“EtMaintenant…” Terzo polo tv, tentazione che seduce Rutelli e Casini

24/04/2006
    luned� 24 aprile 2006

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      LE MEZZE ALI CONFIDANO NEL SUPERAMENTO DELL’ATTUALE SISTEMA

        Terzo polo tv, tentazione
        che seduce Rutelli e Casini

          retroscena
          Fabio Martini

            ROMA
            Nel suo studio a piazza Santi Apostoli Romano Prodi sta chiacchierando con Jiff Israely, giornalista di �Time Europe� e proprio nel cuore dell’intervista la segretaria del Professore annuncia: �C’� il presidente degli Stati Uniti in linea…�. Dopo l’interruzione per parlare con George W. Bush, al giornalista del settimanale americano Prodi d� una risposta chiara sul futuro di Mediaset: �Non voglio far passare una legge punitiva o usare la politica come vendetta. Ma una semplice legge antitrust � ci� da cui dobbiamo partire. Le democrazie devono avere equilibrio e la sovrapposizione tra politica e informazione deve essere ridotta al minimo�. Parole calibrate, diverse da quelle pronunciate 48 ore dopo da Fausto Bertinotti. Due misure che corrispondono anche a due linee, per ora molto subacquee, tra chi nel centrosinistra continua a scommettere sul duopolio Rai-Mediaset e chi punta invece sulla nascita di un terzo polo televisivo, incardinato su due gruppi vogliosi di grandi pubblici: Sky, la tv di Murdoch, da un anno in guerra con Mediaset; il gruppo Rcs Corriere della Sera che, seppur indirettamente, vanta un piccolo aggancio nel mondo dell’etere, �La7� di Marco Tronchetti Provera.

            Certo, dopo gli spasmi di qualche anno fa che portarono al referendum fallito contro le tv del Cavaliere, nel centrosinistra oramai da tempo tiene banco una linea ufficiale, incardinata su tre pilastri: no al conflitto di interessi, s� ad una Rai forte, sostanziale indifferenza a un eventuale terzo polo privato di cui, non a caso, non c’� una sola riga nel programma dell’Unione. Eppure, dietro l’ufficialit� e a dispetto di un partito-Rai che a sinistra � fortissimo, nell’Unione c’� da tempo chi guarda con speranza alla nascita di un terzo polo tv: da una parte la Margherita di Francesco Rutelli e del probabile nuovo ministro della Comunicazione Paolo Gentiloni, dall’altra l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Nelle due mezze ali centriste c’� la speranza che un terzo polo possa sostenere un terzo polo politico, una grande area moderata di centro?

            Una cosa � certa: alla sortita di Bertinotti i commenti pi� riflessivi nel centrosinistra sono venuti da esponenti della Margherita (Renzo Lusetti, Enzo Carra) ma soprattutto dal personaggio-cardine della suggestione �terzopolistatv�, che � Paolo Gentiloni, il dottor Sottile della Margherita. Gentiloni coltiva rapporti personali con Tullio Camiglieri, responsabile per i Rapporti Istituzionali di Sky Italia e al tempo stesso il presidente della Commissione di Vigilanza pu� vantare – e con lui tutta la Margherita – una buona ospitalit� a �La7�, come confermano anche i dati sulle presenze dei partiti.

              �La7� coltiva simpatia per l’Udc (Bruno Tabacci � stato quasi �lanciato� da Omnibus) anche per i buoni rapporti personali tra Pier Ferdinando Casini e il direttore della rete Giulio Giustiniani che ha trascorso un periodo della sua carriera al bolognese �Resto del Carlino�. E d’altra parte la recente storia de �La7� dimostra che l’emittente di Tronchetti Provera (a suo volta socio Rcs, un gruppo che ha sempre anelato a uno sbocco televisivo) negli ultimi due anni ha fatto di tutto (dismissioni, maggiore cura nei programmi, nascita del gruppo Telecom Italia Media) per essere pronta al grande salto. Ma il duopolio Rai-Mediaset finir� per trovare alleati i tre che temono il Grande Centro, il terzetto Prodi-Berlusconi-D’Alema? Dice Andrea Papini, il prodiano che si occupa di tv: �Ma che c’entra Prodi, che non pu� contare n� su Rai n� su Mediaset? Un eventuale terzo polo tv nascerebbe in forte contrapposizione a Mediaset e chi l’ha detto che favorirebbe un terzo polo politico?�.