Euro, imprese e negozi verso il blocco dei listini

04/07/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Allo studio di Indicod un’intesa come quella già siglata in Francia

    Euro, imprese e negozi verso il blocco dei listini
    MILANO – Si profila un "effetto euro" nelle relazioni tra l’industria dei beni di largo consumo e i gruppi della distribuzione moderna. Non ci sono ancora pronunciamenti ufficiali. Nessuna mossa allo scoperto di una associazione o di un raggruppamento di associazioni. Negli ultimi tempi però, sull’onda peraltro della recente intesa antinflazione siglata in Francia, sta marciando a piccoli giri il confronto tra i protagonisti della filiera dei beni di largo consumo per arrivare a un decollo morbido dell’euro in una situazione di stabilità dei prezzi.
    Due i fattori chiave su cui la riflessione in questo momento viene sviluppata. Il provvedimento che vieta le vendite sottocosto, da un lato; la gestione dei listini di approvvigionamento e la tornata contrattuale tra industria e distribuzione, dall’altro.
    Si sta facendo strada una convergenza tra imprese industriali e gruppi distributivi sull’opportunità di chiedere ufficialemte al Governo di procrastinare l’entrata in vigore del provvedimento sulle vendite sottocosto, prevista a partire dal 25 ottobre. Non ci sono ancora richieste ufficiali in tal senso, ma sembra opinione diffusa che sia opportuno evitare l’accavallamento di un provvedimento che ha un impatto importante sulla disciplina dei prezzi e dei contratti commerciali nel momento in cui mancano poche settimane al decollo della moneta unica. Restano invece forti contrasti all’interno del settore del largo consumo sull’opportunità di considerare una estensione anche all’ingrosso delle prescrizioni sulle vendite sottocosto previste dal provvedimento del Governo recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
    Nello stesso tempo si sta riflettendo sulla opportunità e sulle modalità di concertare una stabilità dei listini di cessione dei prodotti dall’industria alla distribuzione nell’arco di almeno sei mesi a cavallo del decollo dell’euro. Come detto, il modello potrebbe essere l’intesa definita sul mercato francese qualche settimana fa, che a sua volta si è rifatta a un documento di indirizzo elaborato a livello europeo. L’obiettivo finale dovrebbe essere appunto il mantenimento di una stabilità dei prezzi all’origine, evitando ripercussioni al consumo nel momento in cui parte la moneta unica europea, che peraltro comporterà anche una complessa problematica di riallineamento dei prezzi finali, sia per esigenze di arrotondamento in base al tasso di conversione lira-euro sia per necessità di politica commerciale e di marketing (si veda «Il Sole-24 Ore» del 2 luglio). La complessa questione è stata più volte affrontata dal Comitato euro per i beni di largo consumo costituito dai protagonisti dell’intera filiera con il supporto operativo dell’Istituto Indicod. Le decisioni finali su queste due importanti iniziative e la loro ufficializzazione sono attese a breve.
    Vincenzo Chierchia
    Mercoledí 04 Luglio 2001
 
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