“EtMaintenant…” La signora Clio: «Io, figlia di confinati»

10/05/2006
    mercoled� 10 maggio 2006

    Pagina 4 – Primo Piano

    La signora Clio
    �Io, figlia di confinati, col nome
    preso da un compagno greco�

    intervista
    MARIA CORBI

      ROMA
      Clio Napolitano, aspirante first lady. Anzi, a dir la verit�, lei non aspira per niente a lasciare per il Quirinale la sua casa arroccata sul quartiere Monti e la sua indipendenza. Da 47 anni al fianco del marito ne ha sempre condiviso scelte e ideali. Una donna dal carattere forte, solare, da sempre impegnata nella politica e nel sociale. Questa signora dall’aria gentile e dai modi franchi ha nove anni meno del marito e anche quando lui era ministro dell’Interno ha sempre rifiutato la scorta (�se uno proprio la vuole la ottiene, altrimenti nessuno insiste�). Semplicemente elegante, frequenta gli amici di sempre e quasi nessun salotto mondano. Ha lavorato e cresciuto i figli nella normalit� nonostante due genitori ingombranti. Li accompagnava allo stadio a vedere la Lazio anche senza capire niente di calcio (�quando dalla curva gridavano “Giordano al telefono” io mi chiedevo se potessero lasciare il campo per andare a rispondere …�).

        La voce � brillante e nel tono la certezza che da questo istante, da questa prima telefonata di una giornalista interessata a lei, la vita potrebbe cambiare. E di molto. Meglio iniziare dalla domanda pi� banale e attesa da tutti.

          Signora Napolitano, nel caso succeda, che tipo di first lady sar�?

            �Mi sembra una domanda prematura, comunque ancora non ho deciso una linea di comportamento, ci devo riflettere�.

              �In un libro di interviste lei racconta di quando suo marito venne eletto alla Presidenza della Camera e lei decise di seguirlo nell’appartamento appena rimesso a posto da Nilde Iotti, per non lasciarlo solo�.

                �Si � vero. Quell’intervista l’ho data quando pensavo di avere una prospettiva di vita pi� lieve. Comunque � prematuro prendere decisioni, devo pensarci bene�.

                  Va bene, parliamo di altro. Da dove viene questo nome particolare, Clio?

                    �Sono stata concepita quando i miei genitori si trovavano in confino a Ponza e li conobbero un compagno greco che aveva una figlia di nome Clio�. Un nome che piacque ai genitori anche perch� laico. Furono poi i nonni a battezzarla di nascosto e a chiamarla Maria.

                      Come si chiamavano i suoi genitori?

                        �Mia madre Diva Campanella, un tipico nome marchigiano, mio padre Amleto….�.

                          Tutti e due molto impegnati in politica. Come � stata la sua infanzia?

                            �Mia madre era socialista e mi portava in sezione dopo la Liberazione dove vi erano infinite discussioni sul voto alle donne�.

                              Interessante o noioso per una bambina?

                                �Mi annoiavo moltissimo e spesso mi facevo delle dormitine. Ero solo una bambina di quarta elementare. Certamente per� avere avuto due genitori impegnati in politica ha influenzato la mia formazione�. E anche la scelta del compagno della vita visto che nell’intervista-biografia, scritta da Paola Severini, Clio Napolitano spiega: �Non avrei mai potuto sposare un uomo che non la pensasse come me. Questo proprio sarebbe stato impossibile�.

                                  Lei ha sempre lavorato, fino all’elezione di suo marito alla presidenza della Camera dei Deputati. Cosa faceva?

                                    �Mi sono laureata in Giurisprudenza a Napoli dove mi sono trasferita insieme alla famiglia per studiare. Poi ho iniziato a fare pratica presso uno studio specializzato in Diritto del Lavoro a Roma. E poi quando ci siamo trasferiti a Napoli mi sono molto occupata dell’equo canone in Agricoltura. Ma quando di nuovo abbiamo cambiato citt�, tornando a Roma, non me la sono sentita di ricominciare di nuovo la professione. Inoltre a quel punto avevo avuto i bambini e mi sono cercata un lavoro che mi permettesse una vita familiare organizzata. Quello che accade a molte donne, anche oggi, insomma�.

                                      E che lavor� scelse?

                                        �Ho iniziato a lavorare alla Lega delle Cooperative, all’ufficio legislativo, e ho avuto molte soddisfazioni�.

                                          E poi lo ha lasciato.

                                            �E’ stata una mia scelta. Non mi sembrava il caso di continuare visto che mio marito era il presidente della Camera e io, nel mio ruolo professionale, avevo come interlocutori i presidenti delle commissioni parlamentari. Comunque avevo gi� una certa et�, 57 anni�. Mentre qualche anno dopo, quando il marito era ministro dell’Interno non si volle spostare dall’appartamento a Monti, difendendo con forza la sua vita normale. Il problema era andare a buttare la spazzatura. �Mi sembrava indecoroso e allora mettevo i sacchetti nelle buste delle boutique�. E alle amiche chiedeva di conservargli le buste dello shopping.

                                              E da allora, da quando ha lasciato il lavoro? Una nonna impegnatissima con i nipoti Simone e Sofia?

                                                �Non esageriamo, loro sono molto carini e li vedo, ci sto volentieri, ma ho una mia vita fatta di impegni, amicizie, interessi�.

                                                  E adesso sar� ancora pi� impegnata..

                                                    �Come le ho detto non me lo aspettavo, fino a due giorni fa vedevo la mia vita su binari pi� lievi�.

                                                    Clio Napolitano risponde cortesemente anche se dal suo tono si intuisce la tensione del momento. Non � sua abitudine prendersi la scena. Oggi potrebbe sostituire Franca Ciampi, sua grande amica, con cui ha spiegato di avere �una condivisione di valori di vita vissuta�. �Pur avendo esperienze diverse ci sono alcune cose che ci legano. A cominciare dal forte rapporto che ha con il marito�. Quando qualche tempo fa nell’intervista-confessione le venne chiesto cosa pensava di first lady internazionali, da Cherie Blair a Hillary Clinton o Laura Bush, Clio Napolitano ha detto chiaramente che �questo ruolo di mogli, soprattutto se hanno un’attivit� professionale ben definita, mi pare sia un po’ limitativo, da un punto di vista di realizzazione femminile�. C’� da dire che lei il problema della realizzazione personale proprio non lo ha con una vita piena di gratificazioni professionali e di impegno civile. Chi la conosce sa che sarebbe una perfetta first lady, e soprattutto che non farebbe rimpiangere Franca Ciampi per modi schietti e aperti. Chiss� se toccher� proprio a Clio Napolitano raccogliere il testimone dalla pi� amata first lady che l’Italia abbia avuto.