“EtMaintenant…” «Rivoluziono Forza Italia, poi partito unico»

17/05/2006
    mercoled� 17 maggio 2006

    Pagina 5 -Primo Piano

    SALUTO TRISTE DEL PREMIER CON UN ANNUNCIO �SPAZIO A GIOVANI PROMETTENTI, FAREMO UN GOVERNO OMBRA CON MINISTRI JUNIOR�

      �Rivoluziono Forza Italia, poi partito unico�

        Berlusconi contro Casini: �Mi ha logorato�.
        La replica: �Il generale che perde cerca un colpevole�

          Ugo Magri
          ROMA
          �Ci rivedremo�, promette Silvio Berlusconi nell’ultima conferenza stampa da premier. Ma lui stesso ha l’aria di crederci fino a un certo punto. Sorride con grande mestizia. Sono le ore dell’addio al governo: mentre il Cavaliere sta parlando davanti a un gruppo di cronisti (ai tempi d’oro erano molti, molti di pi�), Romano Prodi � al Quirinale che riceve l’incarico. Si coglie un ribollire di sentimenti. Peccato non poter descrivere l’espressione del volto di Berlusconi quando anticipa che opposizione sar�.

            Ne parla senza euforia, quasi di malavoglia, come fosse una prospettiva grigia e scontata a confronto di ci� che ha vissuto. E’ reduce dal colloquio con Giorgio Napolitano al quale ha elencato puntigliosamente le cose fatte in cinque anni, tutte le sue riforme che andranno a vantaggio di Prodi. Quasi implora la maggioranza di non cestinarle, tanto � convinto della loro bont�. Ancora non riesce a credere che questo bendidio (tale lo considera) venga ereditato dagli avversari. Ironizza sui media che, con l’Unione in sella, hanno ripreso a dipingere l’Italia in rosa, in poche settimane �tutto � gi� migliorato, compreso il tempo, e perfino il mio oroscopo�.

              E’ stato Paolo Bonaiuti, il portavoce, a insistere che Berlusconi dicesse qualcosa nel giorno di Prodi, in modo da non apparire afono, e trasmettere di s� un’immagine combattiva. In parte � andata cos�: il Cavaliere ha annunciato in conferenza stampa la nascita del partito unico, che sar� preceduta dai congressi di Forza Italia, An e Udc per sciogliersi e rigenerarsi in primavera nel Partito della libert�. Ha reso nota la sua ferma intenzione di rinnovare la classe dirigente del centro-destra e anche del suo partito: �Dopo un po’ di tempo, o passi alla carica superiore oppure te ne vai�. Ha svelato l’intenzione di dar vita a un �governo azzurro�, non lo si chiami �ombra� per carit� in quanto �sar� ben visibile�, con i dicasteri affidati �a giovani promettenti�, nel quadro di un ricambio generazionale. Ma siamo alle solite: una volta enunciati tutti questi propositi battaglieri, la lingua � tornata a battere sulla vittoria mancata di un soffio. E’ bastata la domanda sui rimpianti e le occasioni perse per innescare uno sfogo che contraddice nei fatti tutti i progetti di partito unico.

                �Rimpiango�, s’� lasciato andare, �di non avere avuto dagli alleati quel supporto e quella positivit� che io ci ho messo. Per vincere bisogna crederci. Se uno pensa di perdere, farcela � difficile…�. Con chi ce l’abbia, � facile intuire: �C’� stato un momento, l’estate scorsa, in cui non potevo uscire di casa che voi giornalisti mi facevate domande sulla discontinuit�, volevate sapere da me se io ero ancora il leader�, tutte questioni evocate dall’Udc e da Pier Ferdinando Casini. �Ci� ha logorato moltissimo la mia immagine e quella del governo, come pure la decisione di cambiare 2-3 ministri� nella famosa crisi voluta dai centristi. Casini, ieri sera a Ballar�, ha alzato le spalle: �Il generale che perde la battaglia ha sempre l’esigenza di trovare un colpevole. Ma non c’� dubbio che, a causa degli errori che il governo ha fatto, noi ritenessimo la partita segnata… Il partito unico? S�, ma senza bacchetta magica�.

                  Tra i partner il Cavaliere salva la Lega. Garantisce che con Umberto Bossi il rapporto � inossidabile e tale rester�, comunque vada il referendum sulla nuova Costituzione. Spera che il popolo di centro-destra colga nel voto del 25 giugno una pronta occasione di riscatto. D� conto degli ultimi sondaggi che vendono la Casa delle libert� al 52 per cento e l’Unione al 46,5. �Un po’ in ritardo�, prova a scherzarci sopra. �Se il referendum passa, nuove elezioni? Auspico di s�, ma non credo sia realistico…�.
                  Da una parte concede che, s�, l’Unione ha vinto, e mostra di consolarsi con gli attestati di stima ricevuti �da tutti i leader europei tranne uno� (Jacques Chirac?). Dall’altra racconta di aver chiesto al Presidente della Repubblica che la Giunta per le elezioni, quella cui spetter� di controllare il verdetto delle urne, venga guidata da un esponente dell’opposizione. Ha gi� un nome: Donato Bruno, suo fedelissimo. �Vogliamo uscire da questo dubbio che ci ha presi�, spiega. E certo, se i sospetti di irregolarit� dovessero trovare conferma, se le �anomalie� nei conteggi fossero tali da mettere in discussione la vittoria dell’Unione, allora �non potremmo che chiedere nuove elezioni, e il Capo dello Stato non potrebbe che concederle. Ho avuto�, assicura, �il parere conforme del Presidente della Repubblica a questa mia posizione�.