“EtMaintenant…” L’Svp non lo vota, Andreotti non molla

26/04/2006
    mercoled� 26 aprile 2006

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    VERSO LA SEDUTA DI VENERD� L’UNIONE MINACCIA LO SCIOGLIMENTO DEL SENATO SE MARINI NON VERR� ELETTO

      L’Svp non lo vota, Andreotti non molla
      Prodi: sono ottimista, molto ottimista

      retroscena
      Amedeo La Mattina

        ROMA
        La Margherita fa girare un fantasma nei Palazzi della politica, quello dello scioglimento del Senato se Franco Marini non dovesse essere eletto alla presidenza del Senato. E’ un’arma di pressione sugli incerti e su quei neosenatori del centrosinistra che a scrutinio segreto potrebbero avere la tentazione del franco tiratore. Ma � anche un modo per far capire che la posta � altissima. �E’ solo fantapolitica, � un’arma spuntata per trasformare un pareggio in una vittoria�, commenta il presidente uscente dei senatori di An, Domenico Nania. �Fantapolitica? Speriamo�, scrive in un editoriale Europa. Il giornale della Margherita sostiene che lo scioglimento di un solo ramo del Parlamento, in base all’articolo 88 della Costituzione, rientra �nel novero delle cose fattibili, anche se inedite�: �Del resto anche una maggioranza solida alla Camera ed eventualmente capovolta al Senato, rientra nel novero delle cose rese possibili dalla riforma elettorale della Cdl�. A prendere una decisione cos� traumatica dovrebbe essere il prossimo capo dello Stato che verrebbe eletto con i soli voti dell’Unione �in un clima susseguente a un eventuale ribaltone al Senato�.

          Una minaccia agli avversari? �No – spiega Sergio D’Antoni – ma � un ragionamento politico: come si potrebbe governare con una maggioranza alla Camera e una diversa al Senato?�. E un altro fedelissimo di Marini, Giuseppe Fioroni, aggiunge che non si tratta di �un’ipotesi fantasiosa ma di una logica conseguenza di un disgraziato incidente�: �Anche se io credo che Marini ce la far�. Insomma, al di l� della praticabilit� di uno scenario di questo tipo, la battaglia di Palazzo Madama viene caricata ogni giorno di pi� di valutazioni dirimenti. Tuttavia Romano Prodi � �ottimista, molto ottimista� sull’esito favorevole del voto.

            Un ottimismo che cresce nelle file dell’Unione dopo che la S�dtiroler Volkspartei ha deciso all’unanimit� di sostenere il candidato del centrosinistra. I tre senatori altoatesini dunque non voteranno per Giulio Andreotti. E anche l’incerta Helga Thaler che avrebbe preferito sostenere il senatore a vita come �anello di congiunzione tra i due poli�, rispetter� questa decisione. Ma la senatrice della Val Pusteria, che ieri non ha partecipato alla riunione, � polemica con il suo partito: �Voter� per Marini, anche se la Svp in questo modo va a fare parte definitivamente del blocco di centrosinistra: con questo voto non � pi� un partito di centro. La Volkspartei � sempre stato un partito al di fuori dei due blocchi�.

              Andreotti aveva detto nei giorni scorsi che la sua candidatura era ispirata dal gruppo delle Autonomie e dagli altoatesini. Ma ora questa ipotesi � caduta perch�, come ha spiegato Siegfried Brugger, �l’elezione dei presidenti di Camera e Senato � il primo atto del patto stretto con l’Unione�: �Noi siamo leali e certo non possiamo cambiare casacca pochi giorni dopo le elezioni�. �La Svp non si presta al gioco di Berlusconi�, ha aggiunto il segretario della Svp Elmar Pichler Rolle. Il quale, dopo avere espresso �gratitudine e riconoscenza� per quanto ha fatto Andreotti nei confronti dell’autonomia altoatesina, ha precisato che la proposta di candidare il senatore a vita �non � partita dalla Svp�. La Margherita ha subito colto la palla al balzo: il prodiano Franco Monaco ha chiesto all’ex presidente del Consiglio di trarne le conseguenze, di farsi da parte, visto che ormai la sua si configura come una �candidatura della destra concepita allo scopo di produrre divisione e scontro�.

                Ma Andreotti non demorde. Ricorda che nel gruppo degli autonomisti ci sono due correnti diverse. �Poi se vogliono votare Marini – ha detto ieri sera al telefono -, non � che io mi vesto a lutto. Mi farebbe piacere se votassero per me. Io per� continuo con la mia candidatura, certamente. Comunque c’� ancora qualche giorno di tempo per valutare�. Chi dice di votare sicuramente Andreotti � Marco Follini che � stato inserito d’ufficio nell’elenco degli indecisi. Come il senatore �trattativista� del Sud America Luigi Pallaro, che ieri ha incontrato Prodi e in questi giorni vedr� anche Berlusconi. Rimane l’incertezza sul voto della Lega, con Calderoli pronto a candidarsi e Castelli che non esclude del tutto Andreotti: domani il gruppo parlamentare decider� il da farsi insieme a Bossi che dovrebbe venire a Roma per l’occasione. Incerto anche Cossiga (�si vedr�…, ancora non ho deciso niente�), ma un deputato di Forza Italia molto vicino a lui come Pietro Testoni afferma che il presidente emerito sta dalla parte di Andreotti.