infatti a trarre forza dalla vulnerabilità del dollaro. Anzi, gli esperti si attendono una rimonta dell’euro a 1,20 dollari già questa settimana se i dati congiunturali
              americani in calendario indicheranno che l’economia a stelle e strisce sta crescendo più lentamente rispetto al primo trimestre. I timori di deflazione tengono sotto pressione il biglietto verde in aggiunta alla convinzione che l’amministrazione Bush abbia abbandonato la
              politica del superdollaro, dopo le recenti dichiarazioni del segretario al Tesoro John Snow.
              Sull’ascesa della valuta europea, invece, non sembra avere effetti la convinzione di un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea nella riunione del 5 giugno prossimo. Una riduzione di 50 punti base è già scontata dagli operatori i quali vedono comunque permanere quel differenziale con gli Usa che rende più appetibili i titoli denominati
              in euro favorendo appunto i disinvestimenti dall’area del dollaro.
              E gli effetti del supereuro rischiano di creare parecchi problemi al turismo italiano. Il contraccolpo maggiore, secondo il presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani, «si sentirà per gli arrivi provenienti
              dall’area del dollaro. Sicuramente con un euro forte l’incoming soffrirà.
              A diminuire saranno soprattutto gli arrivi dei turisti statunitensi e quelli dei canadesi».
              «Dopo l’11 settembre, la guerra in Iraq e la Sars, ora ci si mette anche
              l’apprezzamento dell’euro. Siamo al limite – denuncia il presidente Fiavet, Antonio Tozzi – se non arriveranno gli aiuti richiesti siamo pronti alla mobilitazione».
              Per avere un’idea di quello che rischia il turismo italiano il presidente
              dell’Enit passa ai numeri: «Ogni anno si contano 1,5 milioni di presenze provenienti dall’area del dollaro che anche dal punto di vista dei ricavi valutari rappresentano una fetta importante per la nostra economia: e cioè 3,5 miliardi di euro l’anno».
              Il campanello d’allarme suona soprattutto per i viaggi di gruppo e quelli
              “incentive” (cioè i viaggi premio per i dipendenti delle ziende), «mentre il turismo individuale ne risentirà in minor misura». A soffrire di più, conclude Ottaviani, saranno le città d’arte: «Non solo Roma, Venezia, Firenze ma anche centri minori».
              Di contro, l’euro forte continua a favorire un ribasso dei prezzi dei carburanti. Erg ha deciso di ritoccare oggi i propri listini: il prezzo del gasolio scenderà di 0,004 euro mentre quello del Gpl di 0,002 euro. Il prezzo della verde rimane invece invariato.