«Euro, le banche in ritardo»

21/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Moneta unica – Il ministero dell’Economia: prealimentazione a rischio se il credito non accelera i contratti di cessione alla grande distribuzione

    «Euro, le banche in ritardo»
    Via all’intesa industria-commercio: i prezzi resteranno bloccati da novembre fino al marzo 2002
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Il Tesoro lancia l’allarme banche, mentre grande distribuzione e industria formalizzano le intese per dare stabilità ai listini (si veda «Il Sole-24 Ore» del 14 agosto). Ieri il Comitato euro largo consumo, istituito in seno all’Indicod, ha ratificato ufficialmente gli accordi per la stabilità dei prezzi tra novembre e marzo. «Resta però ancora aperto il problema della prealimentazione alle catene della grande distribuzione – sottolinea Fernando Carpentieri, dirigente generale del ministero dell’Economia – perchè se gli istituti bancari non predispongono e siglano i contratti di fornitura con le catene commerciali, la gestione corretta ed efficiente della prealimentazione, prevista a partire da ottobre, è a rischio. Il ministero in tempi rapidi solleciterà il sistema bancario a superare questo ostacolo al più presto, altrimenti rischiamo la paralisi della prealimentazione alle grandi catene». Un’operazione da oltre un miliardo di euro, ossia il contante per due settimane di spesa al supermarket. Oggi, intanto, il Governo emanerà il decreto con un pacchetto di misure che potranno facilitare il changeover. Le banche con il nuovo provvedimento potranno anzitutto convertire i conti correnti in lire con la nuova valuta anticipando così l’operazione, ma varrà il principio del silenzio assenso. In pratica se non vi saranno obiezioni da parte del cliente entro quindici giorni dalla comunicazione della conversione delle somme in euro, la banca potrà procedere al cambio della valuta. Inoltre il 31 dicembre sarà festivo, gli sportelli saranno chiusi, anche se il personale bancario lavorerà per consentire la trasformazione delle lire in euro. Di conseguenza l’ultimo giorno di calendario utile per le operazioni in banca sarà il 28 dicembre; dal punto di vista invece degli assegni, vietato emetterli in lire dopo il primo gennaio 2002, verranno pagati dalle banche solo gli assegni emessi prima del 31 dicembre 2001 e arrivati all’incasso dopo il primo gennaio. Intanto le associazioni dei consumatori rilanciano l’allarme sui costi che le banche potrebbero applicare per la conversione dei conti: Adusbef avverte che le banche applicano commissioni su conti in lire per operazioni in euro dall’1 al 3% come fosse una valuta estera. Da Adusbef a Federconsumatori, da Adiconsum a Codacons i consumatori chiedono inoltre una moratoria di prezzi, commissioni bancarie, polizze assicurative e tariffe, in particolare quelle dei trasporti pubblici che in alcune città hanno già subito pesanti aumenti. Tutte le associazioni chiedono anche una costante ed attenta azione di monitoraggio e una più incisiva campagna di informazione rivolta ai cittadini. Il settore del largo consumo, dal canto suo, ha siglato e ufficializzato l’ieri una larga intesa per la trasparenza e la stabilità dei listini, mentre il 25 settembre l’appuntamento è al ministero delle Attività produttive per la sigla di un protocollo d’intesa che vede sempre protagoniste le associazioni del settore commerciale. Nei giorni scorsi lo stesso presidente di Confcommercio, Sergio Billè,aveva sottolineato la validità di intese per la stabilità e la fiducia dei consumatori e la necessità di interventi per rilanciare i consumi. L’accordo – come spiega il presidente del Comitato euro largo consumo, Livio Buttignol – prevede la stabilità dei prezzi al pubblico da novembre a tutto marzo 2002. Dall’intesa sono esclusi prodotti freschi e deperibili, a causa delle frequenti oscillazioni dei listini. Come ricorda Luigi Bordoni, presidente Indicod (l’istituto raggruppa oltre 26mila imprese), c’è l’impegno a non trasferire su consumatori e partner commerciali i costi del changeover. Attraverso Indicod sarà attivato un monitoraggio – aggiunge Riccardo Francioni, vicepresidente Indicod – per verificare se l’accordo sarà rispettato e ci saranno segnalazioni. «Ora occorre – aggiunge Francioni – superare gli ostacoli rappresentati dai contratti con le banche per la prealimentazione ed evitare che il 25 ottobre vada in vigore il decreto sulle vendite sottocosto». «Si creerebbe una situazione caotica» conclude Bordoni.
    Venerdí 21 Settembre 2001
 
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