“EtMaintenant…” Tutti i fans di «superMario»

08/05/2006
    sabato 6 maggio 2006

    Pagina 7 – Politica

    PIACE ALLA CDL NETTAMENTE CONTRARIE SOLTANTO LEGA E RIFONDAZIONE

      Tutti i fans di �superMario�

        Paolo Baroni

          ROMA
          A met� dicembre la sua nomina a consulente internazionale della banca d’affari americana Goldman Sachs era suonata a molti come il segnale di un possibile disimpegno politico. L’esatto contrario dei commenti che la scorsa estate avevano accompagnato una sua intervista a La Stampa in cui sosteneva che solamente un �Grande centro� sarebbe riuscito a varare le riforme indispensabili al rilancio della nostra economia. Nei mesi scorsi il suo nome � circolato per la guida della Banca d’Italia, ma il governo di centro-destra giudicandolo �troppo prodiano� gli ha preferito Mario Draghi, e sempre mesi or sono si era parlato di lui come di un possibile ministro per l’Economia. Ma a Prodi non sarebbe mai piaciuta granch� la sua propensione a promuovere il Grande centro. Eppure del nome di Mario Monti, ex commissario europeo per ben 10 anni, il �Super Mario� che tutto il mondo ci invidiava, si continua a parlare. Questa volta per l’incarico pi� prestigioso, per il Quirinale.

            Potrebbe essere lui, il nome super partes che la Casa delle libert� potrebbe offrire all’Unione. Per Berlusconi il candidato ufficiale resta Gianni Letta, ma tra gli azzurri qualcuno ha buttato l� l’idea. �Presidente, perch� non candidiamo anche Monti? Sappiamo che � vicino a Prodi, ma l’abbiamo eletto anche noi alla Commissione europea�, gli ha proposto gioved� sera un fedelissimo durante una cena a Villa Miani. E il Cavaliere? Ci starebbe pensando. L’Udc, stando alle voci, sarebbe favorevole. D’accordo anche la chiesa. Ma Giuseppe Caldarola, deputato ds vicino a D’Alema, smonta l’operazione: �Monti? E’ una personalit� autorevole, ma non � un tecnico puro. Ha avanzato una proposta politica, quella di grande centro. Perci� – spiega – chi ha in testa un nome come il suo pensa a quel progetto politico�.

              Se si vuole davvero adottare �il metodo Ciampi�, suggeriva invece ieri in un editoriale di prima pagina l’Avvenire, occorre seguire �un percorso lineare, che non implica la ratifica di alcuna soluzione precostituita, ma offre a maggioranza e opposizione l’opportunit� di concertare una convergenza attorno a una figura di assoluto valore�. Che per il quotidiano dei vescovi ha un nome e cognome, Mario Monti, e un pregio, quello di essere dichiaratamente cattolico. Inoltre, come Ciampi, il presidente della Bocconi �� una personalit� espressione non di un “ceto di partito” bens� di un “ceto politico” assai pi� ampio e inclusivo, incarnerebbe a pieno la figura del �presidente-garante�, un uomo �”non di palazzo” eppure attrezzato per agire ottimamente nel palazzo�.

                Centrista conclamato, ma anche autorevole propugnatore del libero mercato, apprezzato in Italia e all’estero per le sue battaglie contro i grandi monopoli (dal no alla fusione General Electric-Honeywell alla maxi-multa contro Microsoft), il profilo di Monti corrisponde bene a quello del �candidato ideale�. Soprattutto per il suo essere bipartisan. Posizione che negli ultimi tempi gli ha attirato molte critiche, in particolare (e non � un caso) dalle ali estreme dei due schieramenti. Rifondazione e Lega lo vedono un po’ come fumo negli occhi e lo accusano di �cerchiobottismo�, di �trasformismo� e di essere �l’amico dei poterei forti�. �Di poteri forti mi sono occupato, � vero – ribatte il “Prof” varesino – nelle mie funzioni di commissario europeo per la concorrenza. Non credo di averli aiutati a mantenere i privilegi�. Nonostante questo l’establishment economico nazionale vede indubbiamente in lui un punto di riferimento. �Dopo l’esperienza di Bruxelles – spiegava tempo fa l’ex presidente di Confindustria Vittorio Merloni – conosce tutto il mondo e tutto il mondo conosce lui. Ed � una personalit� di grande equilibrio�.