“EtMaintenant…” «Volevamo liberarci del Cavaliere»

18/04/2006
    domenica 16 aprile 2006

      Pagina 4 – Primo Piano

      �Volevamo liberarci del Cavaliere�

        I nostri emigrati in Costa Azzurra: �Dopo che al Parlamento europeo diede a uno del kap�, continuano a prenderci in giro ancora adesso�

          inchiesta
          Pierangelo Sapegno

            inviato a NIZZA

            In questo giorno di vento e di mare, come volete che sembri l’Italia a quelli che la ricordano da qui, affacciati dalle guglie del Negresco o sulla passeggiata spazzata dal maestrale, chiusi dietro a una finestra sul mercato o dentro a una stanza con la tv accesa sul Tg1, se non come siamo noi davvero, a un tiro di schioppo soltanto, che basta alzar lo sguardo e puntare oltre il vento, per scorgere le nostre spiagge, la nostra vita.

              E forse ha ragione Ugo D’Agostino, che lavora al Festival di Cannes, o Paola De Donato, che vive a Nizza da solo tre anni, e che ripetono poi la stessa cosa: �La sapete l’unica differenza? E’ che noi non vediamo Mediaset�. Facciamo finta che l’altra Italia cominci davvero da qui, da una televisione in meno o da una in pi�, quella piccola parte d’Italia che non vive nei nostri confini e che poi ha deciso la maggioranza di Prodi. Sulla Costa Azzurra, spiega Bruno Capaldi, presidente del Comites (Comitato italiani all’estero), una stanza affacciata sulla stazione di Nizza, al numero 16 di rue Thiers, �che la gente che vive qui sta bene, � informata, legge abbastanza, e ci tiene soprattutto al buon nome dell’Italia. Noi adesso esportiamo materia grigia, non pi� esercito di lavoro. Quelli che vivono qui non si fanno addormentare da una soap opera. E ci teniamo soprattutto alle belle figure. Berlusconi ci ha fatto fare brutta figura�.

                �Non c’era scelta�
                E sulla stessa linea, anche Agostino Pesce ripete che l’immigrato italiano in Francia non esiste pi�. �Sulla Costa Azzurra, ci sono ingegneri, tecnici, laureati, che hanno trovato lavori importanti, italiani che sono stati assunti dall’Aeronautica come dirigenti, preferiti a dei francesi addirittura, o padroncini che hanno aperto il ristorante e il negozio. Il poveraccio con la valigia di cartone legata con lo spago � una memoria sparita ormai. Forse, qualcuno di voi era ancora convinto che l’italiano all’estero fosse quello. Per questo ha sbagliato i suoi calcoli�.

                  Qui la vita � cara come a Milano, in un medio ristorante non te la cavi con meno di 70 zucche a testa, e due t� seduti al bar costano sette euro. Per�, nell’insieme, l’Italia � l� dietro, moltissimi turisti sono italiani, e le radici non sono state spezzate. Cos�, in un certo senso, il microcosmo si riproduce. Quelli che votano Berlusconi ci sono, e alcuni come Gerardo Manzi, titolare della Baia d’Amalfi, si danno anche un gran daffare pubblicamente rilanciando tutte le parole d’ordine di Fi, compresa quella del broglio, ma la maggior parte alla fine fa come William, agente immobiliare, che preferisce glissare via, non parlare. Un po’ come da noi. E come da noi, il voto del 9 aprile si � colorato di forti tinte antiberlusconiane, come riassume Ugo D’Agostino: �Berlusconi ha fatto ridere un po’ tutti. E’ un po’ una vergogna, e dopo quella volta al Parlamento europeo, quella del kap�, continuano a prenderci in giro ancora adesso. Non ha danneggiato solo se stesso, ma anche noi che lavoriamo all’estero, che abbiamo bisogno del buon nome dell’Italia. Alla fine non � che uno simpatizza con Prodi. Non c’era altra scelta�. Andrea Santoni, che si occupa di relazioni esterne alla Camera di Commercio, aggiunge che gli italiani all’estero hanno avuto quasi tutti una copertura mediatica contro Berlusconi. �Anche questo incide, poche palle. Come in Italia, incidono le sei tv a favore. Qui c’� una destra seria, e sono quelli di destra per primi che ci chiedono disperati: ma quando vi liberate di Berlusconi? In Francia, c’� un’informazione diversa, ha fatto scandalo che fossero stati proibiti Enzo Biagi e la Sabina Guzzanti. E in Italia, quanto se n’� parlato?�.

