“EtMaintenant…” Tutte le coppie che scoppiano

13/04/2006
    gioved� 13 aprile 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    Parenti e sodali,
    tutte le coppie che scoppiano

      Mattia Feltri

        ROMA
        Salutarsi in salotto e rincontrarsi alla Camera, seppur dei deputati, era il destino previsto di Piero Fassino e Anna Serafini. Compagni di partito e poi nella vita, in un’unione non politica regolarizzara all’altare, i due si sublimano nella rappresentanaza: lei a Palazzo Madama, lui a Montecitorio, pariglia perfetta in perenne seduta congiunta. Non � roba da poco, specie per gli equilibri intimi. Siti internet dediti al gossip segnalano le mute disperazioni di Franco Bassanini, ex ministro diessino bocciato dagli elettori e congiunto a Linda Lanzillotta, eletta nell’Ulivo e destinata almeno al sottosegretariato. Capita, dunque, che il seggio separi quel che Dio ha unito. Dario Fo non supera nemmeno le primarie per il candidato sindaco a Milano, e la sua signora, Franca Rame, si associa ad Antonio Di Pietro e diventa senatrice. Mentre lei e la Lanzillotta legiferano, Dario e Franco avranno spesa e bucato.

          Il dramma collettivo dello spoglio si frantuma in grandi drammi privati. Antico � quello che affila i coltelli di Umberto Bossi e sua sorella Angela, secessionisti di famiglia, lui leader rieletto della Lega Nord, lei leader di Autonoma Alleanza Lombarda: si � presentata giusto per tenere vivi il simbolo e il dissidio. Su questo terreno si fa straziante il dualismo fra Stefania e Bobo Craxi, figli amatissimi di Bettino, una col centrodestra per non accompagnarsi con gli aguzzini del padre, l’altro col centrosinistra perch� i socialisti non stanno coi fascisti; hanno sfiorato il tribunale per contendersi i diritti sul cognome, e chiuso il confronto col successo della maggiore e l’insuccesso del minore: riavremo un’onorevole Craxi, e sar� con l’apostrofo, cio� donna. Impossibile far confusione, dunque, mentre devono stare attenti coi biglietti da visita il sen. Pecoraro Scanio e suo fratello, l’on. Pecoraro Scanio. Il primo � Marco, ex calciatore con la maglia verde dell’Avellino e il secondo � Alfonso, leader con la maglia verde degli ambientalisti.

            Per� poi non ci sono soltanto i vincoli di sangue, o quelli consacrati. Ce ne sono di pi� laici ma non meno saldi. Per cui non pu� essere che un dolore per Emma Bonino guidare il ritorno in Parlamento, dopo dieci anni di assenza, dei Radicali. Ma lo deve far da sola, sciogliendo l’antichissima coppia di fatto della politica italiana, quella formata con Marco Pannella, vanamente in lista al Senato dove la sua �Rosa nel Pugno� non ha preso neanche un seggio. Non ci si deve abbandonare alla malinconia: fra le urne si consumano pure i fumettoni. Dopo aver condiviso epiche battaglie nella aule di giustizia, Giulia Bongiorno e Giulio Andreotti si ritrovano a Palazzo per condividerne sugli emendamenti alla normativa. Lui assistito era e assitito rimane, lei forse passa dal ruolo di avvocato a quello di badante: la moderna societ� consente relazioni a due con varianti sul tema. Se era concubinaggio – naturalmente di natura istituzionale – si � definitivamente scisso quello fra Giorgio La Malfa, figlio di Ugo e suo erede alla guida del Partito Repubblicano, e Luciana Sbarbati, braccio destro di Giorgio negli anni delle macerie post-tangentopoli. Contrapposti nei due poli (la signora a sinistra coi �Repubblicani europei�, lui a destra col Pri), i rivali dell’edera hanno chiuso con un pareggio dall’andamento non precisamente spettacolare: 0,1 a 0,1 per cento. Comunque, entrambi eletti. Voto contro voto, 51 mila a 45 mila per la Sbarbati. Di questi tempi, in fondo, roba da ribaltare le sorti delle nazioni.

              Cosa che continua a non riuscire ad altri che, come i Craxi e i repubblicani, scontano le furie di Mani Pulite. Erano sentinelle del garofano ruggente sia Gianni De Michelis sia Ugo Intini. Adesso sono eroi della diaspora, con Intini vittima del disastroso sposalizio dei Socialisti democratici coi radicali, e De Michelis ricondotto agli onorevoli titoli dal tradizionale e tradizionalmente fruttuoso matrimonio coi democristiani. Come si vede � tutto un accoppiarsi, un lasciarsi e un riprendersi. Si riprendono, dieci anni dopo i trionfi togati, l’ex sostituto procuratore Antonio Di Pietro e il suo ex vicecapo, Gherardo D’Ambrosio; si diceva, allora, che Tonino fosse uno di destra e D’Ambrosio uno di sinistra. L’imputato eccellente Silvio Berlusconi ha annullato le distanze, e il caso servir� per evitare ai due parlamentari l’imbarazzo della colleganza col figlio e con lo scudiero dell’altro eccellente imputato, morto ad Hammamet.

                Ecco, coppie si rinsaldano, altre si scindono. La legislatura garantisce novit�. Intanto, per�, lo scrutinio ha negato una gioia ai feticisti dello sport: pochi ricorderanno Marisa Masullo, negli Anni Ottanta versione femminile dello sprinter Pietro Mennea. Allora lui vinceva in Europa e nel Mondo. Lei, al massimo, in Italia. Lui ora � all’Europarlamento. Lei ha mancato lo scatto con An verso Montecitorio.