“EtMaintenant…” La rete di D’Alema

05/05/2006
    venerd� 5 maggio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    CENTROSINISTRA IL �METODO RATZINGER� DEL CANDIDATO IN PECTORE

      La rete di D’Alema
      dal Vaticano a Confalonieri

        Il presidente Ds ha confidato a Tremonti
        �Se Berlusconi puntasse su Amato, allora…�

          retroscena
          FABIO MARTINI

            ROMA
            Ci sono momenti e luoghi nei quali – anche tra �nemici� – si pu� parlare in libert� e ieri mattina nell’aula di Montecitorio – a microfoni lontani – il candidato Presidente della Repubblica Massimo D’Alema raccontava a Giulio Tremonti la sua versione e ad un certo punto confidava: �Certo, se Berlusconi decidesse di convergere su Giuliano Amato, a quel punto realisticamente ne prenderemmo atto. E quanto a me farei il ministro degli Esteri…�. Massimo D’Alema parla cos� perch� sa che Tremonti non gli � ostile, cos� come non lo sono gli altri del piccolo crocchio, Luciano Violante e Bruno Tabacci. Ma la confidenza dimostra che la gran voglia di arrivare sul Colle non ha fatto smarrire al presidente Ds la proverbiale capacit� di guardare la realt�, anche quando non piace.

              Nell’ora in cui avviene la chiacchierata a Montecitorio, Romano Prodi non ha ancora incontrato Silvio Berlusconi, ma il presidente della Quercia ha ben chiare le coordinate della partita: se il Cavaliere insiste su un proprio cavallo di bandiera e non cala un candidato votabile da tutti, dalla quarta votazione in poi Massimo D’Alema pu� essere eletto Presidente della Repubblica quantomeno con i voti dell’Unione. Ma in quel capannello informale D’Alema ha fatto con nonchalance il nome di Amato anche perch� sa quanto sia sceso il livello di credibilit� del dottor Sottile agli occhi del Cavaliere. Ancora 48 ore fa, all’hotel Excelsior durante la festa promossa dall’ambasciata israeliana, il premier uscente si sarebbe espresso con termini molto crudi circa l’�affidabilit� di Giuliano Amato.

                Anche nelle ultime ore D’Alema sta affrontando la partita della Presidenza a viso aperto, con un piglio inconsueto nella storia delle scalate al Quirinale. E’ come se avesse adottato una sorta di �metodo Ratzinger�, il cardinale che � entrato in Conclave Papa e ne � anche uscito, grazie ad una inedita sovraesposizione, iniziata con i funerali di Papa Wojtyla e conclusa col �Nuntio vobis…�.

                  E’ come se Massimo D’Alema avesse capito che nella societ� mediatica chi diventa papabile, incute rispetto e anche timore. Come dimostrano, indirettamente, le minacciose parole pronunciate in Transatlantico dall’ex ministro delle Finanze il ds Vincenzo Visco: �Un no a D’Alema? Credo non sarebbe indolore per l’Unione�. Anche ieri Massimo D’Alema non � restato nell’ombra – come sta invece facendo il suo pi� pericoloso rivale Giuliano Amato – ma si � mostrato sotto i riflettori, sciorinando battute tutt’altro che scaramantiche. Ad un vecchio andreottiano come Vito Bonsignore che si lamentava (�Se vai al Quirinale come far� a venirti a trovare?�), D’Alema ha risposto: �Ti invito!�. E ai cronisti che chiedevano continui aggiornamenti, il Presidente in pectore ha limitato le consuete spiacevolezze: �Non ne so nulla, sto leggendo un libro su Omero…�.

                    Ma queste sono anche le ore decisive per smuovere truppe tra i 1010 grandi elettori e soprattutto per muovere i consensi che contano. E in soccorso di D’Alema si stanno muovendo calibri grossi. Come sempre quando lavora in profondit�, in queste ore poco parla ma molto opera Francesco Cossiga. L’ex Capo dello Stato che da anni ha un rapporto affettuoso con D’Alema (il premier che a differenza di Prodi non rifiut� i voti degli �straccioni di Valmy�), ieri si � dedicato a colloqui Oltretevere, con l’obiettivo di rassicurare chi di dovere. E Cossiga vanta un rapporto personale e di antica data con Papa Ratzinger.

                      Intanto ai vertici dell’Unione sono arrivati anche segnali informali ma altamente significativi da un interlocutore eloquente: Fedele Confalonieri. Il presidente di Mediaset, che con D’Alema vanta un rapporto di cordialit�, si sarebbe attivato per sciogliere i nodi che ancora aggrovigliano la rete di �Baffino�. E qualche traccia di questo lavorio si trova in Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia: �D’Alema? Un presidente perfetto della Bicamerale…�.

                        Naturalmente la partita pi� delicata D’Alema la sta giocando nell’Unione. Due mesi fa, prima di vincere le elezioni, Romano Prodi aveva in testa uno schema (Amato al Quirinale, Marini a Palazzo Madama, Bertinotti a Montecitorio) che per ora � riuscito a realizzare per due terzi. Ma da quando ha capito che D’Alema punta con tutte le sue forze sul Quirinale, il Professore ha assecondato il presidente ds, ha evitato di mettere in campo diplomazie parallele a favore di Amato. E ieri sera D’Alema ha gratificato il Professore (�Si sta muovendo con accortezza�), con un sostantivo particolarmente significativo agli occhi del presidente ds.

                          Quel che pi� conta, dopo la lunga giornata di colloqui, la rosa (di nomi) era sfiorita proprio come voleva D’Alema e la tattica per la conquista del Colle l’ha spiegata Piero Fassino ai massimi dirigenti della Quercia: �Dobbiamo sostenere Massimo senza riserve e sino in fondo�. Il che significa che, se dal centrodestra dovesse mancare un appoggio ufficiale, D’Alema ha gi� fatto capire di puntare dritto alla quarta votazione, quella nella quale servono 506 voti per essere eletti. L’Unione ne ha 541 e su come sopperire ai franchi tiratori, � sempre Vincenzo Visco ad indicare la strada: �Mi pare che una parte della Cdl voterebbe nel segreto dell’urna…�. Come dire: se proprio non se pu� fare a meno, ben venga il soccorso azzurro. Anche sottobanco.