Euro, l’arrotondamento non produrrà inflazione

01/10/2001
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Euro, l’arrotondamento non produrrà inflazione
Lunedì 1 Ottobre 2001
IMPEGNO DEI COMMERCIANTI CONTRO RINCARI IMMOTIVATI
 
L’introduzione dell’euro e la necessità di operare gli arrotondamenti, afferma la «Relazione previsionale del governo», potrebbero riflettersi sul livello generale dei prezzi. Per mantenerli fermi, secondo una simulazione dell’Istat, infatti, servirebbero 6 cifre decimali e, «a seconda che gli operatori effettuino l’arrotondamento al decimale superiore o a quello inferiore, si possono avere perturbazioni sull’indice generale (»/- 0,4%), ma con variazioni per i singoli prodotti che arrivano anche al 20%». Tuttavia, le ripercussioni sui prezzi non vengono comunque ritenute di particolare rilievo poiché «le norme nazionali hanno disposto che, nell’effettuare calcoli intermedi, deve essere usato un numero di decimali di euro (massimo 5) decrescente al crescere dell’importo in lire da cui si parte. È importante sottolineare che il numero delle cifre decimali da utilizzare nei calcoli intermedi è considerato un limite minimo. L’arrotondamento ai centesimi va poi effettuato solo sulla cifra finale, al termine dei calcoli intermedi». Il ministero del Tesoro il 7 maggio scorso ha stipulato un «Protocollo per la diffusione dell’Eurologo» con le associazioni degli operatori commerciali, del turismo, degli artigiani e dei consumatori, che si sono impegnate a evitare rincari immotivati e ad applicare correttamente le regole di conversione e di arrotondamento tra lira ed euro nonché ad adottare la doppia indicazione dei prezzi e a mantenerla almeno fino alla fine del periodo di doppia circolazione.


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