                    �Ripartire da zero�
                    Dovremmo rispondere che non se ne parla pi�. Niente da destra, e poco da sinistra. Conta qualcosa? Alla fine ripetono tutti la stessa cosa, laureati e camerieri, commercialisti importanti come Mauro Michelini, come gli uomini e le donne che non vogliono farsi citare, che bisognava ripartire da zero, �questo conta per chi vive fuori dall’Italia�, e per questo hanno votato Prodi. Come Michele, da Campobasso, �ma non lo scriva�, meglio anonimo, o come dice lui, �rigorosamente anonimo�. E perch�? �Perch� io faccio il cameriere. Non sono un padrone. E cerco di sgobbare bene per tutti. Per il mio datore di lavoro. E per i miei clienti�. E che vuol dire? Che lo licenziano se dice che cosa ho votato? �Mann�, non esageriamo. Per� non voglio grane, io devo andar d’accordo con tutti�. E allora, va bene, e lui il suo l’ha dato a Prodi e invece il suo padrone non solo ha votato Berlusconi, ma gli ha fatto pure propaganda, e ogni volta che veniva un italiano a mangiare trovava il modo di mettersi a dire che la sinistra ci avrebbe rimpinzato di tasse, che quelli ci sfasciano, che quelli non sanno governare, che se ci fosse stato il mortadella al governo in questi anni di crisi, chiss� come sarebbe andata a finire. �Ma gli altri facevano come me�. E cio�? �Stavano zitti e lo lasciavano parlare, e ogni tanto s� s�, ma con l’aria di chi pensa: finisci in fretta che cos� possiamo mangiare. In fondo, se ci stavi attento, un’idea te la facevi di com’� andata. Almeno qui. In Italia, che vuoi che dica. Io so che quando arrivavano gli stranieri a tavola, non facevano altro che prenderci in giro, che commiserarci. Da cinque anni io mi vergogno d’essere italiano. Perch� vi stupite tanto che gli italiani all’estero abbiano votato Prodi? Noi abbiamo solo pensato a togliere di torno il motivo della nostra vergogna. Non � un voto per Prodi. E’ un voto contro Berlusconi. E, anzi, a sentire l’aria in giro, almeno qui, lo ripeto, sulla Costa Azzurra, sono stati pochi. Dovevano essere molti di pi�.

                      �Tutti hanno sbagliato�
                      Noi gli diciamo: come i nostri sondaggi. E lui, eh gi�, �abbiamo sbagliato tutti, e pure i suoi alleati hanno sbagliato, ma che strano, e anche tutti quelli che votavano per lui hanno sbagliato, perch� se poi si lasciavano andare, fuori dalla propaganda, facevano come il mio padrone, che s’incavolava ancora di pi� e diceva, questa volta perdiamo. Non capiscono niente. Si faranno del male. Ma perdiamo�.

                        Perch� poi, addirittura, anche se Michele non lo dice, da queste parti pi� di uno sembra sospettare che i brogli forse ci sono stati davvero, ma che li abbiano realizzati dall’altra sponda, quelli che stavano al governo. �Il fatto � che � strana questa rimonta contro tutto e contro tutti, in quel pomeriggio�, dice Andrea Scaloni. E Agostino Pesce, direttore della Camera di commercio: �Da qui non riusciamo quasi a crederci che sia stato cos� risicato�. E Piero V., ingegnere ad Antibes: �Noi lavoriamo qui e abbiamo votato qui. Va bene. Ma tutti i nostri amici e i parenti che hanno votato in Italia, hanno votato come noi. Il voto strano � da voi. Non � quello da noi�. Il fatto � che alla fine si torna all’inizio, al maestrale che tira e libera il cielo, e ci avvicina ancora di pi�. L’Italia � l� dietro, i suoi veleni infiniti, tutte le sue incredibili anomalie, e anche le sue trib�, come scrivono gli americani. Questo ci tocca. Da Pantelleria a Cannes. Mettiamola cos�.