“EtMaintenant…” Lo scherzo di Silvio?

20/04/2006
    gioved� 20 aprile 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    MOSSA A SORPRESA – COSI’ VUOLE METTERE IN GINOCCHIO IL PROFESSORE

      Lo scherzo di Silvio?
      L’outsider al Senato

        I voti della Cdl a uno scontento del centrosinistra

          retroscena
          Augusto Minzolini

            ROMA
            Quello che lo dice apertamente senza peli sulla lingua � Guido Crosetto, l’uomo del Cavaliere che ha vinto la battaglia elettorale in Piemonte: �Come si diceva ha deciso la Cassazione fregandosene dei nostri rilievi. Cos� il circolo si chiude: In Italia anche le elezioni sono decise dai giudici�. Lui, il capo di Crosetto, Silvio Berlusconi, in pubblico non parla anche perch� in questa situazione � sicuro che dalla sua bocca uscirebbe un aggettivo di troppo. Con i suoi, invece, almeno sulla decisione della Cassazione, si limita a dire qualche frase di circostanza: �Ma cosa vi aspettavate? Quelli sono pur sempre dei giudici e sentono immediatamente il vento che tira…�.

              Questo non cambia, per�, per niente la sua opinione. Gli ex-dc della sua coalizione, gli uomini di Pierferdinando Casini possono dire quello che vogliono, possono anche dare �gli auguri� di buon lavoro a Prodi, ma il Cavaliere non recede. A Giulio Tremonti e Sandro Bondi, infatti, Berlusconi ieri ha affidato il compito di ribadire pubblicamente che Forza Italia ricorrer� in tutte le sedi sulla decisione della Cassazione chiedendo ulteriori verifiche. Al suo avvocato, Niccol� Ghedini, ha invece affidato il lavoro di individuare una strategia legale opportuna anche se di Tribunali a cui rivolgersi ne rimangono ben pochi: �Possiamo portare tutti i nostri ricorsi in Parlamento – � stato il ragionamento di Ghedini – nella giunta per le elezioni e, magari, ricorrere su alcune questioni al Tar del Lazio�. Mentre Fabrizio Cicchitto si � preso un’altra gatta da pelare: quella di controllare con la lente di ingrandimento quanto � avvenuto nel voto degli italiani all’estero. �L� – si � sfogato ieri – � successo di tutto. Un mare di irregolarit�. Un vero scandalo di cui, ovviamente, i giornali non si occupano�.

                I problemi del conteggio e dei ricorsi, per�, a questo punto Berlusconi li ha lasciati agli altri. Nelle sue mani, invece, ha voluto mantenere l’elaborazione della strategia politica di fondo. E, sorpresa, il Cavaliere ha in mente di riprodurre sul piano parlamentare i principi militari a cui si sono ispirati il Che e il Comandante Marcos. Una sorta di �guerriglia� che punta a mettere in risalto contraddizioni e divisioni dell’avversario. �Io – ha spiegato negli ultimi due giorni ai suoi collaboratori – non telefoner� a Prodi. Intanto perch� in Italia non esiste questo rito del perdente che deve riconoscere la sconfitta di fronte al vincitore. E’ una tradizione che non ci appartiene. Eppoi perch� � ancora aperto un contenzioso: quando arriveranno i plichi con le schede nulle alla Camera chieder� di aprirli ad uno ad uno per veder cosa c’� dentro�.

                  Ma la scelta di non alzare il telefono discende, soprattutto, dalla strategia di fondo che il premier si � dato: il suo obiettivo � quello di battere la linea Prodi, dimostrare che in queste condizioni il Professore non pu� governare. �Se non viene sconfitta la sua opzione – ha fatto presente agli alleati e ai suoi colonnelli – non ci sar� nessun dialogo su basi paritarie, ma non per colpa nostra, ma perch� lui non lo permetter�. E il nostro avversario ha molti pi� problemi di quello che pensa. La situazione � in evoluzione. A Palazzo Madama, ad esempio, uno dei senatori eletti all’estero, Pallaro, che era conteggiato con l’Unione � passato con noi. Se gli ex-dc riescono resistere al vecchio vizio del salto della quaglia, se riescono a resistere al richiamo del potere e nessuno del loro passa dall’altra parte, ebbene il governo Prodi se nasce non durer� oltre l’autunno�.

                    Naturalmente, per riuscire nell’impresa il premier ha intenzione di dare battaglia anche nella partita che vede in palio i vertici istituzionali. �Prodi – ha spiegato ieri – non ci conceder� niente. Ha bisogno di tutte le poltrone per compattare una maggioranza che fa acqua da tutte le parti. Questo dobbiamo mettercelo in testa noi e i nostri alleati. Ma noi possiamo combinargli qualche scherzo�.

                      E il primo scherzo Berlusconi potrebbe metterlo in pratica al Senato. �L’idea � sulla scrivania del Presidente� ammette uno dei suoi consiglieri e prevede di appoggiare un candidato del centro-sinistra diverso da quello che proporr� Prodi: un vecchio nome di bandiera come Andreotti o, ancora, il capo di un partito di frontiera che si sente trascurato dal Professore. Stesso discorso vale per il Quirinale. Anche su quel tavolo Berlusconi giocher� la partita esattamente opposta a quella di Prodi: e per mettere a rischio i delicati equilibri interni dell’Unione il Cavaliere � disposto a tutto. E’ pronto a giocare la carta di una riconferma di Ciampi, a puntare sul cavallo Amato o ad inventarsi un outsider. �L’importante – ha sottolineato ieri a chi era con lui – � che il nostro schieramento rimanga unito. I nostri avversari, invece, gi� stanno perdendo dei pezzi. La Confindustria, ad esempio, ora dice che la legge Biagi non deve essere toccata, ma voglio vedere come la metteranno con Bertinotti. Noi dobbiamo solo aspettare e vedrete tutti arriveranno a dire che ci sono due strade per governare: la grande coalizione o nuove elezioni�.