“Euro 1″ Il Financial Times: l’Italia rischia di fallire

18/04/2006
    marted� 18 aprile 2006

      Pagina 5 – Primo Piano

      L’EDITORIAL- E NEL MIRINO LA VITTORIA �TROPPO STRETTA� DELL’UNIONE. TREMONTI: �PURTROPPO � UN’OPINIONE DIFFUSA�. SIRCANA: �IL VERO GIUDIZIO ARRIVER� SOLO SULLE NOSTRE POLITICHE�

        Il Financial Times: l’Italia rischia di fallire

          �Sulla china dell’Argentina, potete uscire dall’euro entro il 2015�. L’Ue: � impossibile

            Alessandro Barbera

              ROMA
              L’analisi � lunga e argomentata. A firmarla, nella sua rubrica settimanale, il condirettore Wolfgang Munchau. Si parla dei problemi strutturali dell’Italia, �diversi� da quelli di Francia e Germania, e delle difficolt� della politica di porvi rimedio. Argomenti pi� o meno noti. Ma anche questa volta il Financial Times � riuscito a far parlare di s� nei palazzi romani. E non solo. Verso sera, a spegnere le polemiche, c’� voluto persino l’intervento da Bruxelles della Commissione europea. Scrive Munchau: �La risicata vittoria della coalizione guidata da Romano Prodi costituisce il peggior esito immaginabile in termini di possibilit� dell’Italia di rimanere nell’eurozona oltre il 2015�. Uno scenario lontano, condito da pessimismo sulla possibilit� dell’Italia, in quel caso, di �rimborsare pienamente le obbligazioni�, considerato che il debito italiano gi� �raggiunge il 106,5% del Pil�. Giudizio che pesa sulla maggioranza uscita dalle urne, immediatamente cavalcato dal centro-destra e dai sostenitori della grande coalizione. Anche da coloro solitamente parchi nel dare troppo credito alle analisi sempre puntute del quotidiano della City. �Purtroppo per il nostro Paese quell’articolo non � isolato, ma riflette un’opinione diffusa nelle capitali e nei circoli internazionali pi� responsabili�, ha fatto sapere nel pomeriggio il ministro uscente dell’Economia Giulio Tremonti. �Comunque per quanto ci riguarda faremo tutto il possibile nell’interesse esclusivo dell’Italia�.

                Chi ha preso malissimo l’uscita del Financial Times � stato ovviamente Romano Prodi. Il quale ieri, per ironia della sorte, incontrava colui che pi� di tutti fra gli alleati del centro-sinistra impensierisce gli ovattati circoli finanziari londinesi e il quotidiano conservatore: il leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti. Per non dargli eccessivo rilievo, il premier in pectore non ha per� commentato in prima persona l’analisi. Ha affidato la risposta ad una nota del portavoce Silvio Sircana. �Sappiamo che i margini in cui opereremo sono stretti, ma il Paese sarebbe diviso in due anche se il risultato del voto fosse stato 52% contro 48%�. Dunque, spiega Sircana, non credo i mercati siano preoccupati di questo, semmai staranno a guardare le politiche che porteremo avanti e su quelle valuter� se avere fiducia in noi�. Fino ad ora �la comunit� internazionale ha generalmente visto con favore il fatto che in Italia abbia vinto Prodi e non Berlusconi�. Alcuni, come l’economista Giacomo Vaciago, hanno letto l’editoriale come �il pi� velenoso fra tutti gli attacchi all’euro� finora sferrati dal pi� influente dei quotidiani finanziari. Fatto � che verso sera � arrivata la dichiarazione da Bruxelles del portavoce della Commissione europea Ferran Tarradellas: �� impossibile che l’Italia esca dall’euro. L’Italia c’� entrata per restarci�. Fino a poco prima, da esponenti di destra e sinistra, erano fioccate le reazioni. Sostanzialmente d’accordo i primi, rassicuranti o critici i secondi. Con qualche controcanto. Da destra quello del ministro del Welfare Maroni – �Anche questa volta il Financial Times sposa la causa del governissimo� – da sinistra quello del Radicale Daniele Capezzone. �Le preoccupazioni del Financial Times non vanno prese sottogamba�.