“Euro 5″ Masera: non c’è allarme come negli Anni Novanta

18/04/2006
    marted� 18 aprile 2006

      Pagina 5 – Primo Piano

      L’EX MINISTRO DEL BILANCIO NEL GOVERNO DINI �MASSIMA ATTENZIONE ALLA SPESA PUBBLICA�

        Masera: non c’� allarme come negli Anni Novanta

          intervista/3
          Gianluca Paolucci

            TORINO
            Quando l’Italia ha rischiato davvero, lui era l�. Ministro del Bilancio del governo guidato da Lamberto Dini, Rainer Masera ha vissuto dalla prima fila gli anni pi� bui delle nostre finanze pubbliche. Adesso guarda le vicende italiane dal suo posto di membro del consiglio d’amministrazione della Bei, la Banca europea degli investimenti. Non crede molto al rischio default paventato dal Financial Times, ma ha qualche buon consiglio da dare.

              Quali sono le analogie e le differenze della situazione delle finanze del nostro Paese rispetto a quando lei era Ministro?

                �Diciamo subito che siamo lontani dagli scenari di dieci-dodici anni fa. La differenza principale � che allora rispetto ad oggi c’era un tasso d’interesse molto superiore rispetto al tasso di crescita, mentre adesso i tassi sono in risalita ma restano comunque bassi. Adesso ci sono prospettive concrete di un consolidamento della crescita, che potrebbe raggiungere il 3%�.

                  Il mercato per il momento non sembra prendere in considerazione una ipotesi di uscita dall’euro, come riconosce lo stesso Financial Times. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi, � rimasto tutto sommato contenuto.

                    �Va aggiunto per� che i mercati sono stati molto generosi nell’appiattire questi rendimenti. A mio avviso con l’inversione di tendenza dei tassi d’interesse questo differenziale comincer� a risalire�.

                      Durante la campagna elettorale il fisco � stato uno dei temi di pi� forte scontro tra i due poli. Da entrambe le parti la riduzione della pressione fiscale � stata indicata come lo strumento principale per ridare slancio alla crescita.

                        �Per il taglio del cuneo fiscale proposto da Prodi servono tra i 5 e i 10 miliardi di euro, che non possono essere finanziati attraverso una maggiore imposizione fiscale ma tagliando le spese pubbliche correnti sempre nella direzione di far crescere l’avanzo primario. Massima attenzione andr� posta anche alla redditivit� delle spese pubbliche per investimenti. Intendo la redditivit� sociale, ovviamente. I soldi pubblici dovranno andare a finanziare solo quegli investimenti che siano veramente efficaci�.

                          Ritiene che saranno necessari interventi straordinari per tenere sotto controllo il debito pubblico?

                            �Non credo siamo ancora in una situazione di questo tipo, credo che sar� necessaria attenzione questo s�. Il rapporto tra deficit e Pil deve scendere e l’avanzo primario, come ho gi� detto, deve salire�.

                              E come?

                                �Non credo molto alla strada delle privatizzazioni dei beni pubblici. La strada principale a mio avviso deve essere la riduzione delle spese correnti�.

                                  E per aumentare l’efficienza degli investimenti pubblici quale potrebbe essere la strada?

                                    �Una strada percorribile � quella delle cosiddette Ppp: Public-private partnership. In molti Paesi europei viene utilizzata con successo e sono molti i progetti anche di importi rilevanti che la Bei finanzia. Si tratta di affiancare all’interesse pubblico gli investitori privati. In Italia questa formula stenta invece a decollare perch� il nostro sistema di regole non d� certezze su tempi e costi degli interventi, che � invece proprio ci� di cui hanno bisogno gli investitori�.