“EtMaintenant…” Prodi nasconde il suo pupillo

02/05/2006
    domenica 30 aprile 2006

    Pagina 7 – Primo Piano

    La battaglia per il Quirinale

      Prodi nasconde il suo pupillo,
      il Dottor Sottile

        retroscena/2
        FABIO MARTINI

          ROMA
          �… e se Romano andasse al Quirinale?�. Erano le ore pi� incerte per il centrosinistra, da Palazzo Madama era arrivato il primo, magro verdetto per Franco Marini, il Titanic unionista ballava paurosamente e dallo staff di Prodi erano iniziati a partire soffusi sondaggi nei due schieramenti: �E se Romano…�. Iniziative personali, nulla che fosse promosso direttamente dal Professore, tanto pi� che 24 ore pi� tardi – con l’elezione di Marini alla presidenza del Senato – l’ipotesi di portare Romano Prodi al Quirinale � definitivamente sfumata. Una suggestione in passato accarezzata soprattutto dai suoi amici-nemici, ma che ora � Prodi stesso ad escludere, non soltanto pubblicamente. E cos�, se dalle 14,55 di ieri il Professore � uscito dal toto-Quirinale, ora toccher� anche a lui gestire la complicata trattativa per il Colle.

            Fino ad oggi, su questa partita, Prodi ha tenuto le sue carte copertissime. Ma anche se non lo dir� mai prima del tempo, Prodi un candidato preferito ce l’ha. �E’ Giuliano Amato�, dice sottovoce, ma molto sottovoce, uno dei segretari dell’Unione che ha parlato col Professore negli ultimi giorni. E nel giro dei prodiani la confidenza viene confermata: Prodi non si � ancora dedicato a tempo pieno alla partita-Quirinale, ma per il momento il suo candidato preferito � Amato. Per alcune caratteristiche �inconfessabili�: il dottor Sottile � personaggio politicamente molto simile al Professore, un �senza-partito� e dunque con una legislatura sul filo, per Prodi sarebbe un vantaggio poter contare su un Capo dello Stato non legato ad un partito. E la seconda ragione �inconfessabile� � che un presidente come Amato stabilizzerebbe il quadro, allontanerebbe quella idea di precariet� in qualche modo legata ad un Ciampi-bis.

              E in questa partita un ruolo lo gioca anche Francesco Cossiga. Dopo un periodo di turbolenze, l’ex Capo dello Stato ha ripreso un rapporto intenso con Romano Prodi, con frequenti colloqui diretti, anche se in alcuni casi il collegamento � affidato ad un messaggero di reciproca, totale fiducia. E Cossiga lo ha ripetuto a Prodi: �Il candidato preferito da Berlusconi � Giuliano Amato�, un personaggio sul quale sarebbe dunque possibile stringere un accordo largo, che consentirebbe a Prodi di allargare il campo di gioco. Ma per Berlusconi sarebbe meglio Amato o, come diversi segnali fanno capire, Ciampi? Nello staff del Professore non � certo sfuggito il fuoco lanciato ieri dal Cavaliere verso i �candidati della sinistra� tra i quali � stato compreso anche Giuliano Amato. Ma a piazza Santi Apostoli, quelli lanciati da Berlusconi vengono considerati �fumogeni�. Prodi sa bene, per esperienza personale e diretta, quanto Amato sia apprezzato dal Cavaliere. Fu proprio il dottor Sottile a bloccare la vendita della Sme, promossa da Romano Prodi, all’ingegner Carlo De Benedetti, aprendo la strada alla cordata nella quale era presente il Cavaliere di Arcore. Ed � stato proprio Amato uno degli autori del decreto che nel 1984 riaccese le tv berlusconiane spente dai pretori.

                Gi�, ma se da Ciampi arrivasse un segnale? �Non si discute nemmeno: se dal Colle venisse qualche segno di disponibilit�, saremmo i primi a raccoglierlo�, dice il prodiano Franco Monaco, vicepresidente uscente dei deputati della Margherita. Ma al Capo dello Stato non � sfuggito che tra il 15 e il 17 aprile, quando l’ipotesi del bis � stata realmente in ballo a seguito delle indiscrezioni di segno opposto uscite su tre grandi quotidiani, il centrosinistra � restato in religioso silenzio. Un fragoroso riserbo che Prodi spiega con argomenti solidi: �Io non tiro per la giacca il Capo dello Stato e non far� pressioni di alcun tipo�. Certo, Prodi non ha motivi speciali per opporsi ad un bis di Ciampi e ha gi� fatto sapere che si rimetter� all’opinione del Capo dello Stato, naturalmente nella speranza che dal Colle arrivino segnali chiari.

                  Prodi non ha ancora deciso se lavorare ad una rosa di nomi, come nel 1999 quando tra un popolare, uno Scalfaro-bis e Ciampi il Polo punt� sull’ex Governatore. Se si ripeter� il metodo Ciampi i nomi saranno tre: Amato, D’Alema e Napolitano. A prescindere da un sempre possibile Ciampi-bis, Prodi non intende legarsi mani e piedi alla candidatura che preferisce, quella di Amato, il quale continua a tenersi al coperto, anche perch� sa che alla Quercia nessuno lo ama, quantomeno come candidato al Quirinale. A cominciare da Massimo D’Alema. Nel colloquio vis-�-vis che ha avuto con lui 48 ore fa, Prodi si � trovato davanti un D’Alema estremamente determinato, un D’Alema �formato 1996-98�, deciso a diventare interlocutore privilegiato per i Ds e che non ha dato un definitivo via libera al suo ingresso al governo. Con D’Alema ha parlato anche Arturo Parisi e, bench� in questi colloqui non si sia parlato direttamente di Quirinale, i due professori hanno capito che il presidente Ds un pensierino al Colle ce lo fa davvero.

                    Un’ipotesi, quella di D’Alema al Quirinale, che Prodi considera di �difficile realizzazione�, ma che non ostacolerebbe, cos� come gli sarebbe gradita un’ascesa al Colle di Giorgio Napolitano, col quale nei 5 anni di Bruxelles, ha consolidato un �ottimo rapporto�.