ETUI: Green And Quality Jobs for Sustainable Development

Green And Quality Jobs for Sustainable Development 13-16/09/2011
Questo seminario è stata la naturale continuazione del precedente a cui ho partecipato a Cardiff nel Gennaio del 2011.
In questa 4 giorni si è parlato nuovamente di Green Economy e quindi Green Jobs, ma sottolineando gli aspetti che legano queste nuove prospettive di lavoro ai diritti dei lavoratori. Si è quindi discusso di lavoro sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale, che è poi la vera definizione di sviluppo sostenibile.
Nelle prima giornata del seminario alcuni esperti dell’argomento hanno presentato quella che è la situazione attuale a livello europeo e la posizione e le prospettive dell’ETUC, in particolare ha suscitato interesse la presentazione della ricerca di SYNDEX che forniva uno spaccato della situazione nei vari paesi della comunità europea citando esempi di contrattazione collettiva di secondo livello sui quali i diversi sindacati avevano lavorato.
Un esempio del lavoro dei sindacati italiani è stato quello relativo alla società Electrolux che qualche anno fa era in via di chiusura degli impianti di Scandicci e Treviso e grazie anche al lavoro del sindacato si sono salvati 350 posti di lavoro riqualificando l’azienda che è passata dalla produzione di frigoriferi alla produzione di componenti per il fotovoltaico, in sostanza un vero esempio di Green Jobs.
Il secondo giorno si è aperto con un lavoro di gruppo, a mio avviso il vero punto forte di questi seminari. In questa sessione vi è davvero la possibilità di condividere e fare rete e ci si è confrontati su 3 temi principali:

    -L’aspetto legislativo di ogni paese e gli interventi del governo, in questo caso il nostro paese non poteva vantare grosse esperienze visto quello che il governo Berlusconi ha fatto negli ultimi anni, ma ho potuto portare svariati esempio di “Good Practices” a livello di amministrazioni locali come ad esempio la Sardegna che ha stanziato circa 30 milioni di euro per la riconversione delle aziende e per la ristrutturazione degli edifici pubblici, oppure altre realtà comunali dove si è avviata una raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta ho si è potenziato il trasporto pubblico (a metano e/o elettrico) rendendo gratuiti i parcheggi in periferia e contestualmente la linea di bus per il centro, questo è esempio arriva dalla mia città: Cesena.

      -Il trend dello sviluppo di Green Jobs, in questo caso uno studio dell’IRES mi ha aiutato notevolmente a presentare la situazione italiana. Si prevede, in barba alla crisi e ai continui sgambetti che questo governo fa allo sviluppo sostenibili, di un aumento da 100.000 a 250.000 posti di lavoro “verdi”.

      -L’ultimo punto riguardava il livello di coinvolgimento del sindacato nel dialogo sociale e le eventuali strategie messe in atto. Per quanto riguarda questo tema mi sono trovato un pochino in difficoltà in quanto all’interno della nostra organizzazione sindacale non vi è una vera e propria strategia e sinergia tra le varie categorie, così come è difficile portare numerosi esempi concreti di contrattazione in cui sia stato il sindacato il primo artefice del processo di conversione verso la Green Economy.

        Per fare una sintesi della situazione, a livello legislativo e di investimento paesi come Spagna o Germania guidano la scalata a quello che viene definito processo di “Greening Economy”, ma anche i paesi europei “emergenti” come Malta, Bulgaria, Romania e Ungheria stanno facendo passi da gigante in questo settore. L’Italia non è da meno, ma si può e si deve fare di più e la nostra organizzazione sindacale dovrà rendersi protagonista nei prossimi anni in questo processo di cambiamento.
        Il terzo giorno è stato quello della visita alla UMICORE una fabbrica che ricicla metalli preziosi partendo da prodotti come cellulari, computer e elettronica in genere ma non solo. La visita avviene nel pomeriggio e nella mattina si inizia a parlare del tema riguardante le nuove sfide che ci aspettano, ovvero quelle inerenti alla contrattazione per le aziende che rincorrono la sostenibilità ambientale, non tanto per qualche principio morale, ma soprattutto nell’ottica di abbassare i costi e aumentare i profitti. Il dibattito su questo tema si fa molto caldo nella mattinata seguente (ultimo giorno), subito dopo la visita alla UMICORE.
        In effetti la visita è stata un po’ deludente, in quanto a parte qualche ufficio non si è visto gran che di questa fabbrica all’avanguardia che vanta il primato mondiale in questo tipo di processo e c’è da aggiungere anche che la presentazione effettuata da un rappresentante dell’azienda, sembrava più un film atto a esaltare l’eccellenza di codesta azienda, tanto è vero che a domande più specifiche riguardanti i dubbi sull’inquinamento prodotto dalla combustione della plastica oppure sulla questione sicurezza e/o “quote rose”, le risposte sono state molto vaghe e sbrigative.
        L’intento della visita era appunto quello di entrare nella realtà e negli ambienti che presto saranno terreno di contrattazione per le organizzazioni sindacali.
        Concludendo posso dire che l’esperienza è di questa 4 giorni di seminario è stata molto importante sia per l’aspetto umano (è proprio volontà degli istruttori far legare anche sul piano umano i partecipanti) che per quello tecnico in quanto ho appreso molto dalle esperienze delle altre nazioni, anche se, a mio parere molte esperienze sono difficilmente riproducibili nel nostro paese soprattutto in questo momento delicato. Rimane il fatto che è necessario premere sull’acceleratore in quanto come sempre il mondo non aspetta e la natura non perdona e se vogliamo essere pronti a rappresentare i lavoratori e le lavoratrici “green” e quelli che inevitabilmente lo diventeranno dobbiamo essere preparati alle sfide che ci si presenteranno.

        A cura di Marco Dallamora

        Ulteriori commenti di Marco.

        Come sempre questo tipo di esperienze ti arricchiscono anche sotto il profilo umano. Sono importantissime le amicizie a distanza che si creano, le serate passate a discutere di come si fa sindacato nelle diverse realtà nazionali, ognuno raccontando i propri guai e le proprie soddisfazioni.
        Confrontarsi su come si vive la crisi e valutando le varie azioni di governo, un po’ come essere al bar a casa propria.
        Per quanto riguarda i suggerimenti e le sollecitazioni, a mio avviso in casa CGIL manca una sinergia sul tema, mi spiego meglio: a questi seminari sarebbe opportuno ci fosse anche qualcuno del confederale (visto che altre nazioni avevano 2 o 3 rappresentanti) e al rientro operare per mettere in pratica quanto appreso, avere un coordinamento tra le varie categorie, una strategia, o per lo meno una linea guida comune da seguire per formare funzionari, delegati e avviare una vera contrattazione rivolta alla Green Economy.