ETUI: Structural Funds 2014-2020

Etui Course: Information and Trade Union strategic objectives for the Structural Funds 2014-2020, especially ESF

L’ETUI ha organizzato un corso di formazione di due giorni a Kiljava, presso la scuola sindacale locale, per illustrare le nuove politiche europee in tema di Fondi strutturali, per gli anni 2014-2020, dedicando un’attenzione particolare al Fondo Sociale Europeo (FSE).
La prima giornata di formazione è stata dedicata agli interventi dei rappresentanti della Commissione Europea: Diego Villalba, della DG Regio, ha illustrato la politica di coesione della UE per il periodo 2014-2020, mentre Dominique Bé, della DG Occupazione, Affari Sociali e Inclusione ha illustrato più approfonditamente quali sono le prospettive future per il Fondo Sociale Europeo nella’mbito della nuova strategia “Europa 2020”. I rappresentanti della Commissione hanno illustrato brevemente, ma in modo esaustivo, i particolari punti sui quali si sta ancora discutendo in seno agli Organismi europei in merito alla strategia per i fondi strutturali; considerato anche la grave crisi economica che sta attraversando l’Europa. Anche in questo particolare momento, rimane fondamentale aiutare le economie più in difficoltà a mettersi alla pari con quelle più avanzate, servendosi proprio delle opportunità offerte dai fondi strutturali ed è importante incoraggiare gli Stati a definire delle politiche nazionali efficaci per raggiungere gli obiettivi che l’Europa si è prefissata.
La Commissione infatti sta chiedendo di fare molta attenzione alle finanze pubbliche nazionali, nella consapevolezza che numerosi Stati si trovano ad affrontare delle situazioni di crisi e stanno prendendo misure per farvi fronte nel breve periodo; tuttavia non si deve dimenticare l’ottica di lungo periodo e la necessità di perseguire gli obiettivi, anche ambiziosi, che l’Europa 2020 si è data.
Per questo, a fianco delle misure di emergenza, è necessario pensare e adoperarsi per il lungo periodo ed è proprio in questo che i Fondi strutturali devono servire.
I rappresentanti della Commissione hanno posto inoltre l’accento sull’importanza del partenariato come uno dei principi fondamentali sui quali basare l’impiego dei fondi strutturali nell’ambito della Quadro Strategico Comune dell’UE. Questo principio implica una stretta collaborazione tra autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri con i rappresentanti delle parti sociali e della società civile in tutte le fasi dei programmi operativi nazionali (preparazione, esecuzione, monitoraggio e valutazione).
Questo nuovo principio, se sfruttato in modo adeguato, consentirebbe anche alle Organizzazioni sindacali nazionali di poter incidere maggiormente sulla definizione delle modalità e delle finalità di utilizzo delle risorse europee.
Dopo l’intervento della Commissione, ha preso la Parola Claude Denagtergal, dell’ETUC, che ha illustrato quale è la posizione del sindacato europeo nei confronti delle nuove linee guida dei fondi strutturali e ha quindi brevemente spiegato quali saranno le nuove sfide per gli affiliati.
Il giorno seguente invece è stato fornito un focus speciale sul Fondo speciale europeo e sono state presentate alcune buone prassi relativamente all’utilizzo del fondo. Auli Korkhonen, di SAK Finlandia, ha portato alcuni esempi nazionali, seguita da Marie-France Boutroue (CGT) per la Francia e da Roberto Pettenello (CGIL) per l’Italia.
La giornata si è conclusa con un lavoro di gruppo che ha visto i partecipanti cimentarsi nella redazione di alcune possibili proposte progettuali da finanziare attraverso il FSE nel settore della promozione dell’occupazione giovanile e per la tutela sul posto di lavoro degli over 50 (si trattava rispettivamente di trovare delle idee che favorissero la scolarizzazione e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che potessero aiutare gli over 50 a non perdere il proprio posto di lavoro o in alternativa a riqualificarsi per trovare un impiego nel caso di licenziamento).
A cura di Georgia Bertagna