“EtMaintenant…” Napolitano: «Il centrodestra dia un segnale»

14/04/2006
    venerd� 14 aprile 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    Napolitano
    �Il centrodestra dia un segnale
    e il dialogo potr� cominciare�

      intervista
      Antonella Rampino

        ROMA
        Senatore Napolitano, mentre la Bbc e la Cnn continuano a rilanciare un titolo inquietante sull’Italia, e cio� che Prodi ha vinto ma Berlusconi non �concede� la vittoria, il premier uscente pare abbia tentato di ottenere l’avallo dal capo dello Stato per un decreto che consenta di rivedere oltre un milione di schede gi� scrutinate. Lei come valuta questa situazione?

          �E’ possibile fare quello che la legge consente e prevede: esaminare le schede gi� accantonate perch� contestate. Fare questo � prassi normale. Non riesco ad immaginare come si possa consentire con un provvedimento speciale quello che non si � mai fatto. Sotto il profilo politico poi � sorprendente che questa richiesta venga dallo stesso Berlusconi che ha proposto in conferenza stampa da Palazzo Chigi larghe intese al centrosinistra�.

            Il risultato elettorale tuttavia consegna un Paese spaccato perfettamente a met�. Se si risolvessero le condizioni politiche, se Berlusconi smettesse di parlare di brogli, la Grosse Koalition sarebbe auspicabile per l’Italia?

              �L’ipotesi di un governo di grande coalizione � stata affacciata dall’onorevole Berlusconi in modo del tutto inopinato. Esperienze simili ve ne sono state in vari Paesi europei, e anche in Italia: si pu� dire che ci� fosse, al di l� della formula ideologica del compromesso storico, il governo di solidariet� nazionale tra il 1976 e il 1979, anche se i partiti che sorreggevano Andreotti non partecipavano al governo. Allora si disse che quelle elezioni avevano avuto due vincitori, la Dc e il Pci, e che per le emergenze cui il Paese doveva far fronte occorreva la pi� ampia collaborazione. Oggi c’� invece un risultato netto, anche se di misura, del centrosinistra per quel che riguarda le maggioranze nei due rami del Parlamento. C’� tuttavia da considerare come estremamente difficile la situazione parlamentare, specie in Senato. Quindi nessuno scandalo che possa affacciarsi un’ipotesi di grande coalizione, ma essa avrebbe presupposto un confronto ben pi� pacato e costruttivo tra opposizione e maggioranza negli scorsi cinque anni. E’ difficile pensare ad un improvviso abbraccio tra contendenti che si sono scontrati furiosamente. La maggioranza ha abusato della forza dei numeri, prevaricando il Parlamento e i diritti dell’opposizione�.

                A suo tempo per�, nella scorsa legislatura, lei fece un richiamo in questo senso anche al centrosinistra…

                  �Se diventeremo maggioranza non dovremo rendere la pariglia al centrodestra, dicevo. Ho visto che Andreotti nota che nella scorsa legislatura il dibattito parlamentare non � mai esistito. Condivido. Esiste la necessit� di un dialogo, e anche della ricerca di larghe intese in vari campi. Occorre dibattito vero e spirito di collaborazione: il luogo per un avvicinamento � il Parlamento. Deve cambiare il clima, il centrosinistra deve e pu� farlo�.

                    Tuttavia le dichiarazioni che vengono dall’Unione, a cominciare da Prodi, al momento vanno in tutt’altra direzione.

                      �Sono reazioni comprensibili, nel momento in cui Berlusconi parla di brogli. Ma il centrosinistra ha ottenuto la maggioranza: dovr� fare discorsi di tono pi� alto e pi� ampio respiro. I problemi che abbiamo di fronte sono gravi ed estremamente complessi, il Paese � diviso ed � Prodi a dire di volerlo unire. Deve accadere quello che non � accaduto nella scorsa legislatura, occorre superare il muro contro muro tra maggioranza e opposizione�.

                        Nel 1992 lei � stato presidente della Camera: darebbe la presidenza di uno dei due rami del Parlamento al centrodestra, com’era consuetudine un tempo?

                          �Quella tradizione risale agli anni tra il 1976 e il 1992 si interruppe nel 1994 perch� il centrodestra scelse diversamente, e senza alcuna consultazione con l’opposizione. Quella tradizione non � poi stata pi� ripresa. Adesso non � facile rovesciare questi precedenti. Occorrerebbe comunque un segno di distensione e di volont� collaborativa da parte della Casa delle Libert� per rendere praticabile un tentativo di intesa. Certo mi auguro che se le presidenze di entrambe le assemblee dovessero essere espresse dal centrosinistra ci si arrivi comunque attraverso contatti col centrodestra�.

                            Con il risultato elettorale che si � avuto per Palazzo Madama diventa determinante il voto dei senatori a vita. Cossiga dice che non devono schierarsi, Andreotti invece rivendica il proprio ruolo politico e parlamentare. Lei come la pensa?

                              �Quelli a vita sono senatori come tutti gli altri, hanno gli stessi diritti e doveri. Naturalmente il loro carattere peculiare � che non rappresentano alcun partito e alcun territorio, la nomina da parte del capo dello Stato � un riconoscimento alle loro qualit� politiche, istituzionali, civili. Pur non dissimulando la mia storia politica, ed essendo peraltro distaccato da tempo dall’attivit� di partito, io sento molto il problema e la responsabilit� di giudicare di volta in volta in base al criterio dell’interesse generale delle istituzioni. Vale anche per la fiducia al governo. Non mi sento tenuto ad obbedienze di partito, ma nemmeno al silenzio o all’assenza dal voto�.