“EtMaintenant…” Silvio progetta un blitz al Senato

19/04/2006
    mercoled� 19 aprile 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    LA NUOVA STRATEGIA – MENTRE INVITA I SUOI A �RESISTERE� SUI CONTEGGI

      E Silvio progetta un blitz al Senato

        �Quelli non andranno da nessuna parte�

          retroscena
          Augusto Minzolini

            ROMA
            Ha trascorso la Pasqua al telefono perch� voleva essere informato in tempo reale delle notizie sul conteggio elettorale provenienti dalle diverse Corte d’Appello anche perch�, come tutti sanno, ogni volta che ci sono i magistrati di mezzo Silvio Berlusconi � portato ad adottare il vecchio proverbio andreottiano: �A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…�. E ieri il Cavaliere, per dimostrare a tutti che non ha ancora deposto le armi, che crede ancora in un ribaltamento del risultato, ha voluto fare una puntata a Roma prima di volare a Milano per la semifinale di Champion League. Tanto pi� che dai suoi il leader di Forza Italia nella giornata di luned� aveva avuto delle notizie non certo rassicuranti sull’atteggiamento della Cassazione: �Qualcuno di voi dice – ha fatto presente il Cavaliere alla task force che sta seguendo il conteggio appena arrivato nella Capitale- che i giudici hanno adottato la linea del facciamo presto anche al costo di far male. Ebbene noi dobbiamo fargli capire che possono prendersi tutto il tempo che vogliono ma l’importante � che facciano bene. Certo che con tutte queste voci che girano non si pu� star tranquilli. La sola consolazione � che i verbali elettorali dovranno recare la firma dei magistrati che li hanno compilati. Prima di sottoscrivere qualcosa di cui non sono certi speriamo almeno che ci pensino due volte�.

              Nei fatti ieri pomeriggio a Palazzo Grazioli si � svolta una specie di riunione �tecnica� per stabilire la tattica bellica pi� conveniente per proseguire le ostilit� contro Romano Prodi. S�, perch� per il momento l’idea di demordere, di provare la via del dialogo Berlusconi l’ha proprio abbandonata. �Noi – ha spiegato ieri il premier durante il vertice – abbiamo fatto pi� di un’apertura. Io ho parlato di governo di grande coalizione, di un’intesa a tempo. Ma abbiamo ricevuto solo insulti e chiusure. Anche le aperture di D’Alema non hanno portato a nulla e ho l’impressione che siano state un espediente tattico dell’interessato per arrivare alla Presidenza della Camera. Del resto i nostri avversari non sembra che vogliano intavolare con noi un dialogo neppure sui vertici istituzionali, semmai danno l’impressione di preferire il gioco dell’asso pigliatutto. Vedremo se ci riusciranno. A questo punto dobbiamo andare avanti su una linea intransigente. Dobbiamo chiedere che il conteggio dei dati sia attuato con la necessaria attenzione e dobbiamo vederci chiare sulle tante irregolarit� che a nostro avviso ci sono state. A cominciare da quelle sollevate da Calderoli sulle scorrettezza di conteggiare a livello nazionale i voti di un partito, come la Lega Alleanza Lombarda, che si � presentato in un’unica circoscrizione o quello delle minoranze linguistiche in Trentino. Questi sono rilievi seri su cui debbono lavorare i nostri avvocati. E non ci vengano a dire i nostri avversari che dobbiamo “ammettere” la sconfitta. Questo non � un costume italiano. Nel 2001 loro non mi “concessero” la vittoria. La vittoria la determina solo il conteggio dei voti�.

                Insomma, al momento l’opzione � �� la guerre comme � la guerre� con tutto quello che ne consegue. Ieri dentro la riunione c’� stato chi, come Elio Vito, ha fatto notare che il numero dei votanti � stato superiore a quello delle schede: �Ne mancano 120 mila�. Altri hanno rimarcato un’altra stranezza: al Senato ci sono 40 mila schede bianche in pi� rispetto alla Camera. E qualcuno ha raccontato la storia di un magistrato della Corte d’Appello emiliana, Daniela Migliorati, che si stava occupando con una certa pignoleria di alcune incongruenze che sono emerse nel conteggio dei voti e che, quanto pare, � stata sostituita per qualche ora dal suo lavoro. Tutto questo �cahier de doleances� � sfociato in un appello alla Cassazione affinch� il conteggio dei voti sia effettuato con attenzione e con scrupolo. �Per questo motivo – ha fatto presente il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi – non crediamo che la Cassazione possa terminarlo domani (oggi,ndr)�.

                  Un appello che � stato fatto dalle seconde file proprio per evitare che le questioni sollevate si traducano ancora una volta in un contenzioso tra Berlusconi e i magistrati. Anche perch� in queste ore il Cavaliere � tutt’altro che di buon umore e, quindi, durante una presa di posizione pubblica sarebbe potuto sfuggirgli qualche giudizio fin troppo tagliente. E l’interessato, per prudenza, ha preferito non cadere in tentazione visto che il verdetto sul voto sar� pur sempre la Cassazione a pronunciarlo.

                    Gi�, in questi giorni il leader del centro-destra se l’� presa un po’ con tutti. Non ha risparmiato neppure i �legionari azzurri�, cio� l’organizzazione di Forza Italia, che avrebbe dovuto presidiare lo scrutinio nei seggi: �Sono perplesso: ma vi pare che con tutto quello che successo ci siano state solo 5 mila schede contestate! Una ogni dieci sezioni!�. E in privato non ha mancato di dedicare una battuta alla prudenza dell’attuale ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, che non ha speso una parola a favore di una delle tante questioni sollevate dal centro-destra: �E’ ossessivamente democristiano�.

                      Come per la campagna elettorale il Cavaliere ha la sensazione di non essere coadiuvato abbastanza da ministri e alleati in questa battaglia. Ma il personaggio, come si sa, non � tipo da tirarsi indietro. E risponde colpo su colpo. Il centro-sinistra sta tentando di �accaparrarsi� il voto di qualche eletto del movimento per le autonomie per aumentare il margine di sicurezza al Senato, ebbene, il leader del centro-destra sta tentando di fare al stessa cosa nel campo avverso sfruttando le divisioni dell’Unione. Obiettivo: un blitz il giorno dell’elezione della seconda carica dello Stato. Appunto �� la guerre comme � la guerre�. E mentre Romano Prodi non vede l’ora di calare il sipario sulla possibilit� di una riconferma di Ciampi al Quirinale, Berlusconi ha una gran voglia di dare fiato a questa prospettiva. Anche perch� � sicuro che il tempo – sar� un mese, sei, o un anno – lavora per lui. �Questi non andranno da nessuna parte�, continua a ripetere ai suoi. E alla fine, dopo che il Professore avr� sbattuto la testa contro il muro dell’ingovernabilit�, potrebbe ripresentarsi l’occasione di un accordo che Bondi sintetizza in questo modo: �Prodi a Palazzo Chigi e Berlusconi al Quirinale. O viceversa�.