“EtMaintenant…” Otto donne nel governo

27/04/2006
    gioved� 27 aprile 2006

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      IL LEADER DELL’UNIONE HA ASSICURATO CHE MANTERR� LA PROMESSA

        Otto donne nel governo
        E spunta un dicastero
        ad hoc per i movimenti

          retroscena
          Carlo Bertini

            ROMA
            Se qualcuno pensa che la battaglia per un posto al sole nel governo sia roba da maschietti si sbaglia di grosso, se � vero che ieri, nel mezzo della temperie sul totoministri, ha fatto capolino a S. Apostoli senza voler dare nell’occhio una delle candidate di punta dei Ds, Giovanna Melandri. Certo a sentirle parlare, le aspiranti donne-ministro non hanno l’atteggiamento di chi si accinge a chiedere un posto a Prodi come gesto di cortesia. Bens� sembrano ben intenzionate a battere i pugni sul tavolo per avere quello che ritengono di meritarsi.

              Fatto sta che il professore ha deciso di rispettare gli impegni e di assegnare otto ministeri alla quota rosa della sua coalizione, dunque il 30% dei posti di governo. E’ qualcosa di pi� di una voce, perch� anche se tutto � ancora in alto mare per le varie caselle dei ministeri, questo – stando alle indicazioni che emergono da S. Apostoli – � uno dei pochi punti fermi che ha in testa il Professore. Il quale, insieme a Bertinotti, avrebbe pure pensato ad una novit� curiosa e significativa per il suo nuovo gabinetto: creare un dicastero senza portafoglio, il �Ministero dei Beni Comuni�, cucito su misura per la responsabile Ambiente, Enti Locali e Movimenti di Rifondazione, Patrizia Sentinelli. Un dicastero ritagliato da una costola dell’economia, che dovrebbe servire a tenere aperto un prezioso canale di comunicazione con i forum dei movimenti sparsi per l’Italia che la Sentinelli conosce uno ad uno. E per gestire le tante vertenze aperte anche in sede locale, come ad esempio l’annoso problema della penuria d’acqua nel mezzogiorno.

                Come si arriver� a stabilire quali saranno le otto donne promosse nel governo � ancora tutto da vedere, anche se si pu� gi� disegnare un organigramma di massima: i Ds dovrebbero esprimere tre ministri donna, in un’ampia rosa che comprende i nomi di Anna Finocchiaro (in corsa per la Giustizia), Livia Turco (alla Salute o al Welfare), Giovanna Melandri, Alba Sasso, Barbara Pollastrini, la responsabile organizzazione del partito, Marina Sereni e la responsabile cultura Vittoria Franco. E’ possibile che il ministero chiave, quello delle Pari Opportunit�, vada alla Quercia e in particolare alla Pollastrini o alla Melandri. Ma non � escluso che la scelta ricada su una delle due candidate della Margherita, Rosy Bindi, in predicato anche per un altro ministero chiave, l’Istruzione. La seconda donna in auge tra i Dl, Linda Lanzillotta, moglie del diessino Franco Bassanini, potrebbe guidare il ministero dell’Innovazione, rafforzato negli strumenti di intervento rispetto al modello Stanca. �Certo i partiti sono meno femministi di Prodi, questo � sicuro�, attacca lei. �E la componente di donne nel governo deve essere un valore aggiunto, non un alibi per dire io il mio dovere l’ho fatto. Il che vuol dire scegliere chi � in grado di svolgere ruoli importanti grazie anche alle esperienze fatte fin qui�.

                  Una delle donne pi� quotate ad entrare nel governo � di sicuro Emma Bonino, in quota Rosa nel Pugno, che potrebbe avere le Politiche Comunitarie. Anche se dopo l’ultimo incontro con Prodi, Pannella e Boselli si sono riservati di presentare al professore una proposta per la squadra di governo. Tradotto, non � detto che la Rosa possa avere pi� di un ministero e quindi se entrasse solo la Bonino i socialisti verrebbero tagliati fuori. E a spendere una parola in favore delle donne al governo ci pensa Daniele Capezzone: �Da sempre siamo contrari al concetto delle quote che in fondo sono una ghettizazione. Ma se l’Italia � dietro il Marocco per la presenza femminile in ruoli chiave, il governo deve dare un segno forte in questa direzione�. Ma quando gli si chiede se sia vero che la Bonino ambisca ad un ministero pi� pesante con tanto di portafoglio, Capezzone si trincera subito dietro un no comment. Insomma la trattativa � tutta aperta e completare il puzzle delle �ministre� potrebbe concorrere anche �una personalit� di area ma esterna al partito� proposta dal Pdci di Oliviero Diliberto, il quale non entrer� al governo. E forse una donna in quota Prodi: c’� chi iscrive in questa casella l’imprenditrice Anna Maria Artoni e chi invece l’europarlamentare dello Sdi, Pia Locatelli (che darebbe modo al professore di chiudere la partita con Boselli).