“EtMaintenant…” Silvio: «l’Unione è già ricattata»

02/05/2006
    sabato 29 aprile 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    PER TUTTO IL GIORNO HA GODUTO DEI MALUMORI DEL CENTROSINISTRA

      La scommessa di Silvio
      �� un suk, l’Unione � gi� ricattata�

        retroscena
        AUGUSTO MINZOLINI

          ROMA
          Il mattino del primo grande scontro con la maggioranza dell’Unione Silvio Berlusconi in onore al suo campione, Giulio Andreotti, lo ha dedicato all’elogio dei democristiani. Incrociando a Montecitorio Paolo Circino Pomicino, gi� plenipotenziario del Divo Giulio, lo ha incensato davanti agli altri parlamentari di Forza Italia: �Vedete dobbiamo affidarci a questi vecchi leoni…�. E l’altro, a cui non manca la battuta, gli ha risposto: �Guarda Presidente che sono pi� giovane di te�.

            La scenetta avveniva dopo la prima votazione del Senato con la candidatura di Franco Marini in ambasce e con il Cavaliere che sperava di preparare �una brutta sorpresa� a Romano Prodi. Da quel momento, per tutto il pomeriggio, il premier si � chiuso nel suo ufficio di Palazzo Chigi tentando di fare tutto il possibile per dare il suo ausilio ad Andreotti. Per ratificare l’appoggio della Lega al suo candidato ha telefonato all’ex-presidente della Bnl, Giampiero Cantoni, chiedendogli di portare Roberto Castelli da Andreotti. Poi si � informato minuto dopo minuto di tutti i movimenti che avvenivano nel campo avverso. �Mi hanno raccontato – ha confidato ai suoi collaboratori senza fare i nomi delle sue fonti – che dentro i Ds c’� chi non sopporta Prodi, chi addirittura lo ritiene un problema. Vedremo…�. Poi il Cavaliere ha passato in rassegna tutti i punti deboli dello schieramento avversario. L’insoddisfazione di Clemente Mastella che ha minacciato ai quattro venti l’appoggio esterno al governo guidato dal Professore. Oppure le voci sull’atteggiamento di Lamberto Dini che nei saloni del Senato ha fatto ragionamenti di questo tipo: �Il problema � che Prodi non risponde a nessuno malgrado non abbia portato a casa un risultato elettorale entusiasmante visto che abbiamo perso tutte le regioni del Nord. C’� il rischio che il quadro politico che prospetta non sia all’altezza dei problemi del paese�. E mentre l’ex-premier parlava accanto a lui uno dei suoi fedeli, Natale D’Amico, chiosava le sue frasi con il leit motif significativo: �Non mi parlate di governo Prodi visto che ancora non c’� ancora nessun governo Prodi�.

              E ancora il Cavaliere si � interessato al rancore dei Ds che hanno visto umiliare Massimo D’Alema da Fausto Bertinotti nella corsa alla presidenza della Camera. Diceva l’uomo ombra del presidente ds, Nicola La Torre, al Senato dopo che Marini aveva arrancato nella prima votazione: �Mi chiedete se il dissenso interno all’Unione � riassorbibile? Sar� importante l’esito della prossima votazione: se viene riassorbito probabilmente � stato causato da una tratattiva per il governo, se permane il problema diventa pi� serio. Mi chiedete se questo quadro politico � di per s� fragile? Beh, questa sarebbe una dichiarazione impegnativa�. E, infine, qualcuno degli ex-dc di casa ha ricordato al leader del centro-destra i dissapori che nella Margherita dividono Franco Marini dal presidente della regione e Calabria, Agazio Loiero, che controlla due senatori.

                Questo � il quadro che aveva davanti il Cavaliere alle quattro del pomeriggio. Ed � inutile aggiungere che sperava ancora nella �grande sorpresa�. Ci sperava talmente che � stato quasi disturbato dal protrarsi delle polemiche sulla mancata candidatura di Giulio Tremonti alla presidenza del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera. L’ex-ministro dell’Economia per dimostrare il suo disappunto (�quell’incarico mi era stato promesso�) ieri ha anche disertato le votazioni sul Presidente della Camera e Berlusconi, sia pure inviandogli messaggi concilianti, si � lasciato andare ad una riflessione con i suoi: �Certe volte non lo capisco – ha osservato – la sua candidatura era in ballo quando si pensava che Fini e Casini andassero a fare i capigruppo dei loro partiti. Ma ora che hanno cambiato idea e, a quanto pare, preferiscono ricoprire il ruolo pi� politico di �speaker� � pi� logico affidare anche a Tremonti una carica simile e indicare come capogruppo un uomo che ha accumulato una maggiore esperienza nella gestione organizzativa come Vito. Comunque vedremo come accontentarlo�.

                  Gi�, a met� del pomeriggio il Cavaliere ancora pregustava il colpaccio al Senato. Quando � arrivato il risultato della seconda votazione lo ha commentato con una punta di amarezza, n� lo ha sollevato pi� di tanto la notizia che lo scrutinio era stato annullato perch� su tre schede elettorali il nome di Marini, Franco, si era trasformato in “Francesco”: �Qualcuno ha voluto segnalare a chi di dovere che ha votato in un certo modo. E’ la dimostrazione – � il ragionamento che il Cavaliere ha fatto in serata nell’ufficio del Presidente del consiglio a Montecitorio dopo aver ascoltato quelli che tra i suoi conoscono le liturgie della prima Repubblica – che qualcuno sta gi� ricattando. La cosidetta maggioranza al suo esordio si � gi� trasformata in un suk arabo. Sono in una situazione tragica perch� la giornata di oggi dimostra che il centro-sinistra ha una maggioranza risicata che si basa sui senatori a vita. E con i senatori a vita non si governa anche se – e questo fa riflettere – sono tutti di sinistra. Per far passare Marini le hanno provate tutte: Scalfaro, che � il solito fazioso, � stato smascherato dalla prova Tv. Anche se presidente provvisorio del Senato non ci ha pensato due volte a votare, ha annullato la seconda votazione quando doveva annullare solo le schede non valide e ha addirittura ritardato l’orario della ripetizione per dare modo ai senatori del centro-sinistra, che avevano preso la via di casa, di tornare a Palazzo Madama. Come possono pensare di governare in queste condizioni? Il problema non � pi� se Marini viene eletto o non viene eletto, il problema � che questa maggioranza traballa e, invece, di ragionare sui propri limiti si arrocca. Noi, comunque, li incalzeremo. E le prossime elezioni ci aiuteranno: sar� difficile strappargli Roma e Torino ma ci proveremo, mentre fin da adesso sono sicuro che a Napoli e Milano faremo il gran colpo. Comunque vediamo come andr� a finire�.

                    E il colpo di scena � arrivato a tarda notte quando anche dopo l’ennesima votazione l’Unione non � riuscita ad eleggere Marini. E Berlusconi, seguendo la cronaca di una giornata vissuta sul filo, � tornato a sperare. �Loro – si � limitato ad osservare con i suoi strateghi quasi urlando dalla gioia – hanno subito un altro smacco. Prodi non ha i numeri per governare e voglio vedere come far� Ciampi a dargli l’incarico. Certo sul risultato finale non mi faccio illusioni: Andreotti ancora non � riuscito a sfondare ma la notte � lunga e pu� riservare altre sorprese….